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Hit Week L.A. - la creatività dei giovani italiani passa anche dalla cucina

La scorsa edizione de “L’Italo- Americano” ha dato spazio alla musica con l’intervista ai Lamigdala, band vincitrice di Hit Week 2011. Ma, come vi avevamo già accennato, quest’anno il concorso ha aperto le porte anche alla cucina italiana. Perché anche i gusti sono cultura e anche questi, come la musica, si evolvono. Oggetto di sperimentazioni e riflesso di una società che cambia, la cucina italiana può essere un mezzo per raccontare l’Italia dei giovani.

Così lo scorso 30 settembre Hit Week è approdata alla Città del Gusto di Roma, in cui si è tenuto non solo l’ormai famosa sfida tra bands ma anche il nuovissimo Chef Contest. Non a caso questa edizione del Festival, oltre ad essere stata promossa dal Ministero della Gioventù, ha visto la collaborazione del Gambero Rosso, nata nel 1986 come rivista e divenuta poi una delle migliori guide gastronomiche. Obiettivo del concorso: offrire la possibilità a giovani talenti di diffondere e di esportare la creatività italiana all’estero, non solo attraverso la musica ma anche attraverso il cibo.

Quest’anno il concorso è stato vinto da Alessandra Lo Curto e Antonio Bompan. Li abbiamo intervistati per farci raccontare come sono arrivati a Los Angeles attraverso le loro deliziose ricette.

Parliamo del vostro back-ground e della vostra passione per la cucina.

A.L.C.: Io ho 33 anni e vivo a Palermo, dove insegno palla a volo ai bambini. Quella della cucina è una passione che ho da sempre, già da piccola mi piace va osservare mia madre quando era indaffarata in cucina. Poi appena ho potuto "avvicinarmi" ai fornelli ho iniziato a cucinare e a sperimentare, e non ho più smesso.

A.B.: Io invece vivo ad Anzio, in provincia di Roma, e sono un istruttore di mini-basket. Anch’io sono nato con la passione per i fornelli e la mia palestra (in cucina) sono sempre state le cene con gli amici, in cui cerco continuamente di sperimentare.

Come siete venuti a conoscenza del concorso di Hit Week?

A.L.C.: Abbiamo ricevuto un'e-mail da parte del "Gambero Rosso", sito web al quale ovviamente siamo iscritti...

Raccontateci qualcosa dei “piatti vincitori”: di cosa si tratta e come ci siete arrivati?

A.L.C: Il mio piatto si chiama "Tagliolini neri con gamberi e seppie marinate allo zenzero". È un primo piatto di pasta fresca, di colore nero perché all’impasto della pasta viene aggiunto il nero di seppia. Il tutto viene guarnito con gamberi e seppie crude, marinate con lo zenzero grattugiato, e poi saltato in padella con gamberi e ancora seppie. L'idea è nata grazie al titolo del concorso che richiedeva una ricetta “Rock”. Allora ho pensato al colore nero, che tanto si addice a questo genere musicale, e allo zenzero, perché è una spezia pungente e fresca.

A.B.: Il mio invece è il "Coniglio in tortello". Ci ho messo un anno per elaborarlo! Si tratta di un tortello ripieno di coniglio, condito con la stessa salsa di coniglio, vino bianco, pancetta e olive, profumata al rosmarino e salvia. Il tutto insaporito con parmigiano, noce moscata, olio extra vergine d’oliva e un po' di salsa di cottura. La ricetta è ancora su Youtube, basta digitare “Coniglio in tortello-Orange Ini”. Così potete sperimentarla!

Ora che Hit Week si è concluso potete raccontarci come è andata a Los Angeles!

A.B.: Dal punto di vista lavorativo è andata alla grande! Dopo aver vinto il contest, sapendo che avremmo dovuto presentare un nostro piatto a Los Angeles, io e Alessandra abbiamo pensato di fondere le nostre due ricette; ne è venuto fuori un "Tortello nero con gamberi, calamari e ricotta di bufala". È piaciuto moltissimo!

A.L.C.: È andata benissimo infatti! E la vacanza, che dire?...Fantastica! Abbiamo avuto l'opportunità di andare in giro qua e là per Los Angeles e io finalmente ho messo i piedi nell'oceano! Vedere di persona quello che fino ad ora avevo visto solo nei film è stata un’esperienza unica. Antonio è stato un ottimo compagno. E poi i concerti... Caparezza è stato divertentissimo, gli Après la Classe erano pieni di energia ed i Subsonica...Eccezionali! E bravissimi anche i Lamigdala. Anche loro sono stati ottimi compagni con cui ho condiviso non solo le lunghe ore del viag- gio, ma anche dei buonissimi hamburger americani!

Spesso gli Italiani che vengono negli Stati Uniti per dedicarsi alla cucina decidono di riadattare i piatti italiani ai gusti e alle abitudini locali. Cosa ne pensi?

A.L.C.: Non sono molto favorevole... La cucina Italiana ha delle radici e delle tradizioni ben precise: modificarle per riadattarle a quelle di un'altra cultura significa snaturalizzarle. E poi non ne vedo la necessità. La cucina italiana è così buona e piace così tanto!

A.B.: Io invece non sono del tutto contrario. Tentare di accontentare le esigenze dei clienti è comprensibile, ma a quel punto è giusto che si parli non più di cucina tradizionale italiana, ma di “fusion”. Però devo ammettere che se decidessi di aprire un ristorante a L.A. lo penserei in modo molto tradizionale, con pochissimi tavoli e con ingredienti e ricette solo italiane, anche perché è l'unica cucina con cui so davvero esprimermi...

Mantenere viva la tradizione culinaria italiana non significa però essere chiusi alle novità...

A.L.C.: Sono d’accordo. Le tradizioni si possono sempre rivisitare e modernizzare, in cucina non deve mai mancare l’originalità. L'originalità è proprio quella che ti spinge a sperimentare, a creare, e infatti è alla base della mia cucina. Ma, come ho già detto, il tutto deve essere fatto senza mai perdere di vista il senso profondo della tradizione culinaria italiana.

Alessandra Mastroianni
contributor

 

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