Consegnate le prime targhe d’oro in California con marchio di autenticità “Q”. Trentaquattro i ristoranti certificati durante l’evento all’IIC
Si è svolto Mercoledi 4 maggio, presso l'Istituto Italiano di Cultura, la prima edizione del Marchio “Ospitalità Italiana”. La presentazione ha visto l'incisivo e diretto intervento del Console generale d'Iatlia a Los Angeles Nicola Faganello, che ha sottolineato la valenza del marchio “Ospitalità Italiana” per promuovere la cucina italiana nel mondo. Uno sforzo che è orientato, tra le altre cose, a proteggere la nostra grande cucina da adulterazioni e falsificazioni.
Inoltre, il console Faganello ha parlato del fenomeno dei prodotti che nell’aspetto e nel nome “sembrano” italiani, ma che sono in realtà imitazioni e non vengono prodotti in Italia, ma in altri paesi. Ha quindi concluso lodando iniziative come quella del Marchio “Ospitalità Italiana” che possono essere molto importanti nell’istruire e informare il pubblico su ciò che e autentico e ciò che non lo è.
Dopo l'intervento del console Faganello ha preso la parola Letizia Miccoli, direttrice della Camera di Commercio Italy- America West., che ha sottolineato i vari aspetti di questa certificazione. Ha illustrato gli obiettivi di tale progetto, il coinvolgimento delle varie organizzazioni ed il percorso rigoroso che passa attraverso varie fasi, e che porta all’ottenimento del Marchio di qualità “Ospitalità italiana”.
“Siamo molto soddisfatti - ha detto Letizia Miccoli - poichè ben trentaquattro ristoranti hanno ricevuto, con non poca fatica, il marchio che garantisce una qualità non soltanto dichiarata, ma certificata da una giuria estremamente attenta e selettiva”. L'evento è continuato con la consegna delle prime targhe d’oro in California con marchio di autenticità “Q” a trentun ristoratori di Los Angeles e a tre di San Francisco.
Dopo la cerimonia di consegna, gli chefs si sono confrontati in una vivace competizione in cui dovevano cercare di utilizzare il simbolo “Q” in un piatto nel modo più creativo possibile. La giuria includeva stimati esperti in materia.
I ristoranti di Los Angeles erano i seguenti: Ago, Amarone Kitchen and Wine, Angelini Osteria, Antica Pizzeria, Cafè Med, Caffè Pinguini, Caffè Roma, Canali Cafè, De Pasquale Trattoria, Drago Centro, Drago Restaurant, Enoteca Drago, Il Buco, Il Grano, Il Moro, Il Pastaio, Il Piccolino, La Bottega Marino, Locanda del Lago, Marino Ristorante, Osteria Latini, Palmeri Restaurant, Pastina Trattoria, Pecorino, Piccolo Paradiso, Sapori, Sor Tino, Terroni, Toscanova, Valentino Ristorante e Via Alloro.
I ristoranti di San Francisco erano: il Bacco, La Ciccia, e Trattoria Pinocchio. È la prima volta che vengono premiati con il marchio “Q” dei ristoranti al di fuori del territorio italiano. La California si è distinta per il più alto numero di ristoranti, grazie anche alla stretta collaborazione con la Camera di Commercio Ovest Italia-America di Los Angeles che ha condotto il rigoroso ed impegnativo processo di certificazione.
Il marchio di autenticità “Q” qualifica i ristoranti che ricevono la certificazione come ambasciatori della cucina e della cultura italiana, e ciò comporta un impegno a proteggere questa eredità contro il crescente fenomeno dei cibi “apparentemente” italiani con lo scopo di preservare la storia, la cultura la qualità e l’autenticità.
Il Marchio Opspitalità italiana, quindi, rappresenta un’importante garanzia per il consumatore, ma offre anche alle aziende l’occasione per una costante e puntuale supervisione del loro impegno.
Per saperne di più sul marchio "Q": “Ospitalità Italiana”, il marchio di autenticità grandemente rispettato, contraddistingue le aziende nel settore dell’accoglienza con il più alto livello di ospitalità italiana. Per la prima volta nella storia, questo marchio è stato conferito a ristoranti fuori dal territoro nazionale con lo scopo di premiarli per il loro impegno nel promuovere la cultura gastronomica italiana.
I ristoranti devono superare una vasta serie di test rigorosi volti a dimostrare che seguono le tradizioni dei prodotti della gastronomia e dell’agricoltura italiani. Essi devono: mettere in evidenza e rappresentare la cultura gastronomica italiana, così come l’immagine dei ristoranti italiani all’estero; garantire gli standard qualitativi dell’autentica “Ospitalità Italiana”; includere una definita percentuale di vini doc italiani nella loro lista; presentare un menù scritto in un italiano perfetto; assicurare almeno una persona che parli italiano a disposizione dei clienti, ed offrire l’olio d’oliva di più alta qualità ( extravergine, naturalmente).
In seguito ad un meticoloso processo di selezione, i primi ristoranti californiani che hanno ricevuto il marchio sono trentun locali di Los Angeles e tre di San Francisco e questo è anche il più alto numero di qualificazioni a livello internazionle di quest’anno.
‘L”’Ospitalità Italiana – Marchio di Autenticità” è un’iniziativa che ha avuto origine in Italia nel 1997 con lo scopo di migliorare la qualità dei servizi nell’industria dell’ospitalità e di sviluppare e promuovere le tradizioni dei prodotti agroalimentari italiani e della cultura enogastronomica italiana.
Ne sono promotori UNION-CAMERE (Associazione Nazionale delle Camere di Commercio in Italia), in collaborazione con l’ISNART (l’Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche) e la FIPE (l’associazione italiana leader nel settore dei ristoranti e del catering. ). Dal suo lancio nel 1997, più di 5000 hotel, ristoranti e agriturismo in 18 regioni in Italia hanno ottenuto il marchio di autenticità dopo un test meticoloso. Basandosi sul successo ottenuto in Italia, UNIONCAMERE ha esteso il progetto oltremare coinvolgendo un network mondiale di 65 Camere di Commercio italiane in 46 paesi.
Semplicemente cercando la “Q”, che rappresenta la qualità italiana servita su un piatto d’oro, è possible individuare un’autentica esperienza italiana a Los Angeles o altrove. Il Marchio Opspitalità italiana, quindi, rappresenta un’importante garanzia per il consumatore, ma offre anche ai ristoranti l’occasione per una costante e puntuale supervisione del loro impegno.