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Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XXVI

La voce d'America: 1948

-- Continua dalla puntata precedente

Però, quando infine chiesi: “Jimmy, puoi per favore spiegare al nostro pubblico a chi ti riferisci quando, alla fine di ogni tuo spettacolo nei night clubs, alla radio o in televisione, dici: “Buona notte signora Calabash, ovunque tu sia” ? Lui fece una pausa, mi guardò con un’espressione triste e disse: “La persona di cui parlo sa che mi riferisco a lei, e dobbiamo concludere qui l’argomento.”

L’intervista si concluse così, mentre l’omnipresente sorriso ritornò sul suo volto. Jimmy non rivelò mai l’identità di quella persona a nessuno, ma coloro che gli erano vicini sospettavano che “Signora Calabash” fosse un modo simpatico di chiamare Jean Olsen, che era stata sua moglie per ventitre anni e che era morta dopo una lunga malattia nel 1943.

Anche se “La voce d’America” era un’agenzia di propaganda fondata dal governo, non fummo mai limitati in alcun modo su quello che potevamo chiedere durante i nostri programmi. Io ero certamente fiera del fatto di poter godere di questa libertà e dicevo spesso agli altri di come mi considerassi fortunata di vivere in America dove questo poteva accadere.

Prima di fare ogni intervista, solevamo chiedere agli studi o al press agent dell’intervistato, una biografia e poi costruivamo il nostro show attorno ad essa, trasformando i momenti fondamentali nella vita della persona in domande in italiano e chiedevamo informazioni sui loro ultimi film in produzione o che stavano per essere proiettati in Italia. Non era solamente uno sforzo patriottico, ma si dimostrò anche di grande utilità agli studi per vendere i loro film oltreoceano.

“La Voce d’America” sembrava riuscire a fare di tutti dei vincitori, e particolarmente per i milioni di affezionati, non solo in Italia, ma anche in Europa, che sintonizzavano ogni settimana le loro radio ad onde corte sulla frase che apriva il programma: “Buona sera a tutti, sono Argentina Brunetti che vi parla da Hollywood attraverso “La voce d’America”.

C’erano normalmente tre persone ad ogni intervista, Miro, io e un tecnico che si occupava delle registrazioni su disco, che più tardi fu sostituito dal grande nastro su bobina. Dopo ogni intervista tornavamo negli uffici tecnici di “La Voce d’America” e inserivamo la nostra traduzione in italiano delle risposte delle star e controllavamo l’intero nastro, eliminando gli errori ed assicurandoci che il tutto durasse esattamente venti minuti.

Ho avuto la fortuna di salvare molte delle interviste originali su nastro o su disco. Ho fatto dono di tutto all’”Academy of Motion Picture Arts and Science”. Gli interessati possono contattare gli archivi dell’Accademia su Wilshire Boulevard a Los Angeles, per ottenere il permesso di visionare la raccolta di “Voci d’America” di Argentina Brunetti e ascoltare quelle storiche mezz’ore.

Nell’ottobre del 1947, poiché il nostro lavoro per “Voci d’America” stava diminuendo ero conosciuta da tutti i maggiori studi come “la madre mediterranea”, e recitavo senza interruzione. Mi usavano anche per ruoli di messicana, pellerossa e persino di indiana. Anche Miro era immerso fino al collo in ricerche per le imminenti interviste richiestegli da molte riviste italiane che avevano appena iniziato ad essere pubblicate e che volevano assicurarsi un’alta tiratura.

Per nostra fortuna l’Italia, così come la maggior parte del resto del mondo, sembrava non avere mai abbastanza notizie su Hollywood. La rivista “Gente” in Italia aveva contattato Miro, perché voleva mandare un giornalista a Los Angeles nella speranza di intervistare Walt Disney.

Miro fu in grado non solo di ottenere un’intervista con il famoso “padre di Topolino”, come era conosciuto in Italia, ma anche un tour completo dei suoi studi di animazione a Burbank. Il signor Disney era alquanto entusiasta del suo progetto di costruire un parco dei divertimenti basato sui suoi personaggi dei cartoni animati. Ci riferì che aveva originalmente progettato un parco di otto acri adiacente agli studi, solo per i suoi impiegati e le loro famiglie.

La Seconda Guerra Mondiale aveva arrestato i suoi piani, ma gli aveva dato il tempo di pensare a come ampliare i suoi orizzonti ed ora aveva in mente di realizzare l’idea completamente nuova e sbalorditiva di un parco in cui l’intero mondo avrebbe potuto divertirsi. Gli articoli e le foto su Disney ebbero un tale successo che l’editore della rivista contattò Miro per vedere se fosse interessato a scriverne degli altri su Hollywood.

Era una scelta ragionevole, perché sarebbe stato meno costoso che mandare giornalisti dall’Italia. Questo portò a una miriade di interviste e di articoli che spaziavano da Jayne Mansfield e Kirk Douglas a Kim Novak e James Mason. Altre riviste e giornali italiani appena pubblicati, cominciarono a chiedere notizie sul mondo dell’intrattenimento.

Tra questi, il giornale di Los Angeles “L’Italo- Americano” dove Miro cominciò a scrivere la sua colonna settimanale su Hollywood che continuò per più di ventidue anni. In seguito nel 1943, a Miro fu chiesto di entrare a far parte dell’”Associazione della Stampa estera di Hollywood”, che era stata fondata da un numero di giornalisti che scriveva sul mondo dell’intrattenimento per giornali e riviste attorno al mondo.

Molti, nel mondo dell’intrattenimento di Hollywood, accusavano il gruppo di essere diventato soprattutto un circolo sociale. Anche alcuni dei suoi membri pensarono che questo fosse vero e lo lasciarono per formare un nuovo gruppo chiamato “Associazione della Stampa estera”.

Infine, nel 1955 i due gruppi rivali si riunirono di nuovo per creare quella che oggi è conosciuta come l’“Associazione della Stampa estera di Hollywood” e che annualmente conferisce l’ambito Golden Globe durante una delle più grandi kermesse di Hollywood. Oggi, poiché l’industria cinematografica riceve più della metà delle sue entrate dalla vendita della distribuzione oltreoceano, il Golden Globe è diventato la seconda cerimonia di premiazione più popolare e più importante dopo quella degli Oscar.

Sono ormai lontane le accuse di essere un circolo sociale. Nel corso degli ultimi anni, i suoi membri sono cresciuti al punto da rappresentare i maggiori giornali e riviste di più di cinquantacinque paesi attorno al mondo. Con la sua grande popolarità, la cerimonia dei Golden Globe ha ricevuto sostanziose entrate dai diritti televisivi ed utilizza quei fondi per borse di studio, così come per donazioni ad associazioni di beneficenza no-profit.

Miro svolse un ruolo importante nella formazione e nello sviluppo dell’”Associazione della Stampa Estera” così come la conosciamo oggi. Anch’io sono stata un membro attivo fin dal 1965 e sono ora orgogliosa di aver ricevuto l’onore, recentemente, del conferimento dell’appartenenza a vita.

I successivi vent’anni erano destinati ad essere realmente i nostri anni d’oro hollywoodiani, sia per quanto riguarda la recitazione che per il giornalismo.

Capitolo XXVII

La mia epoca d’oro hollywoodiana

Per molte persone, l’epoca d’oro di Hollywood fu il periodo che andò dalla Grande Depressione della fine degli anni Venti fino alla Seconda Guerra Mondiale. Fu quando alcuni principali studi di Hollywood (la 20th Century Fox, la MGM, la Paramount e la Warner Brothers) ottennero insieme il controllo dell’industria cinematografica hollywoodiana e crearono lo star system.

Quel periodo fu anche caratterizzato dall’esordio della censura hollywoodiana, dalla produzione anche di film di serie B, dall’avvento dell’animazione con Disney, dalla concorrenza della televisione e dalla lista nera di hollywood. Tutto si arrestò bruscamente nel 1948 con diverse azioni legali antimonopolistiche intraprese contro gli studi più importanti e fu la fine di un’epoca.

Ma la nostra epoca d’oro di Hollywood riguardò gli ultimi anni quaranta fino a tutti gli anni settanta. Durante quel periodo potei recitare in più di sessanta film e in cinquantacinque show televisivi ed arrivai ad essere una scrittrice di successo, mentre mio marito Miro, diventò uno dei più importanti giornalisti stranieri di Hollywood.

Nel corso delle nostre carriere, Miro ed io lavorammo con, o intervistammo le più famose e a volte più famigerate stelle di quel tempo. Alcune rimasero ai vertici per decadi, altre solo per un film e un gruppo selezionato diventò più famoso da morto che da vivo. Ne parlerò solo di un piccolo campione in questo capitolo.

-- Continua alla prossima puntata

Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

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