Baldi,
driver senza età
Pioveva
a dirotto sull’ippodromo di Tor di Valle, alle porte di Roma,
la scorsa settimana. Acqua a catinelle tanto che, dopo la sesta corsa,
il cartellone era stato annullato per impraticabilità del
tracciato. Oloardo Baldi, alla ripresa, complice un tenue raggio di
sole, ha confermato la sua classe: a ottantasei anni (li ha compiuti
lo scorso mese) ha messo tutti in riga vincendo il Premio Silva Om in
sella al suo Bodrero.
È
lui, pistoiese, nato nel febbraio del ’21, il driver italiano
che ancora oggi scatena le suggestioni più profonde. Fenomeno
in attività, vincendo l’usura del tempo: nessuno, in fondo,
può chiudere il cerchio della propria vita. Baldi non abdica,
non si ritira, i cavalli sono e resteranno la sua passione.
Adesso
conduce Bodrero, non un campione come Agaunar, Oderzo, Saint Claire
e tanti altri che ha portato al successo negli anni d’oro - quando
lo speaker annunciava il suo nome e sull’ippodromo scendeva il
classico silenzio reverenziale – ma un cavallo che comunque, nonostante
gli anni, gli permette di vivere al meglio la sua vita di predestinato
nel mondo del trotto.
Pistoiese,
capelli grigi pettinati all’indietro, sguardo severo da gaucho,
modi affascinanti, Baldi è l’incontrastato decano dei drivers
italiani, capostipite della più numerosa e importante famiglia
del trotto italiano: oltre a lui ci sono i cugini, Vivaldo e Giancarlo
(ancora in attività).
La
sua è una storia che meriterebbe una sceneggiatura e un film
proprio perché, appresso ai cavalli, in un mondo pieno di premure,
ha scandito quasi un secolo. Lui è ancora in sella, sfrecciando
contro il vento, come giorni fa quando la sua classe ha incantato (ancora
una volta) Tordivalle. Cominciò giovanissimo, a quindici anni,
nelle scuderie milanesi di Musco, poi in quelle napoletane dell’armatore
Romano.
Conobbe
e lavorò anche per Lucky Luciano, figurarsi: l’incontro
avvenne alla fine degli Anni Cinquanta, Baldi corse e vinse tre gare
a Napoli. Luciano lo notò e, di lì a poco, gli affidò
i suoi cavalli. Baldi mai ha rimpianto quell’incontro: non era
un poliziotto, con Luciano ebbe solo un rapporto professionale, sostenendo
che dei traffici del boss negli Stati Uniti mai ha saputo nulla, astenendosi,
pertanto, dal giudicarlo.
La
moglie Felicina lo segue con l’amore di chi gli è al fianco
da una vita: ha accompagnato il marito a sostenere gli esami medici
per ottenere il rinnovo della licenza di guida. Prove fisiche superate
di slancio, valori nella norma: nello spirito e nella mente Oloardo
è un ragazzo. Si mise pure in proprio, con una scuderia, prima
a Formello e poi all’Olgiata, ricca periferia romana. Il suo segreto?
Avere pazienza con i cavalli. Manifestare gentilezza, affetto.
Un
giorno rianimò Saint Clair con caffè e zabaglione, svegliandosi
di notte come se dovesse cullare un neonato. Storie e aneddoti vecchi
quasi un secolo che Baldi, alla faccia degli ottantasei anni, custodisce
con sconfinato amore.
Giorgio
Bicocchi