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Ecco i giorni dei sondaggi

I sondaggi confortano, aiutano, rallegrano. Magari contribuendo pure ad iniziare bene la giornata. Dal giorno in cui Napolitano ha sciolto le Camere, optando per le elezioni anticipate, raccontano che Berlusconi, di buon’ora, si faccia consegnare a Palazzo Grazioli, piazza Venezia ad un sospiro, l’esito (aggiornato a poche ore prima) delle possibili preferenze e predilezioni degli elettori italiani, chiamati alle urne per il prossimo aprile. Saranno i sondaggi – allora – i grandi protagonisti delle prossime settimane.

Grafici, numeri, percentuali, picchi di crescita o di calo: i consensi, le sensazioni sull’esito della tornata elettorale saranno pro­babilmente propiziati da società specializzate, che elaboreranno gli orientamenti espressi dagli italiani. Ad oggi, comunque, stando alle loro (provvisorie) risultanze – che però fanno fede, incrementando la fiducia oppure, al contrario, alimentando i dubbi su una reale rincorsa, insomma generando allegria o stress – il Pdl di Berlusconi e Fini, supportato dalla Lega, si attesterebbe oltre al 44%.

Margine di distacco marcato sul Partito Democratico: la coalizione presieduta da Veltroni, comprendente anche il partito di Di Pietro, registrerebbe quasi il 35% dei consensi. Un solco mica da sottacere che il centro-destra archivia, per il momento, con soddisfazione.

Veltroni combatte contro un destino che (oggettivamente) sembra già scritto: il leader gira l’Italia a bordo del pullman verde del Partito Democratico, stringendo mani, parlando nelle piazze e nelle fabbriche. Incontrando giovani, donne, pensionati. Snocciolando le neppure trenta pagine del programma del partito, una edizione super-compressa ripensando agli oltre duecentottanta documenti che sintetizzavano gli obiettivi della legislatura del vecchio Governo-Prodi.

Veltroni e i democratici sono tornati a fare breccia, recuperando qualche posizione, portando nelle proprie fila qualche scettico o qualche incerto. Ma il nodo del distacco complessivo resta e non può certamente essere omesso. Gongolano Berlusconi, candidato a riprendere il posto – dopo due anni – a Palazzo Chigi, e Fini, probabilmente ri-destinato a ricoprire la carica di Ministro degli Esteri o dell’Interno.

Gli altri numeri non sono di complemento: i sondaggi fotografano le potenzialità di tutte le forze politiche in campo. Un otto per cento di consensi è accreditato per la Sinistra Arcobaleno, la coalizione composta da Verdi e sinistra estrema che candida Bertinotti come prossimo Presidente del Consiglio. Lo scisma dalla Casa della Libertà donerebbe solo un 5% all’Udc di Casini, sdoganatosi da Berlusconi e Fini.

Cresce bene la Destra dell’ex-Ministro della Salute Storace, che condensa nel nuovo partito sostenitori e simpatizzanti di Allenza Nazionale, destinata a scomparire perché confluita nel Pdl. I sondaggi impazzano, creando sin d’ora posizioni di privilegio. Saranno proprio loro, con proiezioni e stime, a dominare l’attenzione di stampa e “media” da qui a metà aprile.

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