Jack on Tour – Afterhours e Majakovich all’Echoplex di L.A.
Arriviamo in Echopark, su Sunset Blvd. Parcheggiato sul lato della strada c’è un bus enorme con su scritto JACK ON TOUR. Siamo nel posto giusto. Jack on Tour è il progetto che ha promosso la musica italiana di qualità in tutto il territorio nazionale e negli Stati Uniti. Un concorso svoltosi parallelamente in varie città italiane, fino alla finalissima a Roma. Da quì, per la band vincitrice, il volo verso gli Stati uniti per un viaggio iniziatico lungo la mitica Route 66. È toccato ai Majakovich, trio ternano nato nel 2006.
Insieme a loro un gruppo simbolo della scena alternativa italiana: gli Afterhours. Incontriamo i Majakovich subito dopo lo show. Non prima perché, si sa, potrebbero essere un po’ tesi. D’altra parte stanno per condividere il palco con gli Afterhours... E neanche durante lo show, perché anche noi non vogliamo perdercelo. Vogliamo invece scambiare quattro chiacchiere in tutto relax e farci raccontare la loro esperienza con Jack on Tour. Gli chiediamo com’è andata, mentre cerchiamo un posto comodo e riparato in cui sederci.
Eh si, perché i Majakovich non sono stati molto fortunati con il meteo, hanno trovato una Los Angeles stranamente fredda e piovosa. “Nonostrante il freddo, è andata alla grade!” ci dice Francesco, “per il viaggio e per tutto il resto, soprattutto per il rapporto che si è creato tra le due band. Abbiamo anche inciso un pezzo insieme, chi ci pensava!” Facciamo un passo indietro. I Majakovich esistono come band da metà del 2006, con Francesco Sciamannini (voce e chitarra) e Francesco Pinzaglia (basso).
Il nuovo batterista, Giovanni Natalini, è arrivato solo ad aprile scorso. Il loro album “Man is a political animal by nature” è uscito nel 2010. Qualche mese fa sono arrivati a Bologna con il contest di Jack on Tour, dove si sono esibiti insieme ai Calibro 35. Da lì a Roma per la finale.
F.P.: “Si, siamo arrivati a Roma e lì la giuria, composta da Bud Spencer Blues Explosion e dagli stessi Afterhours, ci ha scelti all’unanimità. E ci hanno regalato questo sogno...”
Cosa è successo tra la partenza e il vostro arrivo a Los Angeles?
F.S.: “È successo che abbiamo fatto il tour dei sogni, la rout 66. Illinois, Oklahoma, Texas, Arizona, New Mexico... Ogni giorno un posto diverso e ogni notte un hotel diverso. Ci siamo fermati nei luoghi più vari e di tanto in tanto ci siamo chiusi in qualche studio. Dove è appunto venuta fuori Dolphins, il pezzo che abbiamo registrato con gli Afterhours e che uscirà più in là. E alla fine eccoci a Los Angeles, siamo arrivati ieri notte. La nostra tournée americana si chiude quì...”.
Voi avete iniziato cantando anche in Italiano...
F.P.: “Si, e a tal proprosito ti svelo un segreto: tempo fa Max Gazzè ha ascoltato un nostro pezzo. Gli è piaciuto così tanto che voleva glielo cedessimo. Ma noi non gliel’abbiamo dato...Il pezzo si chiama “La Notte di Natale”, ci sono molto affezio- nato perché parla dei miei genitori”.
E ora cantate solo in inglese. Un passaggio un po’ strano...
F.S.: “Per noi è stato naturale. Il mio inglese però è stato molto discusso, ci hanno anche detto che se avessimo avuto un cantante madrelingua inglese avremmo avuto un successo immediato!” ci dice Francesco ridendo. “Non do molto peso a queste critiche, non credo che il mio inglese sia un problema. Sono italiano, è ovvio che il mio accento sia diverso”. Siamo d’accordo anche noi. Greg Dulli, che ha accompagnato gli Afterhours, ha cantato in italiano, con un accento evidentemente straniero ma assolutamente squisito...
Cosa succederà una volta tornati in Italia?
F.P.: “Per prima cosa ci sarà l’atto conclusivo di Jack on Tour, ovvero il concerto del 3 Dicembre all’Alcatraz di Milano, a cui sarà presente Deejay Tv. Abbiamo diverse date già stabilite, poi c’è il singolo in uscita. Speriamo di riuscire a trasformare i nostri sogni in una professione”.
C’è spazio per la musica emergente in Italia?
G.N.: “In Italia c’è una scena musicale buona. L’Italia ha tanto da offrire, ci sono tantissimi gruppi e molti posti in cui scoprire cose nuove e farsi scoprire. Spesso però c’è un atteggiamento sbagliato. Molti pensano che se non si viene ricompensati con somme alte non valga la pena esibirsi. Non va bene, ci vuole un po’ più di umiltà. Tutti devono fare la gavetta, l’abbiamo fatta anche noi e ne faremo ancora”.
Noi invece ci auguriamo che la loro gavetta sia finita e che sia il tempo del meritato successo. Ricordiamo anche che il tour dei Majakovich a Los Angeles è stato supportato da Commissione Giovani Los Angeles. CGLA si impegna a promuovere l’Italia dei giovani e il grande contributo che gli italiani ed italo-americani continuano a dare all’arte, alla lingua e alla cultura nel mondo.
“CGLA è orgogliosa di aver supportato i Majakovich e il loro concerto all’Echoplex” ci dice Sara Scorcia. “Questo è per noi un modo di far scoprire a chi vive a Los Angeles la realtà della musica italiana, dimostrando il grande arricchimento che da lì arriva all’industria musicale”.
For more information please contact Sara Scorcia - National Representative LOS ANGELES at GIOVANIinLA@gmail.com
Alessandra Mastroianni
collaboratrice