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Il Getty Museum e l'Italia - Dai palazzi romani alle incisione di Piranesi

Il Getty Museum si dimostra sempre all’avanguardia nella ricerca artistica e culturale. Il museo, tra i più famosi al mondo, è attualmete impegnato in diversi progetti: tra questi, anche l’interessantissima ricerca sull’esibizione dell’arte nelle abitazioni romane dei secoli passati. ‘The Display of Art in Roman Palaces 1550-1750’ - questo il nome del progetto - va ad indagare i modelli secondo cui si usava ‘esibire’ l’arte nelle case della società medio-alta e nobile d’Italia, e il modo in cui questi si sono evoluti nell’arco di due secoli.

Il periodo tra il 1550 e il 1750 ha visto l’inizio e l’affermazione del collezionismo così come lo intendiamo oggi, e allo stesso tempo la fine del periodo Barocco, fase in cui ha cominciato ad affermarsi un nuovo concetto di ‘spazio interno’. Roma ha dato vita ad un modello fondamentale per le elites d’Europa e non solo, basato su una quotidianità a contatto con l’arte, anche fra le mura domestiche. Dato il lungo periodo in considerazione, non si tratta di definire un modello unico, ma le sue evoluzioni nel tempo. Tra il 1550 e il 1750 lo stesso concetto d’arte si è modificato, parallelamente ai modi di esibire il materiale artistico negli spazi privati.

La ricerca è nata da un altro progetto supportato anni fa dal Getty, in cui migliaia di inventari di archivi italiani sono stati riprodotti per essere inseriti nel Provenance Index, un indice gestito dallo stesso museo di Los Angeles che al momento contiene più di un milione di voci. Lo scopo dell’archivio è quello di studiare la ‘storia’ di un qualsiasi bene, come ad esempio un’opera d’arte, per poterne stabilire autenticità, proprietà e autore. Questa nuova risorsa ha permesso l’avvio dell’attuale ricerca sulle case romane.

Oggi si dispone dunque di un’eredità materiale sufficiente ad indagare questo aspetto della società italiana; tuttavia, raramente si è analizzato il modo in cui questo materiale, in passato, sia stato adattato allo spazio fisi- co delle abitazioni. Nessuno ha mai preso in considerazione, su scala generale, il modo in cui volutamente i proprietari si circondassero d’arte in casa propria. Si tratta quindi di una ricerca socio-culturale in territorio italiano, che guarda all’evoluzione non solo del concetto d’arte e della sua percezione, ma anche all’estetica e alle abitudini quotidiane della società del passato.

L’Italia è anche protagonista, insieme ad altri artisti europei, di una mostra in programma al Getty Museum dal prossimo 7 aprile al 2 settembre 2012.
‘The Getty Research Institute Collects: Recent Print Acquisitions’ porta a Los Angeles alcune delle opere piu significative del periodo tra il 1500 e il 1900, tra cui la prima edizione di Prisons, conosciuta in Italia come ‘Carceri d’Invenzione’. Si tratta dell’opera più nota di Giovan Battista Piranesi, a cui l’artista lavorò tra il 1745 e il 1750: 16 vedute fantastiche di architetture, ponti levatoi, catene, archi e passaggi, che sembrano dar vita ad un ambiente da incubo.

“Una delle opere più segrete che ci abbia lasciato in eredità un uomo del XVIII secolo”, la definì la scrittrice Marguerite Yourcenar, secondo la quale le Carceri hanno le caratteristiche del sogno: “la negazione del tempo, lo sfalsamento dello spazio, la levitazione suggerita, l’ebbrezza dell’impossibile raggiunto o superato”.
Le incisioni di Piranesi hanno influenzato il periodo del Romanticismo e del Surrealismo, così come diversi esponenti del revival gotico, e sono state ispirazione per il teatro del ‘700.

L’artista, nato a Mogliano Veneto nel 1720, è rimasto celebre anche per le sue vedute di rovine romane, seppure le Carceri rimangano il suo capolavoro indiscusso. Gianbattista Piranesi è stato un visionario e un precursore dei tempi moderni: ha saputo guardare alla monumentalità del passato interpretando le paure e le angosce della società per il futuro. I suoi lavori, da oltre 250 anni, catturano l’attenzione di collezionisti, scrittori e artisti. Finalmente, la prossima primavera, anche il pubblico americano avrà modo di ammirare i suoi disegni.

Alessandra Mastroianni
collaboratrice

 

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