BIRRA
E SOCCER NEI PUBS DI VIA VENETO
Troppo
tardi (era il cuore della notte) per assistere, nei pubs dotati di opportuno
decoder a pagamento, alle immagini della grande finale dell’NBA,
l’anello che più conta al mondo diviso tra i cesti di Dallas
e Miami.
E
allora i tantissimi giovani americani che vivono a Roma (studenti, lavoratori,
giovani managers, semplici turisti: la capitale accoglie tutti, con
eguale simpatia) hanno ripiegato, in queste prime, afose sere d’estate,
senza brezza, temperatura, attorno a mezzanotte, ben oltre i venti gradi)
sul "soccer", quello che Pelè, Beckenbauer, Chinaglia,
Neeskens - non erano ancora gli anni Ottanta - con la maglia dei Cosmos
addosso e l’entusiasmo del Giants Stadium di New York a sostegno,
introdussero in America.
Complici
le tre esibizioni della Nazionale di Bruce Arena e il fatto che gli
Usa fossero stati inseriti, ai Mondiali di calcio tedeschi, nello stesso
girone degli azzurri, pubs, ristoranti, birrerie e semplici ritrovi
di Roma hanno registrato la chiassosa partecipazione di tantissimi giovani
americani. Dai venti anni in su, studenti, universitari e non solo.
Provenienti
dalla costa Est, dagli stati del centro o da quelli della costa californiana.
Tutti assieme, sparsi tra i locali del Colle Oppio, il Colosseo ad un
sospiro, o le birrerie adiacenti via Veneto, accanto all’ambasciata.
Birra e non solo: nei locali capitolini, da anni, si cerca di catturare
l’attenzione dei giovani americani riproponendo virtù culinarie
tipiche d’Oltreoceano. Bistecche condite da salse piccanti, una
forchetta, un coltello, lo sguardo rivolto ai tanti monitors piazzati
sulla parete.
Qui,
sorseggiando magari i vini della California (un locale, sulla collina
dei Parioli, è specializzato nella distribuzione) i giovani americani
ospiti di Roma hanno assistito alla gara della Nazionale Usa contro
la Repubblica Ceka e, soprattutto, al derby con l’Italia di Lippi.
Occasione non solo per vivere, senza stress, una gara di pallone ma
anche per fraternizzare con nuovi amici italiani.
Partita
densa di emozioni, quella tra azzurri e giocatori a stelle e strisce.
Il calendario dei Mondiali aveva fissato la gara per un sabato sera,
la notte tradizionalmente deputata allo svago e al divertimento. I giovani
americani hanno allora preso d’assalto le birrerie e i locali
– dotati di televisori, grandi o piccoli – disseminati nella
Capitale. Dal quartiere Trieste ai pubs e alle scenografie "Old
America" dei locali di Prati. Dai fiumi di birra e dai cocktail
di frutta di bar e ritrovi vicini a Piazza Fiume e Piazza Barberini
fino alle taverne in legno del Colle Oppio o di Trastevere, la zona
di Roma, oltre il Tevere, che gli americani di qualsiasi età
– per le suggestioni che regala – maggiormente amano.
È
stato qui che il derby con l’Italia, finito poi in parità,
è stato vissuto. Bevendo birra, alcolici, semplici bibite. Sgranocchiando
hambugers o bistecche. Tifando per gli Usa e per il "soccer".
Senza eccessi, divertendosi e sdrammatizzando.
Giorgio
Bicocchi