“Deposito” – La cooperativa di Boccadasse si racconta a Los Angeles
Ancora arte “made in Italy” a Los Angeles, questa volta però con un’esibizione del tutto speciale. DEPOSITO è la mostra che fa rinascere l’omonima Galleria, fondata a Genova nel 1963 per opera di alcuni tra i più grandi artisti contemporanei. L’ex magazzino divenne lo spazio espositivo del Gruppo Cooperativo di Boccadasse, guidato da Eugenio Carmi e Carlo Fedeli. Assieme a loro, molti altri artisti e professionisti, tra cui Getulio Alviani, Max Bill, Lucio Fontana, Jesus Rafael Soto, e Victor Vasarely.
Le loro opere sono oggi esposte all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, dove rimarranno fino al 2 Febbraio 2012.
“Il Deposito l’abbiamo inaugurato il giorno dopo che il Presidente Kennedy fu ucciso a Dallas, il 23 novembre 1963,” ricorda Carlo Fedeli. “Un giorno di lutto per l’America, un momento di rinascita per il Deposito. Ci venne il dubbio che fosse fuori luogo partire in un giorno tanto drammatico. Poi decidemmo: the show must go on”.
E così è stato. Il gruppo di Boccadasse sviluppò un esperimento artistico d’avanguardia, il cui obiettivo primario era quello di creare opere d’arte di alto livello, ma accessibili a tutti. Un segnale di profondo rinnovamento –non di stacco con il passato, ma di “rielaborazione” di quell’ambiguo mondo dell’arte che si andava chiudendo in sé stesso.
Un progetto che andava “al di là di ogni corrente e di ogni assolutismo artistico”, e che mirava a raccogliere soltanto opere che fossero espressione dell’epoca contemporanea. Un’azione resa possibile dall’unione di diverse personalità, impegnate in attività altrettanto diverse, e che proprio per questo hanno saputo dar vita all’arte nelle sue più svariate forme, comprendendone a pieno il potenziale di mezzo e messaggio.
“Credevamo che il mondo potesse essere migliore di quello che era,” ha commentato Carmi, “e che l’arte a disposizione di tutti potesse essere un mezzo per perseguire questo obiettivo. Molti artisti di tutta Europa vennero alla Galleria per produrre qualcosa destinato alla gente comune”. Se anche il mondo è andato poi in un’altra direzione, il gruppo di Boccadasse è riuscito a “pescare artisti che sono ancora freschi” come ha sottolineato Fedeli. “A sessant’anni di distanza, possiamo definirli ancora artisti di oggi...a cominciare da Eugenio Carmi”.
La galleria chiuse a maggio del 1968: i tempi erano già cambiati, ma gli artisti del Deposito erano riusciti a lasciare un’ impronta decisamente forte nel panorama internazionale.
I loro ideali ed i loro obiettivi rimangono più che mai attuali. L’arte dei giorni nostri si è chiusa al mondo esterno, anziché aprirsi per indagarlo ed abbracciarlo, e ha perso così gran parte della propria “linfa vitale”. In questo contesto è ancora più ammirevole l’opera di chi, come Eugenio Carmi, sa ancora ricercare la bellezza nella realtà circostante.
La mostra è stata organizzata da LAND in collaborazione con Corazon del Sol e l'IIC di Los Angeles, e vuole essere un omaggio agli artisti della Cooperativa di Boccadasse e insieme una prova dell’ influenza che questi hanno avuto sull’arte americana.
Per questo motivo DEPOSITO si lega ad un’altra mostra, PERPETUAL CONCEPTUAL: ECHOES OF EUGENIA BUTLER, dedicata alla gallerista che ha portato in America le opere del Deposito, nonché da lungo tempo punto di riferimen- to della vita artistica di Los Angeles. Il tutto è inserito nel contesto di PACIFIC STANDARD TIME: Art in L.A. 1945- 1980, il progetto che coinvolge 60 istituzioni culturali del Sud della California, con l’obiettivo di raccontare i movimenti artistici di Los Angeles tra il secondo Dopoguerra e gli anni ’80.