CLEVELAND:
LA DEGENZA DI BERLUSCONI
Una
settimana nell’ospedale di Cleveland: la notizia doveva restare
segreta ma Umberto Bossi, leader leghista e grande amico del Cavaliere,
l’aveva ufficializzata poche ore prima che Berlusconi varcasse
l’oceano. Prima tappa New York dove l’ex-Premier è
passato a prendere la figlia Eleonora che ha vent’anni e, a Manhattan,
studia Economia.
Poi
il raggiungimento dell’Ohio e di Cleveland: pare sia stato lo
stesso Presidente Bush a suggerire a Berlusconi di scegliere il centro,
considerato uno dei migliori ospedali d’America. Qui opera Andrea
Natale, considerato una autorità mondiale nel campo della elettrostimolazione:
il cardiologo italiano, che dirige il compartimento dell’ospedale
di Cleveland, specializzato in pacemaker e elettrofisiologia, è
uno specialista proprio dell’ablazione. Berlusconi, dopo il malore
patito a Montecatini e il successivo, breve ricovero al San Raffaele
di Milano, si era piegato alle insistenze di familiari e collaboratori.
Stanco, pallido, ha deciso di volare negli States per eliminare quella
pericolosa aritmia, puntualmente riscontrata nelle degenza successiva
al malore.
Scelta
azzeccata perché proprio a Cleveland, nel ’58, venne inventata
la angiografia coronarica e i suoi medici hanno messo a punto, dieci
anni dopo, le procedure di bypass cardiaco, diventate, oggi, un modello
per tutto il mondo. Crocevia di speranza, Cleveland: qui, ogni anno,
vengono effettuate oltre 220mila visite. Nei quasi 340 letti dell’ospedale
soggiornano pazienti provenienti da ogni angolo del mondo. Ospedale
multicolore: vi si incontrano donne col velo, ricchi arabi, giapponesi
o facoltosi europei.
L’ospedale
è uno dei vanti della città che ancora risente del declino
dell’industria pesante: una moderna tecnologia caratterizza stanze,
corsie e sale operatorie. Berlusconi non voleva concedere eccessiva
pubblicità all’intervento, installare un pacemaker per
eliminare le potenziali insidie di una aritmia. Aveva dato ordine di
atterrare non allo scalo internazionale ma su una pista laterale, vicina
al lago Eire, la stessa scelta dai potenti della Terra che optano per
Cleveland per rimettere in sesto il muscolo piu’ importante del
proprio corpo.
Berlusconi
ha soggiornato nell’hotel a cinque stelle che si trova nel campus
dell’ospedale. Ha diviso una suite proprio con la figlia Eleonora,
sul comodino del letto una biografia dedicata a Ronald Reagan. Ha trascorso
il tempo rispondendo ai centinaia di messaggi che il mondo politico,
e non solo, internazionale gli ha fatto recapitare oppure dando un’occhiata
alla pay-tv che riversava immagini della corse automobilistiche di Nascar.
Con
Berlusconi, oltre alla figlia, le due inseparabili guardie del corpo
e il maggiordomo Alfredo, che, da diciassette anni, è al servizio
del Cavaliere. Due giorni prima di Natale Berlusconi ha fatto ritorno
a Macherio, dove vive. Sarà in convalescenza-vacanza fino al
10 gennaio e poi farà ritorno a Palazzo Grazioli, la residenza
romana vicino Piazza Venezia, dove alloggia.
Giorgio
Bicocchi