CIAK, SI GIRA
Woody Allen è stato in città, esplorando nuove location per il suo nuovo "The Bop Decameron". Il cineasta americano, appena può, non solo per lavoro, indugia a Roma, nei suoi vicoli, nelle sue strade. Meglio se dalla primavera in avanti, quando le giornate si allungano e il sole si riflette nel Tevere.
Allen ha alloggiato in un albergo dei Parioli, cenando prima in centro e poi al Gianicolo, una delle colline più spettacolari di Roma.
Ciak, si gira. Con l'avvento dell'estate, approfittando delle partenze per le ferie di molti romani, la città è stata invasa da troupes cinematografiche, al lavoro per confezionare i films del prossimo anno. Sono carovane multicolori ed allegre: oltre agli attori ed ai registi, ecco truccatrici, scenografi e montatori, incarichi essenziali per la buona riuscita di ogni pellicola.
Eccola, la constatazione, allora: tanti sono i registi (non solo nostrani, come la visita di Allen testimonia) che sono ancora follemente innamorati di Roma e che scelgono alcuni scorci storici della città per girare scene, imbastendo qui segmenti fondamentali delle sceneggiature e delle trame. Woody Allen, tanto per fare un esempio, ha già deciso che alcune scene del suo nuovo film si dipaneranno tra la Bocca della Verità, il Colosseo e San Pietro. Inizio fissato per l'11 luglio, sfidando il solleone ma poco importa.
Ci sarà tanta Roma anche nella nuova fatica di Carlo Verdone, uno degli attori-registi più quotati del cinema italiano. Sessant'anni appena compiuti, Verdone ha optato, oltre ai classici studios di Cinecittà, per prestigiosi esterni come il Museo Maxxi, l'Auditorium Parco della Musica e l'Università "Guido Carli". Si gira tra i vicoli senza sole di Trastevere, sull'Aventino, il rione Monti. Momentaneamente abbandonata la periferia: al Quarticciolo, ad esempio, venne girato l'80% di "Nessuno mi può giudicare", una divertente commedia che ha deliziato la platea nella scorsa stagione cinematografica.
Ciak, si gira, col mondo del cinema che riscopre le bellezze di una città enigmatica, zeppa di problemi ma straordinariamente romantica, abbellita dall'estate e dalle luci delle torride notti. I fratelli Vanzina – per il sequel di "Ex" – hanno scelto la giusta miscela tra il centro e le zone più lontane, girando al Parco Leonardo, a pochi minuti dall'aeroporto Leonardo da Vinci, e a Ponte Sant'Angelo. Alberto Sordi, nell'irripetibile "Un americano a Roma", fece conoscere le acque melmose della Marranella: era qui che si tuffava sognando di essere Tartan, suscitando in grandi e piccini – a oltre cinquant'anni – ilarità e risa.
C'è poi chi ha optato – come il regista Brizzi - per opere in 3D ("Come è bello far l'amore), girando scene con il Cupolone a portata di mano, al pari del traffico costante del Lungotevere. Non solo grandi e affermati registi: le location di Roma sparita o avveniristica dominano alcune scene pure dei prossimi films di talenti emergenti. In fondo una buona notizia perché l'azienda-spettacolo è una delle risorse più antiche del Paese.