Falsi medici, è boom
Ma da chi ci facciamo curare? Ogni anno in Italia finiscono sul banco degli imputati circa mille persone. Il reato a loro addebitato? Esercizio abusivo della professione, un incubo per i Nas (i Nuclei Antisofisticazione) e la Guardia di Finanza. Perché gli inghippi sono all’ordine del giorno, il sistema difficile da penetrare.
La sensazione è quella: abbondano i falsi medici, un esercito di abusivi in piena regola. Basta una stamperia – una di quelle che, dietro al compenso di duecento euro, ti fabbrica una pergamena fallace di una laurea o di una specializzazione – qualche conoscenza, molta astuzia, un po’ di fortuna e l’imbroglio riesce per anni. La pena prevista dal codice per un falso dottore, uno che prende sottobraccio un ignaro paziente, determinandone cure, prescrivendo medicine, esami, radiografie, insomma dominando un pezzo della propria vita?
Sei mesi di multa o una multa (ridicola) di 516 euro. Ecco, da qui occorrerebbe partire. Perché la brutta abitudine di frodare il prossimo, indossando un camice bianco, ritrovandosi in un ambulatorio – o, peggio ancora, in una corsia di ospedale o di un sala operatoria – è radicato, diffuso, diventando un compagno ingombrante per qualsiasi istituzione che osa denominarsi Stato. Pratica talmente odiosa che, adesso, numeri e riscontri alla mano (oltre quindicimila dentisti abusivi, ad esempio, a fronte di cinquantaseimila “regolari”) c’è chi in Parlamento ha proposto di aumentare la reclusione a due anni, innalzando la multa ad oltre cinquantunomila euro.
Lo scorso anno la Finanza ha scoperto e denunciato oltre milleduecento persone per esercizio abusivo della professione di medico, di cui la metà falsi dentisti. E le cronache, sempre più spesso, regalano la vetrina a questi stregoni: c’è stata la storia del chirurgo estetico che non aveva concluso gli studi ma operava in una casa di cura. Quello del “naturopata” che somministrava cure dimagranti, senza avere mai aperto un libro o sostenuto un esame. Un boom di mestieranti, imbroglioni: una parte d’Italia che, quotidianamente, rischia la denuncia.
C’è stato il caso dell’ortopedico fasullo che addirittura era il medico sociale di una squadra di basket. Difficile scardinarli, individuarli, allontanarli, denunciarli: spesso è una denuncia anonima o un colpo di fortuna ad orientare positivamente le indagini della Finanza. Ma come fanno, i medici fasulli, ad introdursi con successo nel sistema? Ci sono falle, crepe, eccome: può bastare una autocertificazione, ad esempio, per spedire (con tutti gli onori) un medico in corsia.
Ci sono scuole di specializzazione che non chiedono ai laureati l’iscrizione all’albo dei Medici. Cose sconvolgenti: come se un avvocato imbroglione volesse entrare in Procura senza mostrare il titolo di studio, la laurea.. Per sostituire poi un medico di famiglia (il dottore della mutua) basta mettersi d’accordo con lui: ecco le maglie deboli della rete. Basta poi uno studio, una pergamena attaccata al muro e il paziente cade nell’inganno. Con ovvie ripercussioni sulla sua salute.