Di
sera, a Ponte Milvio
Di notte, il fascino di Ponte Milvio e dintorni, a Roma, si è
dilatato lentamente. Per anni sono stati Trastevere, piazza Trilussa,
i vicoli attorno agli argini del fiume, a catturare turisti e semplici
romani. Il clima è sempre più mite, si gira quasi in giacca,
già riposti negli armadi giacconi, sciarpe e cappotti.
Quasi
ventidue gradi la prima domenica di marzo, i romani si destano, approfittano
dei primi tepori. Una passeggiata, un gelato, una birra. Per non parlare
di uno spuntino, magari una pizza o un primo piatto.
Prima
era Trastevere il luogo ideale dove fermarsi, dare un appuntamento agli
amici, ritrovarsi attorno a un tavolo. Trastevere come Soho, a Londra.
Poi il fascino della notte ha oltrepassato Ponte Garibaldi, lambendo
il Ghetto: è stato Testaccio a scalare posizioni, relegandosi,
alla fine, tra i quartieri romani in cui maggiormente pulsa la vita
notturna.
Termine
forte, forse, perchè mai si oltrepassano le due di notte: a Trastevere
e Testaccio non si inseguono ragazzi e ragazze ma anche famiglie intere.
San Lorenzo, la zona attorno all'Università e al Policlinico,
un quarto d'ora dalla Stazione Termini, si è destato dall'oblio
una quindicina di anni fa.
Un
esperimento, o meglio un mucchio di investimenti. Sono sorti locali
pieni di luci e di colori: "pubs" ma non solo. Trattorie,
pizzerie, per tutte le tasche e le attese. Sono stati inaugurati anche
locali di cucina naif, alternativa. Ma anche ristoranti etnici (indiani,
arabi, cinesi) perchè Roma intera brinda da anni alla multietnicità.
Un altro polo della vita serale di Roma, da qualche mese, è Ponte
Milvio. Siamo nella zona nord della capitale, a metà strada tra
l'Auditorium e lo Stadio Olimpico. Sul Ponte, la sera, fino a qualche
anno fa, si incontravano, mano nella mano, giovani fidanzati che magari,
sotto la collina dei Parioli, si scambiavano promesse di amore eterno.
Ora
anche qui, tra via Flaminia, l'inizio di Corso Francia e via Cassia,
attorno a quello che in estate si trasforma nel Cineporto (una grande
arena dove vengono proiettati all'aperto i film più belli dell'anno)
è un pullulare di moto, motorini, auto piccole e grandi. I più
giovani, dai sedici ai venti anni, si siedono nei rinnovati locali posti
nelle strade davanti a Ponte Milvio, a due passi dal greto del Tevere,
al tramonto, sorseggiando aperitivi o una birra.
Poi,
dalle otto di sera in poi, i ristoranti si riempiono di professionisti,
avvocati, attori e stelline del cinema. Ponte Milvio, prendendo di petto
la concorrenza, è diventato uno dei luoghi d'incontro più
in vista della Capitale.
Dalle
undici in poi la zona si riappropria della bella gioventù: le
famiglie filano a letto, i "viveurs" tirano fino a tardi,
passando magari da un locale all'altro, a piedi, aspettando l'alba di
un nuovo giorno. Un "boom", quello di Ponte Milvio, che si
è prontamente riflesso sul mercato immobiliare: la zona è
sprovvista di metropolitana ma qui il prezzo al metro quadrato di un
appartamento sfiora i sette-ottomila euro.
Giorgio
Bicocchi