Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor
Capitolo XXIII
La scoperta del cibo sano
-- Continua dalla puntata precedente
Era impossibile, in quei giorni, trovare dottori omeopatici, perciò ogni volta che un dottore tradizionale le prescriveva una medicina, Emilia cercava da sola di trovare un equivalente omeopatico come sostituto. Aveva un’intera stanza in casa sua piena di libri riguardanti il vivere sano.
Emilia era profondamente convinta che noi siamo quello che mangiamo e che il cibo che ingeriamo non solo influenza il nostro benessere fisico, ma anche quello mentale. Eravamo solite trascorrere delle ore discutendo su questi argomenti e presto diventai una seguace di molte delle sue idee. Durante le nostre discussioni iniziali sul cibo sano, Emilia mi informò del fatto che i principali sforzi della scienza medica si erano rivolti all’eliminazione di malattie che avevano afflitto il mondo per secoli.
Dopo il 1935 furono scoperti e prodotti i vaccini per il morbillo, la scarlattina, la polmonite e la tubercolosi. Un’epidemia nascosta però, si era diffusa gradualmente fino a raggiungere immense proporzioni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Era la volta di malattie incomunicabili, di disastri non annunciati che gradualmente emersero e cominciarono a farsi evidenti: malattie del cuore, cancro, diabete e obesità.
Emilia diceva che quelle malattie erano dovute ad una nutrizione sbagliata, a scarso esercizio fisico, ed anche al nuovo e diffuso metodo con cui i cibi venivano processati. Mi fece anche l’esempio del riso brillato che era stato la causa principale di un’ epidemia di beriberi che può causare danni al cuore e al sistema nervoso. Ci si rese conto in seguito che, togliendo la buccia del riso durante il processo di lavorazione si rimuovevano anche dei nutrienti essenziali.
Emilia era un vero pozzo di sapienza riguardo al cibo sano. In un’altra occasione mi disse che molti bambini negli Stati Uniti a partire dal 1880 avevano comin- ciato a dare segni di scorbuto e ben presto vi fu una vera e propria epidemia. I ricercatori scoprirono che la ragione principale di quella diffusione fu che la maggior parte dei bambini in questione erano stati allattati con latte pastorizzato. Quel processo era efficace contro i batteri, ma distruggeva anche l’essenziale vitamina C e questo causava la malattia. Insisteva che il cibo processato doveva essere evitato a tutti i costi perché gli elementi nutrizionali fondamentali venivano eliminati e si aggiungevano invece tossine, oppure queste si producevano durante il processo di lavorazione.
Emilia mi spiegò anche che una digestione incompleta riduce l’abilità del corpo di eliminare le tossine ingerite precedentemente. La sua soluzione era di mangiare cibo con un alto contenuto di acqua come frutta e verdura per eliminare i rifiuti tossici nel nostro organismo. Durante i primi anni quaranta in America tutto veniva razionato e si cercava di fare il possibile con poco. La carne, lo zucchero ed il caffé scarseggiavano a causa della guerra. Il governo ci incoraggiava a preparare biscotti senza zucche- ro, torte senza uova e pasti senza carne.
La signora Caravacci era d’accordo su questo, non solo perché si dava un contributo al paese in guerra, ma anche perché aveva un altro aspetto positivo: aiutava il nostro corpo ad evitare le tossine che causavano il suo rapido decadimento. La sola cosa su cui non era d’accordo era il razionamento delle uova. Perciò si allevò le sue “galline Vittoria” come usava chiamarle, nel suo giardino insieme con le capre. Le uova erano una parte essenziale del vivere sano e non c’era nulla che potesse sostituirle, secondo Emilia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i libri di cucina, i giornali, le riviste, i pamphlets governativi così come le brochures pubblicate dalle industrie alimentari, sostenevano tutti l’idea di aumentare le riserve di cibo. La ragione basilare dietro tutto ciò era che il cibo occorreva primariamente per nutrire i nostri mariti e figli che combattevano per la libertà e la democrazia attorno al mondo.
Ad alcuni queste parole possono sembrare retoriche o riprovevoli, ma allora quasi tutti sostenevano lo sforzo bellico e credevano fermamente in esso, e grazie a Dio che lo facemmo! Nel 1942, venne imposto il razionamento alimentare sui cittadini degli Stati Uniti dall’Office of Price administration. Fu questo il metodo adottato dal governo per distribuire equamente le scarse forniture di cibo. Lo zio Sam ci incoraggiò a creare i cosiddetti “giardini della vittoria”, cioé delle piccole coltivazioi di frutta e verdura, col fine di aumentare le forniture di cibo per la vendita.
Per darvi un’idea di quello che la gente comune mangiava, negli Stati Uniti, durante i primi anni di guerra, ecco alcuni dei popolari prodotti alimentari che venivano pubblicizzati sulle riviste nazionali che leggevo allora. Kraft dinner (maccheroni e formaggio in scatola) Kraft miracle (condimento per insalata in scatola) Birds eye congelato in scatola Tonno “Chicken of the sea” in scatola Spaghetti Chef Boy - ArDee in scatola (sugo e formaggio compresi)
Inutile dire, che non potevate trovare questi prodottii in casa mia dopo l’incontro con la signora Caravacci. Anche Emilia credeva che la vera causa di tutte le malattie fosse l’accumulazione di tossine nel sangue. Lei era una seguace di molti dei principi di John Harvey Kellogg che scrisse nel 1935 “Regole per il buon vivere”. La teoria che Kellogg sosteneva era che le persone stavano diventando ogni giorno di più nevrotiche, pazze e degenerate come conseguenza dello stile di vita moderno.
La sua cura consi- steva nell’uso di cibi naturali, eliminando la carne, lo zucchero o stimolanti e una cura con l’acqua che prevedeva numerosi clisteri. Amelia escluse i clisteri a meno che non fossero assolutamentenecessari a causa di una costipazione Era anche una grande sostenitrice del consumo di moderate quantità di vino rosso a pranzo e a cena (però non più di un bicchiere a pasto). Durante le nostre discussioni, Emilia aveva sempre pronte le statistiche che sostenevano le sue idee.
Mi informò che dopo la Seconda Guerra Mondiale c’era stato un progressivo aumento delle malattie di cuore in molti paesi nord europei. In seguito scoprii che durante gli anni settanta, il fenomeno aveva raggiunto proporzioni epidemiche con duecentomila morti all’anno solo in Inghilterra. La medicina rispose con cliniche speciali, unità coronariche, ambulanze e nuove tecniche di chirurgia. Nuovi farmaci per controllare le aritmie anormali, la pressione arteriosa e i coaguli furono anch’essi di grande aiuto, ma l’epidemia continuò.
In un’altra delle nostre sessioni sul “vivere sano”, Emilia parlò dell’importanza di lavarsi con l’acqua, che fondamentalmente elimina la polvere, i germi e le malattie virali di ogni tipo. “Nel passato”, continuò,“le epidemie erano state causate dal fatto che la gente viveva nella pro- pria sporcizia. La disponibilità di acqua pulita e di fognature adeguate, porteranno ad una riduzione delle malattie infettive in tutto il mondo.”
Nessuno aveva mai usato il termine protezione ambientale fino ad allora, ma lei la stava già predicando e mettendo in pratica. Emilia Caravacci era decisamente un individuo che precorreva i tempi. Mi considero estremamente fortunata di averla conosciuta e di averla ascoltata, in un’epoca quando pochi lo facevano. Convincere poi la mia famiglia ad adottare uno stile di vita sano fu un’altra sfida. Tutti furono d’accordo a lasciarmi tentare qualsiasi cosa per far stare meglio Mario, ma rifiutavano molti dei miei suggeriementi quando li riguardavano personalmente.
Mia madre e Maria presto condivisero il mio modo di pensare, ma Miro, mio padre e Dora non volevano rinunciare alla sigaretta per tutto l’oro al mondo. Si allearono e mi presentarono migliaia di scuse, sostenendo che il fumo era una buona abitudine. Fecero riferimento anche ai cartelloni pubblicitari e agli spot pubblicitari alla radio che promuovevano il fumo di sigaretta e la pipa. “I dottori fumano le Camel più che ogni altra sigaretta” era il preferito di mio padre.
“Se i dottori fumano allora come puoi dire che mi fa male?” Era la sua solita replica. Quindi sfortunatamente rinunciai alla mia campagna anti fumo e questo si dimostrò in seguito un tragico errore. Continuai però ad insistere su qualsiasi altra cosa che Emilia mi stava insegnando. Sostituii il pane bianco con pane integrale di segale e con mia sorpresa a tutti piacque il cambiamento, ma gli spaghetti o la pasta integrali erano fuori questione.
Venne poi la volta dello zucchero bianco, sostituito da zucchero integrale ed ancora nessuna ribellione. Lo stesso avvenne per le pillole per malattie di poco conto, come raffreddori o influenza che i dottori prescrivevano per ogni membro della famiglia. Cominciai immediatamente a comprare vitamine e minerali naturali invece di quelli sintetici. Con la fortuna che mio padre aveva con la pesca, non avemmo di sicuro problemi nel seppellire una grande quantità di teste di pesce sotto i nostri alberi da frutta.
In pochi mesi, la differenza nella quantità e nella qualità della nostra frutta fu enorme ed alcuni alberi che non avevano mai dato della frutta, cominciarono a farlo. Imparai anche ad usare l’aloe vera per curare piccoli tagli ed escoriazioni. Aiutava a far guarire le ferite in metà tempo rispetto alle normali medicine che eravamo soliti usare. Ho, ancora oggi, delle piante che crescono sul balcone di casa mia.
-- Continua alla prossima puntata
Related websites:
www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)