D.I.V.E. di Los Angeles: Arrivederci a Mariella
Lunedì 7 giugno a casa della Vice Presidente delle DIVE (Donne Italiane che Vivono all’Estero) Paola De Mari a Pacific Palisades, un gruppo formato da almeno 40 associate si è stretto attorno a Mariella Salvatori che, a seguito del pros- simo rientro in Italia, rassegnava con l’occasione le sue dimissioni dal Consiglio Direttivo delle DIVE. La serata in tema messicano ha gioito della collaborazione delle Dive Simona Mainini e Stefanella Ludovisi che insieme alla padrona di casa hanno formato un team perfetto. Alla conclusione tutte le Dive si sono strette attorno a Mariella per salutarla e ringraziarla del lavoro svolto.
Le parole più toccanti le sono state dedicate dalla Presidente Giulia Gagliani Goldman che ha letto alcune righe ritagliate su misura per l’amica tratte da un brano dell’ urugayana Simone Paseyro, tradotto e adattato per l’amica che ha commosso tutte le astanti. Avvolte da una densa nebbia serale che ha trasformato il magnifico giardino di casa De Mari in un set cinematografico ambientato a Londra, si sono sprecati gli abbracci e i baci per quello che ognuna di noi spera essere solo un: arrivederci Mariella!
Quando le Teste delle Donne si riuniscono attorno “al fuoco” Simone Seija Paseyro Uruguayana – 45 anni Tradotto e adattato da Giulia Gagliani Goldman Qualcuno mi ha detto che non è casuale … che da sempre le scegliamo. Che le incontriamo nel cammino della vita, ci riconosciamo e sappiamo che in qualche luogo della storia dei mondi siamo appartenute allo stesso clan. Passano le decadi e quando i fiumi tornano a percorrere gli stessi letti, ho molto presenti le qualità che le hanno portate a me vicine. Coraggiose, ridanciane e loquaci. Capaci di passare ore intere ascoltando, sbellicandosi dalle risate, consolando.
Architette di sogni, fattrici di piani, ingegneri della cucina, cantautrici di ninna nanne. Quando le Teste delle Donne si riuniscono attorno a “un fuoco”, nascono forze, crescono magie, ardono braci. Quel fuoco può essere il tavo- lino di un bar, il salotto o il giar- dino di una casa, il corridoio di una facoltà, il segnale di allarme di qualcuna che ha bisogno di noi o quel tesoro incalcolabile che era (vi ricordate?) il rimanere a dormire a casa delle altre. Tempo fa il futuro non esisteva. Chiunque oltre 50 era di una vecchiaia inimmaginabile. Siamo cambiate. Siamo cresciute. Ci siamo dolute. Abbiamo partorito figli.
Abbiamo sotterrato morti. Abbiamo amato. Siamo state e siamo amate. Abbiamo lasciato e siamo state lasciate. Ci siamo arrabbiate per tutta la vita, per poi scoprire che tutta la vita era troppo e non ce la facevamo. Abbiamo protetto e nel migliore dei casi, ci siamo lasciate proteggere. Ci siamo sposate, abbiamo convissuto, abbiamo divorziato. Oppure no. Abbiamo creduto molte volte di morire, ma abbiamo poi in qualche posto trovata la forza per continuare. Abbiamo ballato con un uomo, ma la danza meglio riuscita l’abbiamo fatta per i nostri figli nell’insegnarli a camminare.
Abbiamo passato notti in bianco, notti nere, notti rosse, notti di luce e ombre. Notti di mille stelle e notti sgraziate. Abbiamo fatto l’amore e, quando necessario anche la guerra. Ci siamo donate. Ci siamo protette. Siamo state ferite e, inevitabilmente, abbiamo ferito. Allora … i corpi hanno mostrato quelle lotte, ma tutte abbiamo mantenuto intatto lo sguardo. Quello che ci definisce, che ci fa sapere che siamo lì, che ci siamo ancora e che ci saremo sempre. Perché assieme abbiamo costruito le nostre proprie fondamenta, quando il nostro edificio appena iniziava ad innalzarsi.
Siamo più sagge, più belle, più complete, più abbondanti, più dolci, più gioiose e per fortuna, in qualche modo anche più selvagge. Perche quando le teste delle donne si riuniscono attorno “al fuoco” che decidono di ravvivare con la loro presenza, c’è festa, c’è adunanza, mistero, tempesta, scintille e armonia. Per tutte le braci della mia vita, quelle che ardono da tanto tempo e quelle che si sono appena aggiunte al falò.
E oggi rendo omaggio alla brace Mariella, che ci ha chiamato attorno questo Falò: le nostre teste rimangono assieme, il nostro fuoco sempre acceso. Mariella, ti voglio bene e mi mancherai tantissimo! .