Crisi infinita
Nessun cenno di ripresa: è ancora tempo di austerity. Cinghia tirata, le famiglie italiane non sorridono. Tantomeno strizzano l’occhio al futuro. Impietoso l’annuale Rapporto Coop sui consumi e la correlata distribuzione.
Contrazione del 2,6%, Paese che non respira. Per la prima volta – dal momento di gran recessione, retaggio della crisi delle Borse mondiali – in oggettivo regresso anche i consumi tecnologici, proprio quelli il cui volume di affari induceva ad un cauto ottimismo. Macchè, per la prima volta dall’avvento della crisi, venduti pochi prodotti. Attesa una lentissima ripresa, nei primi mesi del 2010: riguarderà audiovideo, foto, computer, servizi di telefonia.
Tutto procede con grandissima calma. O meglio, non procede se è vero che moltissimi italiani (il 37%, stando alle stime raccolte) una volta soddisfatti i bisogni essenziali, pensa (ma raramente mette in pratica) al risparmio come prima attività. Pensieri in pillole: se una volta una giacca consunta si buttava senza remore, oggi ci si pensa cento volte, preferendo magari ricorrere al rammendo piuttosto che ad acquistarne una nuova.
E’ la spia che maggiormente inquieta: il futuro preoccupa perché il potere di acquisto è ridottissimo. Frequente passeggiare nelle vie del Centro (ma anche in quelle dei rioni decentrati) e passare in rassegna una moltitudine di offerte speciali. Non svendite per chiusura attività – anche se purtroppo il fenomeno non è isolato – ma sconti di oltre il 50%. A prezzo pieno, commesse a braccia conserte, inoperose all’interno di negozi e store.
Con gli sconti facili invogliare le famiglie, il teorema è semplice. Previsioni un po’ ottimistiche solo per il 2011: per l’anno prossimo nessuna novità, consumi in ribasso, poca voglia di spendere per beni se volete voluttuari dal momento che il 25% degli italiani ha dichiarato – stando ai dati diffusi – di avere difficoltà nel pagare le bollette di luce, acqua, gas e telefono.
Nuove strategie nei conti e nel budget di casa: non si rinuncia del tutto alle vacanze perché staccare dagli affanni quotidiani è sempre la migliore medicina ma si taglia sul cibo: meno 10% nelle vendite del parmigiano, meno 4% in quelle dell’olio. Una volta famiglie leggermente agiate acquistavano le bottiglie d’acqua al supermercato? Oggi, in tempi di crisi, si taglia, preferendo bere l’acqua del rubinetto, magari con un po’ di calcio in piu’.
Nessun cenno di ripresa – per il 2010 – nell’ambito del mercato dei beni durevoli (automobili, arredamento, tessuti per la casa, elettrodomestici): dovranno aspettare altri mesi prima che gli italiani tornino a spendere, finalmente dotati di un po’ di risparmio. Perché quella è la cosa che oggi – piu’ di altre – balza agli occhi: in pochi – con uno sti- pendio medio – riescono a mettere da parte qualcosa alla fine del mese.
Nel quadro complessivo aumentano le disuguaglianze: poco meno della metà della ricchezza complessiva dell’Italia è collocato nelle mani del 10% di connazionali.