"Ciò che ci rende umani": Eugenio Carmi all’Istituto Italiano di Cultura
L’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles presenta una mostra di Eugenio Carmi, fabbricante di immagini come egli stesso si definisce, artista astratto ed operatore culturale la cui produzione costituisce la sintesi di un secolo. La sua arte è minimalista ma i materiali usati sono i più svariati.
I suoi quadri ritraggono rigorose linee rette e cerchi nei quali rossi e blu accesi si alternano a lirici azzurri, grigi e rosa soffusi in una dimensione senza tempo tuttavia dinamica. Il compasso e la squadra sono i suoi strumenti essenziali che pur essendo per loro natura rigidi e ripetitivi danno origine nelle sapienti mani di Carmi ad imprevedibili variazioni, quasi metafisiche, illimitate nel tempo e nello spazio.
La sua impronta è immediatamente riconoscibile, lo stile e il progetto creativo si ripetono ma al contempo si rinnovano. Non esistono quindi due quadri uguali nella sua pro- duzione, e resta intatta nel tempo la sua capacità di sorprenderci e stupirci. “Cio` che ci rende umani” comprende una mostra di acquerelli accompagnata da catalogo bilingue, con testimonianze di Renzo Piano, Andrea Kerbaker e Umberto Eco. “Cio` che ci rende umani” è una mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles con gli auspici del Consolato Generale d’Italia in collaborazione con Galleria San Carlo, Arterìa, Etipak, Icas, La Fenice, Galleria L’Osanna, Galleria D’Arte, Lydia Palumbo Scalzi, NAG Contemporay, PARESA, Signum Edizioni d’Arte, TATO.
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Eugenio Carmi (Genova, 1920), figura di spicco dell'astrattismo italiano, rappresenta lo spaccato di una vita dedicata allo studio della ricerca cromatica e della forma pura, caratterizzata da linee geometriche essenziali e intensa concentrazione del colore. A Torino, sotto la guida di Felice Casorati, inizia una lunga esperienza di grafico, fin dagli anni ’50, che si rivela fondamentale per la sua ricerca pittorica.
Dopo aver partecipato alla Biennale di Venezia nel 1966 realizza varie mostre in Europa (Svezia, Inghilterra, Amburgo, Parigi) negli USA (San Francisco e Los Angeles). In Italia illustra con successo tre favole di Umberto Eco pubblicate in Italia da Bompiani e in molti altri Paesi del mondo. Ha realizzato significative personali, collettive e mostre antologiche in Italia (allestita dal Comune di Milano nel 1990), al Museo Diocesiano di Barcellona (con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Parlamento Europeo e del Parlamento della Catalogna nel 2000) e a Praga nella Cappella di San Carlo Borromeo (con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata italiana nel 2001).
Ha ricevuto numerosi premi tra i quali il Premio internazionale di pittura, scultura e arte elettronica “Guglielmo Marconi” nel 2004 e il prestigioso Premio Vela d’oro alla carriera nel 2007. L’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles (www.iiclosangeles.esteri.it), diretto da Francesca Valente, è uno dei cinque uffici culturali istituiti negli USA dal Ministero degli Affari Esteri e uno degli 89 presenti in tutto il mondo. Fondato nel 1984, l’Istituto svolge il proprio mandato di intermediazione culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti in una prospettiva polivalente e interdisciplinare.
È un centro di iniziative culturali e accademiche, una scuola di lingua e civiltà italiana come pure uno spazio per mostre e proiezioni di film e video. Promuove la traduzione di autori italiani incentivandone l’interesse presso editori nord-americani e diffonde la conoscenza di premi letterari e artistici italiani. L’Istituto conferisce The IIC Lifetime Achievement Award a personalità che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo.
Sono stati premiati finora: Claudia Cardinale, Mario Monicelli, Vittorio Storaro, Pupi Avati, Francis Ford Coppola e Dino De Laurentiis per il cinema; Sergio Pininfarina, Lella e Massimo Vignelli e Enzo Mari per il design; Renato Bruson per l’opera; Ennio Morricone per la musica; Claudio Magris e Dacia Maraini per la letteratura; Andrea Zanzotto per la poesia; Ferruccio Soleri per il teatro; Emilio Vedova, Frank Stella e Bill Viola per le arti visive; Lino Tagliapietra per le arti decorative; Giuliano Gori per il collezionismo; Renato Dulbecco per la scienza medica; Renzo Piano, Tobia Scarpa e Cini Boeri per l’architettura; James Ackerman e Carlo Pedretti per la storia dell’arte.
Il premio consiste in una scultura creata dall’artista toscano Mauro Staccioli. Inaugurazione della mostra: Giovedì 9 settembre 2010 ore 18:30.
Orari apertura mostra: lunedí - venerdí 10.00-13.00 e 14.00- 17.00, sabato 10.00-13.00. Ingresso libero.