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Emergenza salari

I sogni, in Italia, non lievitano, non abbelliscono ulteriormente la vita. Una ricerca sull’aggiornamento dei dati su salari e produttività in Italia e in Europa, portata alla luce dall’Ires-Cgil, affresca una verità cruda.

Che spaventa e inquieta: in Italia quasi sette milioni e mezzo di lavoratori guadagnano meno di mille euro al mese, l’equivalente di millequattrocento dollari. Equivalente irrisorio per vivere senza stenti e preoccupazioni. Un pugno allo stomaco per coloro che avrebbero voglia (o necessità) di acquistare un immobile perché gli affitti, al pari del resto del caro-vita, sono progressivamente diventati impossibili da sostenere.

Avere uno stipendio così basso implica un’altra serie di amarissime conseguenze: le banche non avallano richieste di mutui immobiliari. Anche per richiedere un piccolo finanziamento (altrimenti chiamato prestito) gli istituti di credito frenano: sono cresciute enormemente le insolvenze. Recuperare i crediti erogati è procedura complessa che le banche, adesso, vista la situazione generale, faticano a gestire.

Con uno stipendio così esiguo, ammesso e non concesso che le retribuzioni, all’interno di una famiglia composta pure da un figlio, siano due e di pari entità, si fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Incidono pesantemente mutui (ovviamente) e affitti: nelle zone periferiche di Roma, ad esempio, quelle che magari sono pure mal servite da metro e autobus, per un immobile di due camere e cucina le richieste oscillano tra i sette e gli ottocento euro. Fatevi due conti e capirete.

Una pletora di lavoratori ai margini della soglia dei mille euro ma non è finita. L’indagine riporta altre sofferenze: sarebbero più di quattordici milioni gli italiani che mensilmente guadagnano meno di milletrecento euro, somma comunque insufficiente per una vita appena tranquilla.

Salari a precipizio: ammonta infatti a poco meno di duemila euro il calo del potere di acquisto degli stipendi negli ultimi cinque anni di retribuzione. Ciò vuol dire che alla crescita dell’inflazione non si è accompagnato l’adeguamento dei salari, con ovvie, naturali ripercussioni sullo stato delle famiglie, molte delle quali, ormai, possono unanimemente essere considerate indigenti.

Equazione normalissima: se il costo della vita lievita, se aumentano le bollette, la benzina, gli affitti e i mutui, è oggettivamente impossibile restare a galla, appena sopravvivere. Rilevazioni pessimistiche, che fotografano una vera emergenza-salari: ecco perché il consueto business natalizio, mai come quest’anno, subirà un calo marcato. Pochissimi regali costosi, basterà il pensiero, come recita un adagio popolare.

In una famiglia dal reddito complessivo di poco più di duemila euro si fa ormai economia per fare la spesa al supermercato o per comperarsi un paio di scarpe: riscontro malinconico ma reale. Arrivare alla fine del mese senza ulteriormente indebitarsi è una vera impresa per milioni di italiani.

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