Cent'anni di zoo
Carl Hagenbeck era un mercante ed addestratore tedesco di animali. La progenitura dell’allora giardino zoologico di Roma spetta a lui: un titolo di merito indubbio se è vero che l’attuale Bioparco della Capitale – sistemato a pochi metri da Villa Borghese, in uno degli angoli più belli della città – ha festeggiato recentemente il suo centenario.
Ecco riannodato il filo della memoria: lo zoo di Roma venne inaugurato il 5 gennaio 1911. L’Italia commemorava il cinquantenario dell’Unità, la città, con nuove iniziative, aveva in animo di cominciare a competere col resto d’Europa e col mondo. Erano gli anni in cui il regime fascista si appalesava e con esso lo sbarco in Libia. Lo zoo, nato come struttura privata, poi passato al Comune, nel ’32 venne affiancato dal Museo di Zoologia. Progetti in grande stile lo accompagnarono, coniugati dal favore del pubblico, come la costruzione della voliera. Durante la Seconda Guerra Mondiale una parte degli animali venne trasportata a Sabaudia, nel sud del Lazio, nelle strutture della Forestale.
Lo zoo, dopo le atrocità e la fame generata dalla guerra, perse gradualmente appeal. Ebbe un anelito di riscossa alla fine degli anni Settanta fino a che, nel ’98, una riqualificazione graduale lo trasformò in Bioparco, finalizzato non più esclusivamente alla esposizione degli animali ma al loro costante studio, benessere, educazione ambientale. Oggi la struttura, che conta 1150 animali in rappresentanza di 200 specie, è diventata una attrattiva per i turisti. I romani vi si sono affezionati: da febbraio – quando il clima della città si intiepidisce e le giornate si allungano – intere famiglie decidono di trascorrere ore spensierate all’interno del Bioparco, annunciato, lungo la salita che porta ai Parioli, dallo splendido portale, una sorta di inno all’Africa con i suoi costanti richiami a leoni ed elefanti.
Con cent’anni ed una tradizione importante sulle spalle, logico, adesso, prenotare oltremodo il futuro. Il Bioparco, diventato struttura di ricerca e di conservazione delle specie minacciate, in cui sono state abolite gabbie e recinti per ricostruire l’habitat originario degli animali, medita di realizzare una fattoria didattica in un casale che è stato affidato dal Comune di Roma, rendendo ancora più vitali e coinvolgenti le attività per i bambini.
Che – nella loro giornata all’interno del Bioparco – si entusiasmano assistendo ai pasti degli elefanti o degli orsi bruni, salendo magari sul caratteristico trenino che attraversa i placidi vialetti. Un’area di sosta – allietata da un parco-giochi, da una giostra e da un laghetto – è l’ideale per estraniarsi maggiormente dai rumori e dallo smog della città.
Vi si possono mangiare hot-dog e pizzette, l’happening più gustoso per bambini di tutte le età. Il Bioparco di Roma, nelle ultime stagioni, ha incrementato le presenze, suscitando consensi. Ora il piano di sviluppo post-centenario prevede pure la realizzazione di un acquario. Oltre a trasmettere costantemente ai più piccoli emozioni e palpiti.