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Musica e non solo: Adriano Aponte

Per due anni consecutivi Adriano Aponte, classe 1986, ha vinto il prestigioso premio internazionale “Los Angeles Music Awards”, nel 2009 come “Acoustic Album of the Year” e nel 2010 come “Instrumental Artist of the Year”. La cosa di per sé è già una notizia, aggiungiamoci che nessun italiano era mai riuscito a vincere per due anni di seguito e, soprattutto, che nessuno dei passati vincitori era così giovane, ed ecco che diventa veramente un evento e motivo di orgoglio per noi italiani.

Durante la cerimonia di premiazione avvenuta lo scorso 18 novembre presso i “Paramount Studios” di Hollywood, presenti il Console generale d’Italia Nicola Faganello e la Direttrice Reggente dell’Istituto Italiano di Cultura Michela Linda Magrì, non c’è stato il tempo materiale di poter scambiare due parole con Adriano, ma il giorno dopo, in una Los Angeles stranamente grigia e piovosa, lui si è reso disponibile, arrivando trafelato in ritardo con al braccio la sua bella e simpatica fidanzata Alessandra.

Io: Adriano, fai finta che non si sappia proprio nulla di te, come ti presenteresti?

A.: Sono nato a Napoli, ho compiuto da pochi giorni 24 anni, studio pianoforte classico, orchestrazione, composizione e musica da film in Italia a Roma, anche se abito a Napoli.

Io: Cosa ti ha portato nel mondo della musica, una passione di famiglia?

A.:Noilmiocasoèunpo’ particolare perché nella mia famiglia io sono il primo che si è dedicato alla musica. Avevamo il pianoforte in casa perché mia nonna lo suonava, però lo ha fatto per pochissimi anni. Mio fratello maggiore quando frequentava le scuole medie ha iniziato a studiarlo a sua volta per circa 5-6 anni, anche lui, però, non ha continuato. Sulla sua scia ho iniziato io, quando ero bambino, e dai 15 anni in poi la musica è diventata la passione della mia vita.

Quando ero proprio ragazzino ho suonato soprattutto in alcune “band”, poi ho partecipato al Festival di Saint-Vincent 2008, e alla fine di quell’anno mi sono messo a comporre, da solo. Molto semplicemente ho creato un albun intero, non avevo mai registrato qualcosa da solista, erano sei brani in tutto e li ho mandati all’organizzazione del Los Angeles Musica Awards.

Io: E come mai hai avuto questa idea?

A.: Diciamo che sono un tipo molto attivo...frenetico quasi! Mi piace non starmene con le mani in mano, ad esempio il prossimo marzo mi laureo in giurisprudenza anche se la musica prende sempre il sopravvento su tutto. Poi mi piace molto anche usare il computer, avevo quindi pubblicato i miei pezzi nei vari network, mi sono iscritto ad un sito, un’agenzia internazionale tramite la quale ci si può iscrivere ad eventi che vengono organizzati in tutto il mondo. Facendo questo ho avuto numerosi contatti: sono stato selezionato da una radio di New York per i mei brani, poi sono stato inserito in una compilation e sarei dovuto andare a Santa Monica a suonare, ancora l’anno scorso. A quel tempo non ho potuto perché ero qui per il mio primo premio al Los Angeles Music Award, eventi concomitanti, ma quest’anno mi hanno invitato di nuovo e ho in programma di farlo questa volta.

Io: Il tuo album quindi ha avuto successo!

A.: Sì infatti su 10.000 che partecipavano nella categoria “Album Acustico” l’anno scorso sono entrato nei primi 5, poi hanno fatto la votazione al Whiskey a Go Go, un locale di Hollywood, e sono stato selezionato io come vincitore.

Io: E poi di nuovo hai vinto a quello di quest’anno.

A.: Si quest’anno ho ri-partecipato e ho ri-vinto!

Io: Quindi l’anno prossimo devi vincere per la terza volta...

A.: E’ difficile! Pensa che in passato nel 2007 ha vinto un gruppo italiano, età media 40 anni, e nel 2003 ricevette la nomination, senza vincere però, un pianista di 60 anni...sono già molto soddisfatto di aver avuto questo privilegio due volte di seguito, la prima quando avevo 22 anni, la seconda a 23!
Pensa che in passato hanno partecipato gruppi come i Guns’n Roses, i Blak Eyed Peas, personaggi che adesso hanno un nome di fama internazionale.

Io: Ieri alla premiazione hai anche suonato vero?

A.: Sì è stata un’esperienza emozionante, ad un certo punto mi ha avvicinato e si è messo a parlare con me il pianista ufficiale della Casa Bianca! E’ stata una serata bellissima, un’atmosfera accogliente, molte televisioni e moltissime interviste tra cui una in streaming. C’erano molti produttori. Sono occasioni importanti, ad esempio l’anno scorso il produttore dei Led Zeppelin mi ha contattato. Il mio problema è che io, al momento, vivo a Napoli, mi devo e mi voglio prima laureare, poi mi trasferirò qui a Los Angeles... se sarà possibile!

Io: Quindi che programmi hai per il futuro?

A.: Ho preso contatto con una pianista, che ha vinto tre volte il Los Angeles Music Awards. Lei insegna il metodo di come suonare il pianoforte per risultare credibili agli attori quando questi hanno una parte da musicista in un film, a seguito di ciò si è trovata a scrivere colonne sonore ed è diventata la sua professione. E’ stata molto colpita dalla mia musica, ho intenzione di seguire il suo esempio. Il mio progetto, quello che veramente vorrei, è comporre musica per film, sarebbe proprio il mio grande sogno! Poter sviluppare il rapporto tra video e audio, che tra l’altro è proprio quello che studio e che ho studiato.

Io: Questo è decisamente il posto giusto per te allora.

A.: Sicuramente, però devo capire a chi rivolgermi e come muovermi, credo di avere ancora molto da imparare!
Nella Sala riservata agli eventi dell’Istituto di Cultura di Los Angeles, poi, senza farsi pregare, Adriano ha suonato per il Direttore Reggente Michela Linda Magrì, per Alessandra e per me alcuni pezzi del suo repertorio, una musica così dolce e intensa da sembrare una poesia danzante sulle note del pianoforte, dando ad ognuna di noi la certezza che questa sia solo l’alba di una luminosa e intensa carriera.

Ldr

 

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