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IL FUTURO

Al terzo anno compiuto (su cinque) di legislatura, il Premier Silvio Berlusconi disegna il futuro, da qui alle prossime elezioni politiche del 2013. Sempre in sella, sempre leader incontrastato del Pdl? No, il Cavaliere avrebbe in animo di mollare la scena, dopo quasi vent'anni di ininterrotto dominio, contraddistinto da grandi chiaroscuri. Berlusconi ha già scelto – con congruo anticipo – il suo successore.

Nessuna novità, già l'acclamazione a nuovo Segretario del Partito aveva lasciato intuire il ribaltone. L'ex-Ministro di Grazia e Giustizia, il siciliano Alfano, sul ponte di comando della coalizione, candidato a diventare Presidente del Consiglio, qualora la tornata elettorale, in programma tra due anni, premiasse ancora il centrodestra.

Una decisione unilaterale che, non è la prima volta, ha agitato la base del centrodestra, propensa piuttosto ad adottare il metodo delle "primarie", inaugurate tempo addietro dalla sinistra, con una griglia di eventuali candidati a leader scremati direttamente dagli elettori di destra, senza, dunque, che Berlusconi, o altri Ministri dell'attuale Governo, possano incidere e/o orientare. Non è una novità che l'appeal complessivo di Berlusconi sia in flessione.

Colpa anche della manovra economica dello scorso inizio luglio che ha finito per alleggerire le tasche – con nuove tasse – del ceto medio, quello che, fino a qualche anno fa, sembrava immune dai venti (impetuosi) della crisi economica. In Italia i nuovi poveri crescono alla velocità della luce: le vendite "a saldo", iniziate dieci giorni fa (abiti, scarpe, altri generi di vestiario, e non solo, in vetrina a metà prezzo) stanno suscitando fiaschi paurosi.

Segno evidente che il potere d'acquisto delle famiglie latita: gli stipendi non crescono, la disoccupazione è compagna ingombrante, basta la minima spesa straordinaria per mandare in tilt il bilancio familiare mensile di gran parte dei nuclei familiari. Berlusconi non molla, anzi, a suo modo, rilancia. Vorrebbe che la nuova base del centrodestra lo seguisse, senza tentennamenti. Ha deciso, ad oggi, di non ricandidarsi per la battaglia delle politiche del 2013, lanciando Alfano. Avrà 77 anni, per quella data, troppo stanco per occuparsi ancora dell'Italia.

Vorrebbe essere il padre-nobile della coalizione, magari crescendo e rendendo smaliziati alcuni nuovi interpreti del centrodestra: il Presidente delle Regione Piemonte, Cota. Oppure l'altro deputato della Lega, Reguzzoni. Oltre ad Alfano, Berlusconi sogna, alla fine del settennato di Napolitano, che il fido Gianni Letta possa sedersi sul colle più ambito del Quirinale. Non è una eredità politica, sembrano piuttosto gli auspici di un leader oggettivamente stanco, incalzato dai giudici e dai processi. Il vecchio alleato Fini? Berlusconi lo considera ormai disperso sulla scena politica. Casini? Per il Cavaliere tornerà all'ovile, alleandosi col centrodestra, una volta confermato che il nuovo candidato alle elezioni del 2013 non sarà più l'attuale Premier.

 

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