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Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XXVII

La mia epoca d'oro hollywoodiana

-- Continua dalla puntata precedente

Degli altri potrete trovare informazioni nel mio weblog settimanale ”Argentina Brunetti’s Hollywood Stories” sul sito HYPERLINK "http://www.argen- tinabrunetti.com" www.argentinabrunetti.com Durante le riprese di “Le piogge di Rancipur” agli studi della 20th Century Fox, con protagonisti Lana Turner e Richard Burton, uno dei compagni di scena di mia madre, il mitico Oreste Seragnoli, faceva anche lui parte del cast.

Era ancora famoso per i suoi scherzi, e mi fece fare una scommessa che io pensavo non avrebbe mai vinto. Mi disse: “Scommettiamo un dollaro che riuscirò tra poco a sculacciare Lana Turner sul didietro e che lei persino mi ringrazierà per averlo fatto!” Dopo averlo avver- tito diverse volte, che sarebbe stato probabilmente licenziato se lo avesse davvero fatto, accettai infine la scommessa.

Senza esitazione, Oreste andò dietro a Lana che stava parlando con il regista, Jean Negluesco, e le diede un’energica sculacciata sul didietro. Lana, fece un salto, girò su se stessa e urlò: “Come osa?” Oreste indicò il suo didietro e disse: “Un ragno! Un graaande ragno!”, mentre girava il suo piede destro avanti e indietro sul terreno, mostrando che stava schiacciando il povero insetto. Lana immediatamente cambiò espressione, si calmò e disse: “Oh, mi dispiace. Grazie!”

Quando le riprese della giornata si conclusero, Lana si fermò vicino al punto dove io ed Oreste eravamo seduti, gli sorrise e disse ”Grazie di nuovo!” e se ne andò. Oreste mi guardò con un grande sorriso e dichiarò: “Adesso mi devi due dollari!” Dopo quell’esperienza naturalmente non feci più un’altra scommessa con lui! Fu solo dopo quattro anni dalla conclusione di “It’s a wonderful life” nel 1946, che ebbi l’opportunità di lavorare con James Stewart di nuovo, questa volta come moglie del capo indiano Cochis in “L’amante indiana.”

Gli attori e la troupe trascorsero due mesi nelle aspre e desolate montagne vicino a Flagstaff in Arizona. Come nell’occasione precedente, vidi che James era una persona tranquilla e timida, che stava per i fatti suoi il più possibile. Durante le riprese, quasi non scambiò una parola con nessuno.

Mangiavamo tutti insieme in una grande tenda con lunghi tavoli, in ciascuno dei quali si potevano accomodare una ventina di persone. Io mi sedevo di traverso rispetto a James e sentii pronunciare delle parole da lui solo un giorno quando, dopo aver guardato sopra e sotto il tavolo disse: “Per favore, mi passate il sale.”

A quelle parole, tutte le persone nelle vicinanze cominciarono ad applaudire e James sorrise, afferrò la saliera che gli venne offerta e continuò a mangiare in silenzio, ma con un sorrisetto malizioso sul volto. Sullo stesso set, Debra Paget, che aveva solo diciasette anni all’epoca, era tenuta continuamente sotto controllo dalla madre, che sorvegliava ogni suo movimento come un falco.

Un giorno dopo le riprese, diversi membri del cast e della troupe, inclusa la sottoscritta andarono al fiume vicino per fare una nuotata. Debra non sapeva nuotare, così rimase afferrata ad un canotto attraccato ad un piccolo molo. Ben presto, diversi ragazzi liberarono il canotto e lo spinsero al centro del fiume. Debra rimase aggrappata e sua madre immediatamente cominciò a gridarle di tornare a riva immediatamente.

Per obbedire a sua madre, Debra lasciò andare il canotto e rapidamente sprofondò nell’acqua del fiume. Io ero nelle vicinanze e mi tuffai per tirarla su, ma lei si spaventò e cominciò ad urlare e a darmi calci. Allora arrivarono i ragazzi, la afferrarono e la portarono a riva. Inutile dire che sua madre costrinse immediatamente sua figlia a prendere lezioni di nuoto.

Quando mia madre ed io apparimmo insieme per la prima volta sullo schermo nel film del 1957 “I fratelli Rico” con Richard Conte, tutto andò bene fino alla scena finale, dove Richard avrebbe dovuto morire tra le mie braccia. Dopo che la scena fu girata, Richard si lamentò immediatamente con il regista ed il produttore dicendo che lui era la star e non Argentina e che non avrebbe dovuto morire alla fine del film. L’ultima scena originale fu così tagliata ed un’altra venne aggiunta per soddisfare l’ego del signor Conte.

Mio figlio Robert Blake

Conosco Robert Blake fin da quando da ragazzino lavorava nella serie dei primi anni quaranta “Our gang”. Interpretai il ruolo di sua madre in diversi film incluso “Assedio degli Apaches” nel 1952 e “I violenti” nel 1957. Quando lo intervistai per l’ultima volta nel 1978, mentre era il protagonista della serie televisiva “Baretta”, mi abbracciò e mi disse: “Non ti ricordi di me?” “Certamente” risposi io, “Tu sei la star di “Baretta”.

Robert mi guardò con un’espressione molto dispiaciuta e disse: “Vergognati, io ricordo mia madre, ma tu non ricordi tuo figlio!” Non potevo credere che un ragazzo tanto amabile ed un uomo fine avesse ucciso sua moglie. Fui veramente lieta di sentire che Robert fu giudicato non colpevole e spero che sarà capace di ricostruire la sua vita e che ricomincerà ad intrattenerci di nuovo al cinema e alla televisione.

Un complimento speciale da Ronald Reagan

Nel 1953 ebbi l’onore di recitare a fianco del futuro Presidente Ronald Reagan nel film della Paramount Pictures “ Il giustiziere dei tropici”. Per la mia parte, volevano una donna robusta, perciò mi imbottirono gli abiti perché potessi interpretare il mio ruolo. Quando il signor Reagan diventò Governatore della California, lo incontrai di nuovo ad un ricevimento e gli chiesi se si ricordasse di me. Lui disse: “Certamente, Argentina, ti trovo in una forma splendida, ma, sei dimagrita, vero?”

Il Papa carismatico

Papa Giovanni Paolo II si farà sempre ricordare per essere stato un grande statista e un leader spiriituale e mancherà veramente al mondo negli anni avvenire. Io incontrai Papa Giovanni Paolo II in Vaticano nel 1992. La sua presenza carismatica causò in me una tale emozione, che restai senza parole, cosa che raramente mi accade. Comunque non fui la sola ad avere questa reazione.

Recentemente l’attore polacco Piotr Adamczyk, (che interpretò Papa Giovanni Paolo II nella miniserie televisiva “Karol, la storia dell’uomo che divenne Papa”) incontrò il Papa prima di girare il film. Voleva fare al Pontefice molte domande così da poterlo interpretare meglio di fronte alle telecamere, ma Piotr, come molti altri, fu colto da un tale timore al momento delle presentazioni, che dimenticò ogni domanda che voleva porgli.

Perché Gilbert Roland diventò un attore

Gilbert mi disse che doveva la sua carriera di attore a mia madre, Mimi Aguglia. Quando era un ragazzo, senza lavoro e che si chiedeva cosa fare del suo futuro, andò a vedere mia madre che si esibiva sul palcoscenico a Chihuahua in Messico. Quando vide come la sua interpretazione portò il pubblico prima alle lacrime e poi al riso, si convinse che il suo futuro era nel cinema. Andò immediatamente a Hollywood e presto divenne uno dei maggiori attori roamantici degli anni ’30, ’40 e ’50.

Quando Glenn fece pari con Rita

Nel 1946, uno dei miei primi ruoli cinematografici fu in “Gilda” con Glenn Ford e Rita Hayworth” che si facevano sempre degli scherzi durante le riprese. Quando Glenn scoprì che Rita voleva rifutare di baciarlo in una scena, Glenn divorò uno spicchio d’aglio.

-- Continua alla prossima puntata

Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

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