La Garibaldina in veste hawaiiana
Sono trascorsi parecchi mesi dalla nostra ultima visita alla più vetusta delle organizzazioni fiorenti nella nostra collettività, la Società di Mutua Beneficenza Garibaldina. Se non erriamo, essa oggi conta 133 anni dal suo debutto sulla scena losangelena nel 1877, in quello che un giorno non tanto lontano sarà il nostro museo, ubicato in quella che oggi è conosciuta quale la Historic Italian Hall nella vecchia Los Angeles.
La Garibaldina si trasferì poi in una piccola palazzina situata all’angolo di Alpine e Castelar Street (ora Hill), diagonalmente opposta all’ufficio de “L’Italo- Americano”, situato allora al 420 Alpine Street. Molto più tardi si sarebbe trasferita all’indirizzo di oggi a North Figueroa, acquistando l’appezzamento di terreno necessario e collocandovi il palazzo di oggi, dove i tavoli del grande salone sono disposti in modo da offrire una vista non ingombrata da colonne e pilastri, un ben fornito bar per soddisfare la sete dei vari soci, una grande cucina ben attrezzata, e delle magnifiche e ben mantenute corsie boccisti- che, testimoni mute di gare animatissime amichevoli producenti incoraggiamenti ed anche qualche scommessa.
La Garibaldina non è soltanto l’unica società che possiede la sua propria dimora, ma anche quella che contava nelle proprie fila più di 900 soci, con tantissimi altri in attesa di essere ammessi per rimpiazzare quelli che erano stati chiamati al riposo eterno. La recente crisi economica che ha interessato il mondo intero non ha risparmiato la Garibaldina.
Anche se il numero di soci rispecchia le condizioni attuali, cionostante è ancora interessante, nutrito e rilevante. Ed è dovuto alla diligenza dei presidenti che si sono succeduti al timone, e particolarmente per il lavoro indefesso di soci che da tempo immemorabile considerano il palazzo di North Figueroa una loro seconda casa. Tra questi devoti soci spicca la disponibilità dell’ex presidente Emil Mor, che serve la società con tanta devozione meritevole delle più eccelse lodi.
Soci leali come Mor ed altri come lui, contribuiscono peraltro a rendere più facile e meno pesante la responsabilità dei presidenti che si sono succeduti, tra cui l’attuale presidentessa Katie Giannoni a cui vanno indirizzate le nostre felicitazioni. A quanto pare, non esiste nessun bisogno da parte di un socio della Garibaldina di andare altrove per nutrire ed arricchire la sua vita sociale. E questo è evidente dal fitto calendario mensile proposto dalla società.
La nostra ultima visita è avvenuta il 21 agosto scorso, quando la società ha proposto un “luao” (una specie di pasto all’aperto) italo-hawaiiano. Ma i colori delle incantevoli isole si vedevano dappertutto: nei fiori che troneggiavano su ogni tavolo, sulle camicie degli uomini, e nei mumu (lunga veste variopinta ) delle signore.
In tutti questi anni che sono trascorsi, la Garibaldina ha ovviamente acquistato una forte reputazione quale cortesissimi anfitrioni che estendono un invito ed una mano amica tanto ai soci quanto ai visitatori, particolarmente nelle sere in cui sono programmate cene e danze, poichè condividevano l’allegria e la loro dedizione a Tersicore giovani di origine asiatica e di altre nazionalità, grazie all’invitante musica hawaiiana e non dell’orchestra di Phil Anthony ed alla innata cortesia della Garibaldina.