Tre giorni dedicati al critico letterario De Sanctis all UCLA e all’Istituto Italiano di Cultura
Il Dipartimento di Italiano a UCLA, in collaborazione con il Collegio di Lettere e Scienze, la Cattedra Franklin D. Murphy per gli Studi sul Rinascimento Italiano e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, ha organizzato un simposio sulla figura di Francesco De Sanctis e sull’ importanza della critica letteraria intitolato “La Passione dominante: Francesco De Sanctis and the Relevance of Literary Criticism.” La conferenza si è svolta nell’arco di tre giorni dal 28 al 30 aprile 2011, al campus di UCLA e all’Istituto Italiano di Cultura.
Giovedì sera i due organizzatori principali, il professor Luigi Ballerini (UCLA) e il professor Massimo Ciavolella (UCLA), hanno dato inizio all’evento presentando i temi principali della conferenza e spiegando i motivi che li hanno spinti a scegliere proprio Francesco De Sanctis come figura rappresentativa dell’importanza della critica letteraria nell’ambito delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unificazione d’Italia. Secondo Ballerini, l’unico comune denominatore possibile dell’unificazione italiana è la letteratura; nonostante le differenze regionali e i forti contrasti di natura sociale, politica e storica, tutti gli italiani sono uniti dalla lunga e grandiosa tradizione letteraria italiana, il cui corpus di opere non viene mai messo in dubbio.
Partendo da questo presupposto, i due professori hanno deciso di celebrare un uomo che è stato sia letterato e critico (autore infatti della celeberrima Storia della letteratura italiana), sia influente figura politica. Ballerini ha concluso lanciando un guanto di sfida ai presenti e alla comunità accademica, sempre più propensa, secondo il professore, a focalizzarsi su teorie e critica ideologica, a dispetto dell’analisi del testo stesso. La serata si è conclusa con la visione del film “Senso” di Visconti, sponsorizzata dalla Fondazione Azzurra di Marcella Spinotti. Il film è stato introdotto dal professor Steven Ricci (Department of Film and Television, UCLA), che ha richiamato il ruolo fondamentale del cinema italiano nella creazio- ne di un’identità nazionale italiana.
Venerdì la conferenza ha avuto luogo all’Istituto Italiano di Cultura, con vari interventi che hanno animato la discussione per tutta la giornata. Nella mattinata, dopo il benvenuto e una breve introduzione da parte del direttore dell’Istituto Alberto Di Mauro, si sono alternati il professor Cesare De Michelis (Università di Padova), il professor Igor Candido (John Hopkins University) e il professor Giulio Ferroni (Università di Roma I), che hanno discusso, rispettivamente, la relazione tra De Sanctis e Ippolito Nievo, il rapporto tra De Sanctis, Dante e Boccaccio nella Storia della letteratura italiana e la necessità di un ritorno al modello del De Sanctis critico letterario.
Nel pomeriggio, il professor Roberto Fedi (Univeristà per Stranieri di Perugia) ha analizzato la posizione di De Sanctis su Petrarca e il professor Giorgio Ficara (Università di Torino) ha discusso l’importanza del messaggio del critico, soffermandosi sull’idea di una “profezia fallita,” cioè il sogno desanctisiano di un nuovo umanesimo e una nuova estetica che avrebbero dovuto cambiare la società italiana attraverso la letteratura. Dopo un’accesa discussione sullo stato di salute del romanzo e della critica letteraria italiani contemporanei, i presenti si sono trovati d’accordo sul valore cognitivo del modo di fare critica di cui De Sanctis è l’iniziatore. La giornata si è conclusa con un toccante intervento di Erika Nadir, una dottoranda a UCLA, che ha presentato il contesto musicale del Risorgimento attraverso alcuni estratti video da opere di Verdi e Rossini, e ha discusso le relazioni tra “musica e parole” nel periodo critico della formazione dello stato italiano.
Sabato mattina, la conferenza è iniziata con la presentazione di una nuova pubblicazione elettronica, la rivista letteraria Sempremai, seguita da una tavola rotonda in cui i professori Beppe Cavatorta (University of Arizona), Gianluca Rizzo (Franklin and Marshall College) e Federica Santini (Kennesaw State University), insieme a Dominic Siracusa, dottorando a UCLA, hanno fornito esempi di “ritorno al testo,” con analisi dei lavori di, rispettivamente, Tahar Lamri, Cecco Angiolieri, Amelia Rosselli e Dante Alighieri.
Infine, il professor Remo Bodei (UCLA) ha riassunto gli aspetti fondamentali toccati nel corso dei tre giorni di dibattito e ha reiterato l’importanza, da un lato, di non denigrare il presente panorama letterario a favore di un passato miticizzato, e dall’altro, di non “calare le brache” e accettare qualsiasi prodotto sfornato dall’industria culturale di massa. In altre parole, ciò che è emerso dalla conferenza è la necessità di una vocazione civile della letteratura e della critica letteraria, che non dev’essere propagandistica, ma permettere una visione del mondo diversa dal banale e quotidiano.
Le riflessioni conclusive del professor Ballerini e del direttore dell’Istituto Di Mauro hanno seguito la stessa direzione, auspicando successivi incontri per continuare e arricchire il dibattito. Gli organizzatori Ciavolella e Ballerini si sono detti molto soddisfatti della conferenza.
Camilla Zamboni