Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor
Capitolo V
Il successo internazionale
-- Continua dalla puntata precedente
Giuseppina si sentì male, e poi cominciò a correre verso casa. Trovò il barone Vincenzo seduto nel portico che leggeva un giornale. Andò verso di lui piangendo e spiegando cos’era accaduto. Lui, cercò di calmare Giuseppina dicendole di non preoccuparsi. Era sicuro che i suoi fratelli non avrebbero potuto nuocerle in alcun modo.
Il barone poi promise di parlare con suo padre che era giudice, il quale avrebbe mandato ai Di Lorenzo un’ingiunzione per invitarli a stare lontano da lei o altrimenti avrebbero dovuto affrontare la prigione. Questo sembrò calmare un po’ Giuseppina. Ma presto, diversi incidenti inspiegabili avvennero durante le rappresentazioni teatrali (una sventata rapina armata, un tentativo di incendio doloso e diversi altri fatti...)
Molte persone, incluso il barone Vincenzo, erano convinti che questi eventi sfortunati fossero opera dei Di Lorenzo, ma non fu mai dimostrato da prove. Dopo i vari incidenti, Giuseppina si agitò sempre di più e si ammalò. Ben presto, smise di lavorare del tutto e cominciò a rimanere nella sua stanza. In pochi mesi, divenne molto ammalata. Anche se il barone riuscì a trovare i migliori dottori, entro la fine dell’anno morì. Ancora una volta, il barone provvide ad organizzare il funerale e acquistò persino una bella cripta per Giuseppina nel cimitero di Palermo.
Ai suoi funerali parteciparono il sindaco di Palermo, alcune autorità locali, gli attori della compagnia siciliana ed altri attori e attrici di tutta Italia. Mimi e i bambini erano sconvolti e per un mese sospesero il loro lavoro in teatro e ritornarono immediatamente alla villa di Catania. Solamente per le costanti suppliche del barone Vincenzo ripresero le loro carriere a Palermo. Nonostante tutti questi problemi, la compagnia siciliana mantenne il suo enorme successo e con ogni nuova commedia, arrivavano altre richieste da città in tutta Italia, così come dal continente europeo.
Quando il direttore Martoglio ricevette una serie di telegrammi da Londra e da Madrid, che chiedevano delle rappresentazioni, si incontrò subito con il barone Vincenzo. “Dobbiamo prendere in seria considerazione queste richieste, perché non solo aiuteranno la nostra situazione finanziaria, ma anche la nostra popolarità e il nostro prestigio” cominciò Nino porgendo al barone i telegrammi.
“Ma se andiamo sul continente, dovremo recitare in italiano e non in siciliano” disse il barone Vincenzo. “Potremmo anche prendere in considerazione di cambiare il nostro nome in “Prima Compagnia Italiana” e di viaggiare in un paese straniero per un mese e poi ritornare in Sicilia per una breve vacanza prima di partire per un altro paese. Potremmo riuscire a ripetere un tale processo tre volte l’anno.”
“Con quel programma, la nostra compagnia farebbe sicuramente più soldi che restando a Palermo o girando l’Italia” continuò il barone. “La tua affermazione è perfettamente corretta,” dichiarò il direttore Martoglio. Tutto questo mi darebbe anche l’opportunità di cominciare a portare avanti un’altra delle mie grandi idee, quella del cinema.” “Sì, e nelle pause tra le rappresentazioni potrei riportare la famiglia alla villa di Catania, che loro amano così tanto,” disse Vincenzo sorridendo.
***
La prima sosta della compagnia fu Londra. Il direttore Martoglio si era dato un gran da fare per informare i giornalisti inglesi sui loro prossimi spettacoli ed anche, sulla rappresentazione straordinaria che avrebbero messo in scena in onore di re Edoardo VII e della famiglia reale. Gli attori furono alloggiati nell’elegante Hotel Claridge su Brook Street. Si trovava a poca distanza dal Teatro Apollo, che era stato appena aperto nel 1901. Grazie agli sforzi del direttore Martoglio, l’intero corpo giornalistico britannico si trovava alla stazione Victoria per incontrare Mimi Aguglia, quando arrivò a Londra.
C’era anche un gruppo di studenti dell’Università di Oxford, che avevano tolto i cavalli della carrozza destinata a Mimi Aguglia, che l’avrebbe condotta al Claridge, per spingerla loro stessi fino all’hotel. Le foto di questo mezzo di trasporto straordinario fecero il giro sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa e contribuirono decisamente alle vendite record di biglietti nei botteghini.
La sera della rappresentazione straordinaria, Mimi e tutti gli attori erano molto nervosi. Era la seconda volta che incontravano persone famose, e la prima volta a Roma, come tutti ricordavano, non era andata molto bene. Il barone Vincenzo raccolse tutti sul palco prima che il seguito del re arrivasse e spiegò come avrebbero dovuto comportarsi. “Il corteo reale entrerà nell’atrio del teatro e si disporrà in fila su un tappeto rosso per riceverci. Una volta che si troveranno al loro posto, raggiungeremo la fila e ognuno di noi, a turno, si presenterà all’aiutante del re che sarà il primo ad incontrarci.
Il barone continuò: “State attenti a non incespicare tra voi, come è accaduto a Roma. Poi, l’assistente dirà i nostri nomi al re. Ognuno di voi dovrà piegare la testa quando si trova di fronte a lui. Non tentate di stringergli la mano o di intrattenere una conversazione, a meno che non sia il re a parlare per primo, poi passate a turno alla persona successiva e ripetete il processo finché non vi sarete inchinati davanti a tutte le persone della fila. Quando tutti avranno terminato, il re e il suo seguito procederanno nei palchi.
Quando lui si sarà seduto, noi dovremo cominciare immediatamente lo spettacolo. Ricordate! Voi siete gli attori migliori e anche queste presentazioni iniziali fanno parte della recita. Ci sono domande?” Tutti si guardarono l’un l’altro in silenzio, più nervosi di prima. Il re arrivò e le presentazioni furono un successo, poiché nessun attore fece qualcosa che potesse imbarazzare il barone.
L’unico avvenimento insolito fu che, quando il re vide Mimi, la trattenne davanti a lui per diversi minuti, informandola che aspettava con ansia di vederla recitare, poiché aveva sentito tanti commenti positivi sulle sue doti di attrice, da parte di molte persone intorno al mondo. Mimi ringraziò il re e disse: “Vostra Maestà, spero solo di non deluderla stasera.” “Sono sicuro che sarete più che all’altezza della vostra reputazione” rispose il re.
La mattina successiva tutti i giornali di Londra riportavano della conquista da parte di Mimi Aguglia del pubblico inglese e facevano riferimento alla sua esibizione con frasi di elogio in tutti i loro articoli. In seguito a tutta questa pubblicità positiva e all’eccellente esibizione, molti altri importanti dignitari in visita a Londra, andarono anche a teatro.
Una delle prime opere recitate fu “La Cena delle Beffe,” del famoso commediografo italiano Sem Benelli che era ambientato nel dodicesimo secolo e in cui Mimi interpretava il ruolo di un giovane uomo. Era presente alla première anche il famoso inventore del telegrafo, l’italiano Guglielmo Marconi. Dopo lo spettacolo, mandò a Mimi un telegramma, in cui si rammaricava per non avere il tempo di incontrarla personalmente e la lodava per la memorabile performance.
Si riprometteva di incontrarla in qualche altra parte del mondo, dove le loro strade si sarebbero incrociate di nuovo. La compagnia, fresca dell’enorme successo ottenuto in Inghilterra, ritornò in Sicilia per un mese. Il barone, Mimi e la famiglia tornarono nella loro villa a Catania dove, durante la loro vacanza, ospitarono molti degli attori della compagnia. Ma presto fu tempo di partire per Madrid per un’altra serie di spettacoli e per una rappresentazione straordinaria per re Alfonso XII e la sua corte.
***
All’arrivo alla stazione di Madrid, gli studenti universitari, non volendo essere da meno dei colleghi inglesi, ripeterono la cerimonia della carrozza senza cavalli e di nuovo trascinarono la carrozza di Mimi e del conte dalla stazione all’hotel, per la delizia dei giornalisti e dei fotografi di Madrid che erano già sul posto, ancora una volta preavvisati dal direttore Martoglio. Quando arrivarono all’hotel, l’ambasciatore italiano di Spagna, Sua Eccellenza Umberto Fiore, era all’ingresso ad aspettarli.
Si presentò e informò il barone che re Alfonso gli aveva chiesto di scortare Mimi al Palazzo, non appena fosse arrivata. Il barone era stato preavvisato del fatto che re Alfonso era un noto donnaiolo, così anche lui saltò sulla carrozza reale che aspettava, al fianco di Mimi, con meraviglia dell’ambasciatore. “Ma ho ordini dal re di accompagnare solo Miss Aguglia, gentile barone.” “Sua Eccellenza, pensa che permetterei a mia moglie di visitare il re senza la mia presenza?” L’ambasciatore inarcò le sopracciglia e disse: “Questo potrebbe diventare un pomeriggio molto interessante!”
Nel momento in cui l’ambasciatore si presentò al re, il barone Vincenzo percepì che il suo istinto aveva avuto ragione, perché il re immediatamente mise il suo braccio attorno ai fianchi di Mimi e la invitò ad uscire nel giardino reale con lui. Il barone Vincenzo avanzò di un passo e afferrò la mano libera di Mimi, tirandola in avanti e lontano dal re. “ Ma... stavo per mostrare il mio bel giardino a questa bella signora” disse re Alfonso, alquanto infastidito.
Il barone Vincenzo si inchinò e sarcasticamente rispose: “Abbiamo visto i suoi giardini sulla strada per il palazzo Sua Maestà e, come lei ha detto, sono veramente belli” portando Mimi dietro di lui. Il re sembrava confuso e piuttosto irritato da quell’uomo insolente, e proprio mentre stava per ammonire il barone, fu annunciata la cena, risparmiando ai presenti un momento di imbarazzo.
La cena fu servita su una delle molte terrazze del palazzo. Preparata oginariamente solo per il re e Mimi, fu rapidamente modificata per includere sia il barone che l’ambasciatore. Il re tenne una vivace conversazione durante tutto il pranzo, senza mai mostrare la sua precedente irritazione e in conclusione, si alzò e offrì a Mimi un cofanetto per gioielli, di cristallo e filigrana d’oro, con la corona reale di Spagna incastonata in ogni angolo. “La prego di accettare per favore questo ricordo in omaggio alla sua prossima esibizione, che noi tutti attendiamo con estrema impazienza.”
-- Continua alla prossima puntata
Related websites:
www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)