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Palm Springs International Film Festival - I titoli italiani dell'edizione 2012

Tutto pronto per l’edizione 2012 del Palm Springs International Film Festival, tra i più prestigiosi eventi cinematografici al mondo, in programma nella californiana Coachella Valley dal 5 al 16 gennaio.
Da sempre il festival riserva ampio spazio alle produzioni straniere, offrendo una visione globale del più fresco cinema contemporaneo. E ancora una volta, l’Italia è presente con una serie di pellicole, tutte degne di nota. Si va dalla commedia al dramma, dalle complesse ambientazioni storiche a freschi scorci di quotidianità.

Si parte il 6 gennaio con ‘Appartemento ad Atene’ (Apartment in Athens). Il film di Ruggero Dipaola è ambientato nel 1942, nella Grecia occupata dai nazisti. Agli Helianos viene imposto di ospitare nel loro appartamento un ufficiale tedesco che, metodico e crudele, impone il terrore. La famiglia non può che sottomettersi. Ma quando l’ufficiale parte per la Germania, gli Helianos scoprono di non riuscire ad assaporare la libertà, sentendosi comunque schiavi e atteriti. L’ufficiale torna, ed è un sollievo per tutti; è un uomo diverso, addolcito, calmo.

Un nuovo equilibrio invade l’appartamento, ma è una calma solo apparente... Il film, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è tratto dall'omonimo romanzo dell’americano Glenway Wescott, pubblicato nel 1945, ed ha già vinto due premi al Festival del Cinema Indipendente di Foggia.
Ancora un salto nel passato con uno screening d’eccezione: ‘The conformist’, pellicola del 1970 diretta da Bernardo Bertolucci e interpretata da Jean- Louis Trintignant, Stefania Sandrelli e Gastone Moschin. Ambientato nell’Italia Fascista degli anni ’30, il film ha come protagonista Marcello Clerici, uomo codardo e mediocre che ha trascorso la sua vita ad accomodare gli altri.

Marcello viene ingaggiato per uccidere un rifugiato politico su ordine del Governo Fascista: non si tira indietro neppure quando scopre che la vittima è il suo professore universitario. Il film indaga il tema del conformismo con una tecnica e una profondità psicologica rari.
Ritraggono invece l’Italia di oggi i tre film ‘Nessuno mi può giudicare’ (Escort in love), ‘Gianni e le donne’ (The Salt of Life), e ‘Habemus Papam’.

Il primo di questi vede la trentacinquenne Alice, abituata al tenore di vita della Roma benestante, alle prese con una situazione economica del tutto nuova e non desiderata. Suo marito, imprenditore, è morto in un incidente, lasciandola sul lastrico. L’unico modo che Alice ha per salvare la sua vita e quella del figlio è diventare una escort. Con tono leggero e ironico, il film di Massimiliano Bruno tratta una realtà diffusa nel Bel Paese, molto più di quanto si pensi. Toni leggeri anche per il film di Gianni Di Gregorio ‘Gianni e le donne’, ma con un’occhio più attento alla psiche, specie quella maschile. La vita di Gianni, neo- pensionato sessantenne ancora piuttosto in forma, trascorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche. Il mondo esterno sembra non offrirgli più stimoli, finché l'amico Alfonso gli fa notare che alla sua età si possono ancora conquistare le donne.

Diverso lo spirito di ‘Habemus Papam’, che affronta un neo eletto Papa terrorizzato dalla missione a cui è chiamato, e perciò incapace di accettare il proprio ruolo. I Cardinali tentano di tutto per convincerlo, disperati lasciano anche entrare la psicanalisi fra le mura del Vaticano, con poco successo però. Ottima l’interpretazione di Michel Piccoli nei panni del Pontefice e dello stesso regista Nanni Moretti, quì psicologo, che con la sua ironia malinconica ritrae una figura “umana”, senza mai mancare di rispetto, riuscendo finalmente a mostrare una Chiesa fatta di uomini comuni, con ovvie debolezze e insicurezze.

Non poteva mancare poi il film che rappresenterà l’Italia nella prossima corsa agli Oscar. ‘Terraferma’ di Emanuele Crialese ha già ottenuto consensi in tutto il mondo, affrontando un tema controverso come quello dell’immigrazione clandestina sulle coste italiane. Fa da sfondo un’anonima isola della Sicilia, che dietro le orde di turisti nasconde i continui sbarchi di profughi provenienti dalle coste africane. Un film che, attraverso una vicenda personale, apre molti interrogativi sulle più attuali politiche per l’immigrazione.

Chiude il ciclo dei film Italiani ‘Quando la notte’ (When the night) di Cristina Comencini. In Italia la pellicola ha diviso la critica; c’è chi vi ha scorto un profondo senso drammatico, e chi invece lo ha giudicato “surreale”. Fatto sta che il tema affrontato dalla Comencini, tra l’altro autrice dell’omonimo romanzo, non è certo dei più semplici. Raccontare la maternità, le sue crisi e le rinunce, l’esasperazione che porta ad azioni incoffessabili, non è da tutti. La regista lo fa attraverso il rapporto tra Marina e Manfred, due personalità complesse ed introverse, entrambe segnate da esperienze difficili ma comuni, che si ritrovano legate dal gesto esasperato della protagonista.

Per chi non volesse perdersi nulla sul tema “Italia”, è in programma anche ‘Corpo Celeste’, questo sì decisamente surreale. Il film, di produzione francese, segue le giornate di Marta, tredicenne trasferitasi dalla Svizzera al sud più profondo dell’Italia, dove è nata. Il tentativo della regista Alice Rohrwacher è quello di descrivere una realtà -purtroppo attualissima- di degrado culturale, in cui Chiesa e politica si intrecciano, in cui la spiritualità viene confusa con la bigotteria. Il tutto visto attraverso gli occhi di una ragazzina, che si sente evidentemente estranea in casa propia. Il risultato è però un film opprimente, che si perde nell’esasperazione di una quotidianità irreale, in cui sembra non esistere altro che la religione e la chiesa dietro l’angolo. Una realtà fortunatamente superata da un secolo.

Per il calendario completo del Palm Spring International Film Festival e per ulteriori informazioni, rimandiamo al sito http://www.psfilmfest.org/

Alessandra Mastroianni
collaboratore

 

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