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La California si scusa con i “nemici” italiani, dopo 70 anni

italian americanHanno dovuto aspettare quasi 70 anni. Ma, alla fine, lo stato della California ha presentato le scuse ufficiali alle migliaia di italiani residenti negli Usa e considerati come potenziali nemici durante la seconda guerra mondiale. L'Fbi li guardava con sospetto, ritenendo che potessero trasformarsi in una quinta colonna del fascismo. E molti di loro, come i giapponesi e i tedeschi, sono stati internati in speciali campi creati in Montana e all'Est.

Altri hanno visto confiscate le proprietà. Altri ancora hanno subito umiliazioni malgrado non ci fosse alcuna prova di attività anti-americane. E se pure c'era stata una simpatia iniziale verso il regime di Mussolini era poi andata scemando. Nella zona di Monterey, California, o a San Francisco, dove si era stabilita una folta colonia italiana, l'azione delle autorità è stata piuttosto dura.

Come ha raccontato Mike Maiorana al Los Angeles Times un drammatico giorno del 1942 la vita della sua famiglia è cambiata. Suo padre, che pure era diventato cittadino americcano, agli occhi del governo Usa è apparso come una potenziale spia o, peggio, come un sabotatore. Il fatto che il suo peschereccio si chiamasse “Dux” non l'ha certo aiutato. Gli agenti dell'Fbi hanno perquisito la casa in cerca di apparati di comunicazione, codici segreti e chissà quali altre diavolerie che potessero servire a passare informazioni al “nemico”.

Ma non hanno trovato un bel niente. Poi i poliziotti hanno sequestrato la barca che dava da vivere ai Maiorana e la famiglia è stata trasferita a Salinas. Nel clima di caccia alle streghe, le autorità hanno messo sotto inchiesta giornalisti, scrittori, insegnanti. Chiunque, all'epoca, poteva essere considerato un sostenitore di Mussolini.

E anche scritti innocenti come le poesie venivano esaminate con attenzione dagli agenti: temevano che le strofe nascondessero dei messaggi in codice. Decine di famiglie che lavoravano nella pesca – come i Maiorana – sono state costrette a cedere i battelli alla Marina statunitense che li ha impiegati per trainare bersagli o come unità di supporto alle motovedette. Alla fine del conflitto, le autorità hanno poi restituito i pescherecci versando anche un indennizzo.

I Maiorana hanno ricevuto 20 mila dollari ma per rimetterlo in ordine ne hanno spesi più del doppio. Altra esperienza dolorosa quella della “rilocazione”. Con diverse centinaia di italiani residenti in California che sono finiti in un campo speciale costruito a Missoula, in Montana. Migliaia sono stati trasferiti in altre zone dove erano tenuti sotto stretta sorveglianza.

Severe limitazioni anche agli spostamenti. Il padre del campione di baseball, Joe DiMaggio, non poteva recarsi nel suo ristorante al Fisherman's Warf, la famosa area sulla baia di San Francisco. Una disposizione, introdotta dalle autorità, impediva ad alcuni italiani di allontanarsi per più di 8 chilometri dalla zona dove risiedevano. Una sorta di conflitto che ha lasciato il segno soprattutto sugli anziani della comunità. Provvedimenti eccessivi visto che, come ha riconosciuto un generale, i 600 mila italiani non erano “nemici”.

Dal Corriere della Sera, 24 agosto 2010
Ringraziamo il Consolato Generale d'Italia a Los Angeles per la segnalazione

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L'articolo sopra pubblicato si riferisce alla recente approvazione da parte del Congresso della California della Proposition 95, il cui autore è il senatore di stato Joe Simitian (D-Palo Alto). Proposition 95 riconosce che il trattamento degli Italo Americani durante la seconda guerra mondiale “rappresenta una fondamentale ingiustizia” e il passaggio della risoluzione da parte della Camera e del Senato della California “contribuisce a riparare i danni causati alla comunità Italo Americana e a scoraggiare il ripetersi di simili ingiustizie”.

Proposition 95 prese origine da una proposta di Chet Campanella, cittadino residente di San Jose, Willow Glen, come risposta al concorso del senatore Simitian “There Oughta Be a Law” (dovrebbe esserci una legge). Con questo concorso Simitian invita i suoi costituenti a suggerire nuove leggi.

Le idee vincenti vengono introdotte come proposte di legge. L’approvazione della risoluzione “mi rende molto felice”, ha detto Campanella, “da parte di nonni, zii e zie, i miei genitori e i loro amici – gente che fu veramente maltrattata durante la seconda guerra mondiale. E’ finalmente arrivata la conclusione”.

 

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