I settant'anni di Claudia
Settant’anni da compiere il prossimo 15 aprile: sarebbe giusto festeggiare ma Claudia Cardinale, nell’imminenza del compleanno, non ha mai amato le candeline. È piena di progetti, alla faccia dell’età che non scalfisce il suo fascino: il remake, per la tv francese, de “I soliti sospetti”, un documentario sui cinquant’anni della sua carriera, puntualmente girato e montato dal compagno di una vita, il regista Squitieri, materiale che verrà presentato al prossimo Festival di Cannes.
Abita da tempo a Parigi, Claudia Cardinale. Una casa luminosa al Marais, arredata con ricordi africani (l’attrice – come è noto – è nata in Tunisia), icone russe, belle foto che la ritraggono con stilisti e con i due figli, Patrick, che fa il designer, e Claudine (avuta da Squitieri), che ama le arti.
Un suo rimpianto, confessato anche in questi giorni? Quello di non essere sufficientemente colta, finita davanti alla cinepresa quando era ancora una ragazzina. Claudia Cardinale e il suo inconfondibile timbro rauco di voce: qualcosa di cui inconsapevolmente vergognarsene, soprattutto agli inizi della sua folgorante carriera universitaria.
Fu Federico Fellini a smontare quel tabù, ritenendo opportuno non doppiarla in “Otto e mezzo”. Gli anni di Tunisi, un po’ ribelli. Una sua rivalità con Brigitte Bardot? Macché, la diceria venne alimentata dai paparazzi e dai rotocalchi. Nella realtà, girando assieme “Le pistolere”, le due attrici si divertirono un mondo, mai sentendosi in competizione. Novantasei film girati, sentendosi regina in una moltitudine di ruoli.
E di luoghi: dalla Russia all’Australia (in compagnia di Alberto Sordi), dall’Africa all’America del Sud. Ha interpretato ruoli da prostituta o da regina, col medesimo stile, classe, studiando il copione, immedesimandosi – come si deve convenire a grandi artisti – nei personaggi, per sentirli più veri e più a misura. Legatissima al ricordo di Fellini, Leone, Germi (“Con lui mi capivo con uno sguardo”), alle melodie imbattibili di Morricone.
Nel tempo della corsa al lifting, della voglia di azzerare gli oltraggi del tempo, Claudia Cardinale ha candidamente ammesso di non essere mai ricorsa all’ausilio del chirurgo estetico.
È bello vedere i segni del tempo, rifarsi è un segno di fragilità: pochi concetti (condivisibili) per spiegare una scelta. Proverbiali i suoi no alle scene di nudo: il suo record – come l’attrice, con una punta di civetteria, ha sovente ricordato – è stata l’immagine di una schiena nuda, scena proposta all’interno di “C’era una volta il West” e “Vaghe stelle dell’Orsa”. Fu il produttore Franco Cristalli a scoprirla in Tunisia, occhi magnetici, fisico prorompente: la vennero a prendere davanti a scuola, con l’assenso del padre, di origini siciliane.
Vive sulla Senna, raccontando i suoi impegni umanitari contro la diffusione dell’Aids in Africa. È una donna che rifugge l’età, settant’anni tra pochi giorni, in ossequio ad una smisurata voglia di conoscere ancora i misteri del mondo.