Grattacieli in città
Due grattacieli accoglieranno chi esce da Roma, in direzione mare, o chi vi entra, proveniendo magari dall’aeroporto. Coniugati acciaio e futuro, la città cambia pelle. Diciotto mesi di lavori, consegna in programma alla fine del 2011.
La zona in cui verranno edificati? Il quartiere dell’Eur, oltre che zona residenziale, sede di uffici, sia pubblici che privati come la Confindustria, il Ministero della Salute, il Ministero delle Comunicazioni, il Ministero dell’Ambiente, la SIAE (la società italiana degli Autori e degli Editori), l’ICE (l’Istituto Nazionale del Commercio Estero), la direzione centrale dell’ENI e delle Poste Italiane, nonché di numerose multinazionali di stanza in Italia.
Un grattacielo di centoventi metri di altezza, allora, modificherà lo skyline della Capitale. Ideato dall’architetto Purini, il grattacielo, ispirato alle antiche torri medievali, vuole diventare il simbolo architettonico di Roma, protesa ben oltre il Duemila. Si svilupperà su ventotto piani residenziali, oltre a tre piani tecnici e due livelli destinati a garage e cantine, venduti, con lotti a partire da quaranta metri quadrati, a diecimila euro al metro quadro.
Un investimento per coloro che, di questi tempi, conditi da lacrime e sangue, se lo potranno permettere. Articolato in due prismi verticali di cemento armato ed acciaio, presenterà le più innovative tecnologie in materia di risparmio energetico: pannelli fotovoltaici con potenza di oltre 180 Kw, raccolta differenziata dei rifiuti, dispositivi per il recupero dell’acqua piovana, successivamente utilizzata nei bagni, ventilazione e serre in tutti gli appartamenti.
I proprietari – oltre che di una vista mozzafiato – che raggiungerà, da una parte, il mare di Ostia, e, dall’altra, le sagome delle chiese di Roma, veicolerà, negli auspici, nuove concezioni di edilizia residenziale e rinnovate tutele dell’ambiente. Non diventerà l’edificio più alto di Roma: nessuno se l’è sentita, nella patria della Cristianità, di togliere il primato alla Cupola di San Pietro, che vanta un centinaio di metri in più.
Accanto al grattacielo destinato alle abitazioni, eccone un altro, adibito agli uffici: stessa altezza, medesime caratteristiche del “palazzo gemello”. Attorno ad essi, sulla spianata (400 metri per 80) della collina di Castellaccio, tra la via Pontina e il Torrino, saranno erette sculture, opere d’arte, cercando di riprodurre una sorta di Piazza Navona moderna. Il festival del nuovo, del futuristico, le idee e le intuizioni degli architetti sviluppate alla massima potenza.
A tutto ciò sarà ovviamente abbinato il business: previsti, nell’area che misurerà complessivamente 60 ettari, parcheggi sotterranei, negozi, cinema, bar, centri commerciali. Una iniziativa privata (coordinata da una nota famiglia romana di imprenditori), il cui costo complessivo oltrepasserà i cento milioni di euro. Uno schiaffo all’urbanistica, lo hanno definito gli ambientalisti. Un segno di Roma che cambia, l’hanno affrescato i demiurghi dei primi due grattacieli della città.