Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor
Capitolo III
La Compagnia Siciliana
-- Continua dalla puntata precedente
Stringendo poi le mani di Giuseppina e Mimi, Ignazio disse: “Adesso andiamo al teatro e organizziamo un’esibizione memorabile per i nostri ospiti.” Il barone Vincenzo e Nino sedettero nei posti migliori dei palchi del teatro aspettando l’inizio dello spettacolo e ascoltando i cantanti che interpretavano le loro versioni delle canzoni popolari del momento. Dopo la festa musicale che durò trenta minuti, il sipario si aprì e la rappresentazione cominciò. Mimi Aguglia diventò di nuovo il centro dell’attenzione di tutto il teatro.
Il barone Vincenzo fu ricatturato dalla sua bellezza e carisma che sembravano condurlo direttamente all’interno della tragedia che si stava svolgendo sul palco. Guardò Nino e vide che anche lui era trafitto da quella giovane attrice. Mimi dovette resistere a sei chiamate con applausi fragorosi e fiori d’ogni tipo che venivano gettati su tutto il palco. Il barone e Nino decisero di andare direttamente dietro le quinte durante tutto quel trambusto per evitare la folla.
Mentre si avvicinavano al camerino di Mimi, Ignazio li vide e urlò:”Vedete, Mimi sembra migliorare ad ogni spettacolo!” Erano state portate delle altre sedie nell’affollato camerino per fare accomodare gli ospiti di Ignazio così come la famiglia Aguglia. Il barone chiese ad Ignazio se poteva parlargli in privato prima che Giuseppina, Mimi e i bambini arrivassero. I tre uomini entrarono immediatamente e si sedettero. “Una cosa mi preoccupa ed è il fatto che Mimi abbia un contratto con Madame Laurino che potrebbe essere difficile rescindere. È vero, signor Aguglia?” disse il barone.
Ignazio sorrise e rispose: “Il nostro attuale contratto con questa compagnia teatrale scade alla fine dell’anno e non è ancora stato rinegoziato. Ed è solo per dieci esibizioni all’anno. Mimi ne ha già completato dodici, perciò sono sicura che se ci dovessero essere problemi, il vostro legale potrebbe facilmente superarli.” Il barone Vincenzo guardò Nino e disse: “Che fortuna per noi!” Proprio allora, Giuseppina entrò nel camerino con i suoi bambini e con Mimi. Ignazio fece tutte le necessarie presentazioni ufficiali con tanto di inchino e strette di mano.
Poi tutti si sedettero mentre Ignazio cominciò: “Siccome è tardi, dovete essere entrambi stanchi per il lungo viaggio. Perché non cominciamo immediatamente ed ascoltiamo Mimi recitare una piccola parte di una delle scene delle recenti opere in siciliano di Giovanni Verga?” Mimi tenne ancora il manoscritto chiuso in mano mentre cominciava a parlare in un impeccabile siciliano, riproducendo immediatamente quell’incanto che sapeva creare sul palcoscenico.
Dopo cinque minuti Mimi aveva terminato. Sia il barone che Nino si alzarono in piedi e applaudirono. “Bravissima!” dissero entrambi. Ignazio interruppe: “Adesso vuole sentire Mimi e il resto della famiglia parlare in siciliano, signor Martoglio?” “Vorrei soltanto che ciascuno di voi leggesse un paragrafo del manoscritto che Mimi tiene in mano. Sarà più che sufficiente.” rispose Nino.
Tutti lessero, uno dopo l’altro, un paragrafo, per la gioia dei visitatori ed infine il contratto venne aperto sul tavolino e firmato da Ignazio, dal barone Vincenzo e da Nino. Fu portato dello champagne per gli adulti, mentre Mimi e i bambini brindarono al grande evento con del succo di frutta. Ignazio poi dovette affrontare Madame Laurino per rescindere immediatamente il contratto, perché avevano accettato di essere a Palermo entro la fine del mese.
Dovette anche, ancora una volta, calmare Giuseppina riguardo alle possibili cattive intenzioni dei suoi fratelli, assicurandola che sarebbe stata difesa ad ogni costo. Ed ora, grazie alla popolarità di Mimi, non avrebbero osato causare dei problemi.
Capitolo IV
Mimi fugge con il barone
Per Ignazio, non fu una impresa facile concludere il contratto con Madame Laurino. Infatti, l’incontro terminò con entrambe le parti che sbraitavano e urlavano e con Madame Laurino che prometteva di intraprendere un’azione legale contro sia Ignazio che Mimi.
Ignazio sapeva però, che lei non avrebbe potuto far niente ed era stato un grosso colpo di fortuna che fosse in ritardo nel rinegoziare il contratto di Mimi.
* * *
Il trasferimento da Napoli a Palermo fu caotico sotto tutti i punti di vista. La compagnia di traslochi fece cadere e ruppe la mobilia. La famiglia perse quasi il battello a causa di impedimeti burocratici dell’ultimo minuto che dovevano essere risolti a Napoli, per poter partire senza grandi problemi. All’inizio Giuseppina aveva tenuto sotto controllo l’antico terrore dei suoi fratelli, ma più si avvicinava la partenza per Palermo, più diventava nervosa.
La collera e le suppliche di Ignazio non riuscirono a cambiare la situazione. Tuttavia, lei era ferma nella decisione di offrire a sua figlia questa opportunità unica di diventare una grande stella. Perciò decise di tenere dentro di sé tutta la sua ansia e di non mostrare a nessuno le sue preoccupazioni per il futuro. Quando la nave arrivò a Palermo, la famiglia Aguglia fu accolta da un comitato di benvenuto composto dal barone, dal direttore Martoglio, da Angelo Musco e da Giovanni Grasso.
Erano state prese delle carrozze per portarli alla loro nuova casa appena affittata e il tutto era incluso come parte del contratto. La Compagnia Siciliana non perse tempo e, immediatamente, mise Mimi al lavoro per iniziare le prove della loro prima rappresentazione. Risparmiarono però, per il momento, gli altri bambini e Giuseppina, così che poterono sistemare la loro casa.
L’educazione dei bambini veniva seguita ora da Ignazio, che li faceva alzare all’alba e insegnava loro personalmente, ogni mattina e per diverse ore, la matematica, la storia e il latino. Mimi era sempre la più svelta ad imparare, con lo sbigottimento degli altri bambini, che spesso, dovevano invece sottoporsi all’ira di Ignazio e persino, qualche volta, alla cintura dei suoi calzoni.
Mentre le prove continuavano, la notizia della nascita di una nuova compagnia teatrale si diffuse in tutta Palermo, nei villaggi circostanti e persino sul continente. Tutti erano ansiosi di vedere il famoso mastro burattinaio e l’attore sul palcoscenico per la prima volta insieme, così come di vedere la nuova diva italiana, Mimi Aguglia. E ciò che rendeva il tutto ancora più interessante, era che le opere erano scritte da famosi commediografi siciliani e presentate in dialetto siciliano.
I biglietti della prima rappresentazione erano esauriti una settimana prima che tutto cominciasse. Persino la regina madre, Margherita, decise di avventurarsi da Roma a Palermo per vedere lo spettacolo, perché era una grande ammiratrice del teatro e specialmente di Angelo Musco e dei suoi spettacoli di burattini. Angelo, dopo averlo saputo, invitò formalmente la regina madre ed il suo entourage a restare nella sua villa, mentre loro erano a Palermo, e rimase molto sorpreso quando accettarono.
La notizia di un ospite così importante attirò ancor di più l’attenzione del pubblico e la vendita dei biglietti aumentò vertiginosamente anche per le rappresentazioni successive. Dopo “Nica” il teatro continuò ad allestire diversi lavori non solo di Nino Martoglio, ma anche di Giovanni Verga e Luigi Pirandello, scrittori siciliani diventati famosi recentemente. Ogni rappresentazione era esaurita prima che avesse luogo.
Questo enorme successo incoraggiò il barone Vincenzo e Nino a decidere che era tempo di portare il teatro nelle maggiori città italiane. Avevano già ricevuto richieste da Roma, Milano e Bologna. Il direttore Martoglio riunì gli attori e gli operai sul palco e diede loro la grande notizia. “Il grande lavoro e la perseveranza di tutti voi hanno trovato riscontro nel successo fenomenale che abbiamo raggiunto con la nostra compagnia siciliana e questo ci darà l’opportunità di venire ancor più apprezzati poiché porteremo la nostra compagnia in tutta Italia.” A quel punto, tutti cominciarono subito a parlare tra loro, facendosi domande sul futuro trasferimento. “Per favore, posso avere di nuovo la vostra attenzione?”disse il direttore Martoglio.
“Le nostre prime soste saranno a Roma, poi a Bologna ed infine a Milano. Cominceremo a spostare la compagnia la prossima settimana. Se c’è qualcuno che non può venire con noi per qualsiasi ragione, per favore, fissi un appuntamento domani per incontrarmi.”
* * *
L’impegno teatrale a Roma fu, ancora, un altro grande successo. Tutti gli attori della compagnia erano alloggiati al lussuoso Hotel Quirinale su Via Nazionale al centro della città e si esibivano in uno dei più importanti teatri, il “Teatro Argentina”. Durante la loro permanenza, la compagnia ebbe persino l’occasione di esibirsi davanti a re Vittorio Emanuele I.
Tutti erano nervosi e lo mostrarono durante il ricevimento che precedette lo spettacolo. Angelo infatti inciampò su Giovanni e Mimi, e li fece cadere coinvolgendo anche l’aiutante del re. Questo, poco prima di essere presentati al re, che rise così tanto per l’incidente che, immediatamente, fece calmare tutti. La rappresentazione successiva fu definita “brillante” dai critici teatrali ed anche dal re.
Una sera, il barone stava aspettando che l’intera famiglia Aguglia lo raggiungesse per la cena. Le sorelle di Mimi, Teresa e Sara entrarono nella sala da pranzo dell’hotel prima degli altri. Il barone Vincenzo si alzò dalla tavola e salutò le due ragazze guardandosi attorno per assicurarsi che Ignazio o Giuseppina non fossero nei dintorni
-- Continua alla prossima puntata
Related websites:
www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)