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“Giorni di Gloria”: UCLA Film Archive celebra il cinema neorealista italiano

La retrospettiva "Giorni di Gloria'", organizzata dall’UCLA Film and Television Archive in collaborazione con Cinecittà Luce e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, presenta una serie di capolavori del neorealismo italiano al Billy Wilder Theatre a Los Angeles, dal 15 ottobre al 16 novembre 2011. Paul Malcolm, uno degli ideatori del progetto, spiega i motivi e le dinamiche di questa scelta.

Cosa vi ha spinto a dedicare un’intera retrospettiva ai film neorealisti italiani?

Il “Film and Television Archive” a UCLA è dedicato alla proiezione di film classici e contemporanei da tutto il mondo, e come tale si propone di rispondere alle esigenze di un pubblico formato da diverse comunità, con gusti ed interessi differenti. Siamo sempre alla ricerca di un equilibrio nella nostra programmazione, tra periodi storici, tradizioni cinematografiche nazionali, retrospettive centrate su un particolare autore o genere ed eventi a tema. Quando abbiamo saputo che un tour di classici neorealisti italiani sarebbe stato a disposizione per il nostro programma autunnale, ce ne siamo subito interessati, per una serie di ragioni.

In primo luogo, il neorealismo è tutt’oggi un’influenza reale e vitale su molte tendenze cinematografiche di tutto il mondo. Registi differenti, quali Jean-Pierre e Luc Dardenne in Francia, Abbas Kiarostami in Iran e Lisandro Alonso in Argentina, continuano ad adottare i temi e l’estetica neorealisti, adattandoli alle proprie esigenze espressive e stilistiche. Per questo, il neorealismo è tanto più rilevante oggi di quanto non lo sia mai stato prima.

In secondo luogo, i film in questa serie sono fantastici di per sè, dai famosi classici come Ladri di biciclette e La terra trema ai titoli meno conosciuti come I banditi di Orgosolo di Vittorio De Seta. Sebbene qualsiasi cinefilo abbia già un’idea di cosa sia il neorealismo italiano, questa retrospetti- va offre scoperte al pubblico, specialmente considerando che molti dei film in catalogo, come Miracolo a Milano, Senza pietà e Banditi a Orgosolo, non sono disponibili in DVD negli Stati Uniti.

Infine, la serie “Giorni di gloria” offre un interessante parallelo per l’altra nostra serie autunnale al Billy Wilder Theatre, “L.A. Rebellion: Creating a New Black Cinema”. Molti dei registi principali di quest’altra serie, come Charles Burnett, Billy Woodberry e Haile Gerima, si sono rivolti al neorealismo italiano e ai movimenti del cinema del Terzo Mondo, alla ricerca di modelli estetici per poter costruire un nuovo linguaggio cinematografico, capace di rappresentare l’esperienza afro-americana sullo schermo. Perciò, sebbene l’importanza di una retrospettiva sul neorealismo appaia scontata, vi sono possibilità e risonanze inedite verso le quali speriamo di orientare il nostro pubblico.

Perché il titolo “Giorni di Gloria”?

A dire la verità, “Giorni di Gloria” era il titolo del tour originale, noi ci siamo limitati ad adottarlo per la nostra retrospettiva. Non so perché sia stato scelto, ma penso sarebbe difficile trovare un titolo più appropriato. Preso dal nome di una delle pellicole più rare della serie, il documentario sulla Liberazione Giorni di gloria, il titolo sottolinea l’entusiasmo che diede luce al neorealismo, sebbene ne riveli anche l’ironica consapevolezza: il neorealismo infatti riportò l’Italia al centro del cinema mondiale nel secondo dopoguerra focalizzandosi sui problemi sociali, culturali ed economici che affliggevano il paese.

Come avete deciso quali film mostrare? È stato difficile acquisire le pellicole originali?

Nel lavoro di un programmatore c’è sempre il programma ideale che si ha in mente e quello con cui ci si ritrova dopo aver considerato la disponibilità delle pellicole, i costi e la logistica. Siamo estremamente grati a Cinecittà Luce per averci fornito così tante pellicole restaurate, rendendo questo programma molto più semplice da organizzare di altre retrospettive internazionali. Abbiamo proiettato circa il 90 percento dei film disponibili nel tour, e ne abbiamo aggiunti alcuni che non ne facevano originariamente parte. Ad esempio, abbiamo deciso di proiettare Ladri di Biciclette insieme a Sciuscià, in luce del suo ruolo fondamentale nella produzione neorealista.

Inoltre, abbiamo preferito mostrare la pellicola al nitrato di Paisà di proprietà del nostro archivio, nonostante una copia fosse disponibile nel tour, come aggiunta speciale al nostro programma. Allo stesso tempo, altri titoli del tour originale, sebbene disponibili, avevano costi proibitivi. Il risultato, grazie anche al fondamentale contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, è stato una serie completa, capace di toccare la grande varietà di approcci e stili che formano il fenomeno del neorealismo.

Qual è stata la risposta del pubblico? Avete avuto una buona affluenza alle proiezioni al Billy Wilder Theatre?
Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico, grazie anche alle recensioni molto positive nella stampa locale all’inizio della retrospettiva. L’affluenza è stata ottima, ed è stato entusiasmante vedere gli spettatori immersi in accese discussioni sui film e sul neorealismo, prima e dopo la visione dei film. Inoltre, abbiamo avuto un pubblico variegato, alcuni interessati a vedere sul grande schermo film che prima erano disponibili solo in DVD, altri spinti dal desiderio di ampliare la loro conoscenza dei capolavori neorealisti con al visione di titoli più rari, come Giorni di gloria o Senza Pietà.

Perché pensa che sia importante mostrare questi film nel loro formato originale?

Come dipartimento di programmazione in un’istituzione devota al restauro e alla preservazione delle pellicole cinemato- grafiche, è di fondamentale importanza per noi che qualsiasi proiezione rispetti il formato originale, sia esso 16mm, 35mm o 70mm.

Quando questi artisti giravano i loro film, lavoravano nei limiti e nelle possibilità del medium cinematografico, e l’unico modo per capire davvero e rispettare le scelte fatte dai registi è presentare i loro lavori nel formato originale. Ciò appare specialmente importante nel caso del neorealismo, in quanto gli ideali del movimento e gli stessi film accesero un dibattito molto vivo, in particolare attraverso la critica di Andrè Bazin, sulla natura del medium cinematografico e la sua relazione con la realtà. Mostrare questi film in DVD o Blu-Ray significherebbe perdere la vitalità di quella storia e proporre al pubblico solo un riferimento, anziché il film in sè.

Avete in programma altre retrospettive sul cinema italiano?

Certamente. Come ho già accennato, cerchiamo sempre un equilibro nella nostra programmazione, perciò potrebbe non esserci un’altra serie dedicata al cinema italiano nel nostro calendario primaverile, ma di sicuro, ora che si iniziano a discutere i progetti per il 2012, una retrospettiva su film italiani classici o contemporanei sarebbe di grande interesse per i nostri programmi internazionali.

Camilla Zamboni
collaboratrice

 

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