L'asilo
degli orrori
Sei
persone, tra cui tre maestre, in carcere. Accuse agghiaccianti: molestie
e violenze sessuali su una quarantina di bambini, età compresa
tra i tre e cinque anni, di un asilo di Rignano Flaminio, periferia
Nord di Roma. Qui si rifugiano i romani che non amano lo stress della
metropoli. C’è un trenino – qualora non si volesse
usare l’automobile per approdare in città – che,
in mezz’ora o poco più, collega con piazzale Flaminio e
con la metropolitana.
Un
paese tenuto in scacco dagli eventi e da una inchiesta giudiziaria ormai
avviata. Da qui alla fine, allora, sarà battaglia legale tra
i magistrati e gli avvocati. Nel mezzo, in una situazione aberrante,
quaranta (o più?) bambini in tenerissima età, costretti
a raccontare a psicologi e personale specializzato giornate balorde,
più grandi di loro.
Le
accuse sono per la Procura circostanziate: una banda di sei persone
(tre maestre, il marito di una di esse, un noto autore di programmi
televisivi, un benzinaio cingalese che alcuni bambini hanno riconosciuto,
chiamandolo “l’uomo nero”), che, nell’orario
di scuola, conduceva i bambini in appartamenti/ville adiacenti alla
scuola.
Denudandoli,
costretti a mimare atti sessuali, bendati oppure camuffati da diavoli.
Semplici perversioni o le foto dei piccoli, svestiti, venivano recapitate
sul web, alimentando, dietro congrui pagamenti in denaro, il traffico
dei guardoni o dei pedofili?
E
poi la parte più cruda, almeno secondo quanto asserito dall’accusa:
violenze sessuali accertate da medici di ospedale, comportamenti aggressivi
dei piccoli, accompagnati dai classici sintomi post-molestie: scarsa
concentrazione, malinconia, urla. Perizie su perizie, psicologi al lavoro.
Monitorate fiumi di intercettazioni ambientali ma la difesa, dopo i
primi giorni di imbarazzo (con il conseguente arresto dei presunti responsabili)
è uscita all’attacco.
Pochi
i riscontri – urlano gli avvocati degli accusati, in cella d’isolamento
nel carcere di Rebibbia in attesa di dimostrare la loro innocenza. Storia,
comunque, struggente, come lo sono tutte quelle che riguardano i bambini.
Nel mezzo, un paese sconvolto dalle chiacchiere, le dicerie, le presunte
rivelazioni. A Rignano, ottomila abitanti, tutti si conoscono. Addirittura
accade che gli accusati e gli accusatori siano quasi imparentati.
Parte
del paese si è ribellato all’idea di ospitare un asilo
degli orrori, bambini trattati come carne da macello, violentati nella
loro intimità, rischiando gravi turbe psichiche.
Il
parroco, la scorsa settimana, ha allestito una mini-carovana di pullman
per affermare, sotto le mura di Rebibbia, la solidarietà di parte
del paese agli accusati. Fortissima, sulla vicenda, la pressione di
giornali e mass-media: maestre che si trasformano in orchi, molestando
e violentando bambini, impossibile non dare adeguata copertura alla
storia. Occorreranno altre prove, altri riscontri, ovvio, ma su Rignano,
da dieci giorni, persiste la cappa del sospetto.
Giorgio
Bicocchi