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Corsa ad ostacoli

Il dato allarma, oltre che intristire: sono oltre quattrocentomila i bambini italiani del Sud che vivono in condizioni di accertata povertà. Una fotografia che, da quella che dovrebbe essere la base di ogni Paese, è l’attuale spia delle difficoltà italiane. Sono bambini a cui manca tutto: non hanno l’acqua per lavarsi ogni giorno. Non possiedono un giocattolo. Ovviamente non frequentando in modo durevole la scuola. La loro è una corsa ad ostacoli: dovrebbero essere le future colonne portanti dell’Italia: rischiano di essere – loro malgrado – la zavorra italiana.

Non è finita, il numero si dilata se si considerano i minori di stato di povertà relativa, quelli che appartengono a famiglie che non mettono assieme i soldi per vivere decentemente tutti i giorni del mese. Che saltano un pasto, che non ammodernano il proprio guardaroba, che girano con abiti consunti. Che non hanno hobbies e, ancora più malinconicamente, sogni. Proprio questo è il rischio, provando a fotografare l’Italia che verrà, quella che si snoderà dal 2020 in avanti: una popolazione composta da uomini e donne a cui il destino non ha fornito la libertà di sognare un futuro diverso, affrancandosi dall’atavica povertà del Sud.

Che non è povertà di menti, di intelligenze ma penuria di attenzioni da parte dello Stato. Bene, il numero di minori che vivono in una situazione di povertà relativa sono quasi due milioni, di cui quasi quattrocentomila concentrati solo in Campania.

Davanti a questi numeri impietosi, “Save the Children” ha organizzato la scorsa settimana a Napoli una manifestazione. Con uno scopo: incoraggiare, se possibile, i bambini ed i ragazzi del Sud a reagire, a cercare di disegnarsi un futuro diverso. Un gruppo di scrittori cresciuti al Sud ha preso la parola, presentando la propria storia, fatta di libertà. Contraddistinta, soprattutto, da sogni realizzati e non abbozzati: tutti scrittori, da Camilleri (l’inventore delle storie del Commissario Montalbano) a Saviano, da De Luca a Valerio, da Policastro a Pascale.

Scrittori che sanno scrivere, raccontare, aprirsi agli altri per fornire una istantanea vera del passato che li ha accolti. Testimonianze, aneddoti, che hanno cercato di regalare un messaggio di speranza, spronando le giovani leve del Sud: “non mollate, il futuro aspetta tutti, anche coloro che sembrano disagiati”. Insomma, nonostante la crisi economica stia lentamente attaccando anche il ceto medio – quello che fino a quindici anni poteva largamente permettersi una vita senza preoccupazioni – da Napoli è partita una campagna per non lasciare soli gli italiani del domani, neppure tanto lontano.

Per adesso sono idee, proposte ma il problema è che, in Italia, mancano sempre i soldi: i fondi trasferiti dallo Stato alle Regioni sono drasticamente diminuiti. Mancano gli asili-nido, le scuole elementari vengono frequentate poco e male. Senza una guida ed una attenzione familiare, i piccoli del Sud arrancano, bocciando la cultura, ritrovandosi a trascorrere le giornate in strada.

 

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