Il re dei vini e il vino dei re - A Los Angeles per scoprire il Barolo
Si è appena conclusa l’ultima “lezione” sui vini offerta dall’IIC di Los Angeles, questa volta dedicata a “Il Re dei Vini e il Vino dei Re”. Organizzata in collaborazione con la North American Sommelier Association, la serata è stata un’occasione per far scoprire ai partecipanti uno dei vini più apprezzati in Italia. Guidata da Alessia Botturi e Diego Meraviglia, la classe ha potuto scoprire non solo il gusto e le qualità del Barolo, ma anche la sua storia e i relativi aneddoti, che da sempre accompagnano la produzione di questo vino.
Il Barolo prende il nome dal luogo in cui da secoli viene coltivato, un borgo piemontese che sorge in una piccola valle; pare infatti che il suo nome derivi dall’antico celtico “bas reul”, che significa proprio “luogo basso”.
La storia di questo vino comincia nel 1250, anno in cui una famiglia di banchieri di nome Falletti acquisì gli interi possedi- menti del territorio di Barolo. Da allora il vino cominciò ad avere una certa importanza nella realtà locale, comprovata da alcuni "statuti" riguardanti la sua produzione. Un bando del 1674, ad esempio, prevedeva pene severe per chi danneggiasse le coltivazioni o rubasse l'uva; l'inizio della vendemmia era inoltre regolata da un decreto, con pene anche in questo caso severissime per chi non rispettasse i tempi. Ma pare che il Barolo debba la sua fama a Giulietta Colbert di Maulévrier, donna francese che nel 1807 sposò l’ultimo Marchese Falletti. Fu proprio lei a far realizzare le cantine di vinificazione e a farlo conoscere alle corti europee...
Nonostante la sua produzione e la sua distribuzione abbiano attraversato fasi difficili, specialmente durante le Guerre Mondiali, il Barolo è tornato ad essere uno dei vini più apprezzati, ottenendo la denominazione DOC nel 1966 e quella DOCG nel 1980.
Inoltre, contrariamente al trend degli anni passati, sembra che i giovani di Barolo siano oggi più interessati al mestiere di vinicoltore e scelgano di rimanere nel loro paese per dedicarsi alla sua produzione. Il merito è anche della vicina Scuola Enologica di Alba, che offre loro un’adeguata formazione, introducendoli ad un mestiere piacevole e anche redditizio.
Il borgo piemontese è diventato anche meta di turisti appassionati di vino. Vi ha sede infatti L'Enoteca Regionale, nata nel 1982 e situata a Castello Falletti, il cui scopo è quello di promuovere e tutelare dell'immagine del vino Barolo e del suo territorio. La sede è divisa in tre sezioni: una espositiva, che raccoglie bottiglie non in vendita prodotte nell'intera zona di produzione, una di degustazione, e una di vendita. Ogni giorno i vini vengono sostituiti, assicurando così un'equa rotazione di tutti i prodotti.
Inoltre, nella stessa struttura è allestito un museo unico interamente dedicato al vino. Il progetto è stato affidato ad un architetto di fama mondiale, Francois Confino. Confino ha lavorato ad un percorso di visita che, sviluppandosi in senso discendente lungo i cinque piani del castello, conduce il visitatore in una sorta d'immersione nell'universo enoico. Il risultato è uno spazio di educazione alla degustazione del vino e al tempo stesso un luogo di aggregazione per i visitatori, che lascia prevedere un sempre maggiore successo per il Re dei Vini.