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Emergenza criminalità

Sos criminalità: estate difficile, soprattutto violenta. Si è sparato, ucciso, violentato, seviziato, rubato, aggredito. Da nord a sud dello Stivale, in una impressionante serie di reati efferati. Come quello commesso in una villa vicino Treviso, con i custodi sottoposti a sevizie di ogni tipo prima di essere uccisi a sprangate da due rumeni e un albanese, arrestati dopo tre settimane dall’eccidio, traditi dall’uso di una carta di credito strappata da una delle vittime.

Emergenza-zingari, rom, comunque Sos dall’Est europeo perché i reati commessi portano la stessa matrice, messi in pratica da irregolari, clandestini, arrivati in Italia per nave o valicando – senza documenti – la frontiere terrestre. Sono fioccati, in questa estate certo non da incorniciare, i furti negli appartamenti. Ladri-acrobati, nel più puro stile dei ladri dell’Est, arrampicatisi sui balconi, sulle grondaie, cercando un piede per appoggiarsi e per scalare interi palazzi. Cesoie, piedi di porco, comunque arnesi per forzare serrature, finestre, rompendo avvolgibili o semplici serrande.

Senza contare l’uso delle semplici serrature, violando sistemi di allarme sofisticati ma evidentemente non impermeabili. E poi furti di auto, di moto e motorini. Violenze fisiche prima, rapine poi come quella subita dal regista Tornatore, aggredito al quartiere Aventino, a Roma, sotto il proprio ufficio, in un giorno qualunque di agosto. Lo hanno avvicinato con una scusa due rumeni, uno addirittura minorenne, sfilandogli cellulare e Ipod. Proprio l’uso del telefonino ha permesso alla Polizia di rintracciare la zona in cui operavano i due balordi.

Ricerche durate una decina di giorni, poi l’arresto.
Un pensionato che sfrecciava, in sella ad una bicicletta, sulla pista ciclabile di Tor di Valle, tra l’Ostiense e la Magliana, sempre nella Capitale, è stato aggredito a colpi di bastone da due rumeni, che gli hanno poi sfilato il portafoglio e un semplice Ipod, lasciandolo col capo sfondato per terra, mollando nella fretta anche la bici, che certo valeva più del maltolto. Insorge la gente comune, quelli che vivono di stipendio e di pensione, magari con un ingente mutuo da onorare.

Città messe a soqquadro, Polizia che sfreccia da un lato all’altro delle zone a rischio. Governo alla sbarra, pronto a varare un nuovo pacchetto di misure anticriminalità: la pazienza e la tolleranza sono colme, nelle grandi città – come in provincia – si rischia davvero troppo.

Bande di delinquenti – nell’ottanta per cento dei casi extracomunitari – studiano rapine, aggressioni, furti. Norme ancora troppo blande consentono loro di restare in carcere per poche ore, prima di essere scarcerati. Proteste, urla di chi vorrebbe vivere in maniera serena. Estate segnata dal sangue e dalle violenze. Non serve il pugno duro (auspicato, pero’, da un numero sempre maggiore di italiani): occorrerebbero leggi severe, che impediscano quantomeno ai delinquenti abituali di reiterare i reati, tenendoli in carcere, condannati per lunghi anni.

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