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Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XXIII

La scoperta del cibo sano

-- Continua dalla puntata precedente

Con la mia nuova dieta, persi- no mio marito ammise che stavo meglio e che avevo smesso di lamentarmi di essere sempre stanca. Avevo anche perso dieci chili e mi sentivo meravigliosamente. Infine, convinsi Miro a fare delle passeggiate insieme ogni sera dopo cena. Faceva bene alla digestione e alla nostra circolazione. All’inizio acconsentì con un po’ di riluttanza, ma ben presto divenne il primo ad aspettarmi sulla porta.

Usavamo anche quelle camminate come del tempo per noi in cui potevamo discutere i nostri piani presenti e futuri, e in cui potevamo rilassarci dalle tensioni della giornata. Mario si abituò presto, dopo molta ostilità e lacrime, ad una nuova colazione che consisteva in due uova crude sbattute insieme con dello zucchero integrale e della melassa black strap, seguito da un bicchiere di latte di capra fresco ogni mattina. Il tutto era consumato con una tazza di frutta fresca.

Dopo diversi mesi potei notare la differenza anche in mio figlio. Anche lui come me divenne più vivace, e le allergie sembrarono scomparire. I nasi colanti e le febbri divennero cosa del passato e cominciò a metter su un po’ di chili. Il suo dottore sembrava compiaciuto ed attribuì il merito alle vitamine che aveva prescritto. Pensai che fosse meglio all’epoca non informarlo del mio nuovo stile di vita e portai mio figlio da lui solo per i controlli di routine.

Quando Mario iniziò ad andare a scuola, gli preparavo personalmente il pranzo ogni mattina. Non più cibo della caffetteria per lui, ma alla fine dovetti ammettere che lingua, cervella fritta e panini con la trippa non potevano più essere messi nel suo cestino. Questo perché, quando i suoi compagni vedevano cosa mangiava , si allontanavano tutti da lui, chiudendo i loro nasi, agitando le braccia e dicendo “Bleah!” Mario si sentiva molto imbarazzato e doveva mangiare da solo ogni volta che quelle prelibatezze erano nel suo menu. Poiché la salute della mia famiglia non mi creava più preoccupazioni, cominciai a credere che potevamo vivere tutti una vita meravigliosa, e fu proprio ciò che ebbi, che ci crediate o no!

Capitolo XXIV

I film a Hollywood:1948

Era il 1948 e la Seconda Guerra Mondiale era ufficialmente terminata da tre anni, ma la realizzazione dell'idea di un mondo in pace era ancora lontana. La nuova nazione di Israele era attaccata dai vicini stati arabi, si cominciò a costruire il muro di Berlino, il Primo Ministro d'Egitto fu assassinato così come il leader pacifista indiano, il Mahatma Gandhi. Guerre civili erano in corso in Colombia e in Costa Rica.

Non occorre dire che, il Premio Nobel per la Pace quell'anno non venne assegnato. Comunque, la vita sembrava andare un po' meglio in America e persino in Europa e il Presidente Truman firmò una legge per mettere in atto il Piano Marshall che autorizzava un finanziamento di più di cinque miliardi di dollari che doveva aiutare la ricostruzione dell'Europa distrutta dalla guerra.

Canzoni briose come "Buttons and Bows" di Dinah Shore o patriottiche come "This land is your land" di Woody Guthries, riempivano le radio e tutti compravano i nuovi dischi in vinile a trentatre giri. Nonostante le cattive notizie, sembrava che potessimo godere di una sorta di cambiamento ed eravamo in grado finalmente di ricostruire le nostre vite e di ricominciare ad inseguire il nostro sogno americano.

Mio padre continuava a ricordare a chiunque lo ascoltasse: "Ora che Mussolini non c'é più e l'Italia è una Repubblica democratica, essere italiano ritornerà ad essere di moda" e poi, ci faceva notare che all'improvviso il mondo della musica in America era affollato di italoamericani come Frank Sinatra, Vic Damone, Dean Martin, Tony Bennet, Perry Como e Frankie Laine, solo per menzionarne alcuni.

E chi erano i protagonisti del mondo della box? Naturalmente Rocky Graziano e Jake La Motta. Se dopo tutto questo la gente fosse stata ancora scettica, avrebbe tirato fuori la sua "artigleria pesante", come usava chiamarla, e cioé statistiche senza fine.

"Più di un milione e mezzo di italoameri- cani hanno prestato servizio nella Seconda Guerra Mondiale e rappresentano più del dieci per cento di tutte le forze americane" soleva dire agitando un articolo che aveva ritagliato dal Los Angeles Examiner e piegato con cura per farlo stare nel suo portafoglio. Infine, per dimostrare ulteriormente tutta la sua conoscenza dell'argomento, chiudeva la discussione con queste parole: "E per provarvi quanto gli italiani sono importanti per l'America, aggiungo che il primo cono gelato fu inventato da Italo Marchioni a New York e nel 1903 gli venne anche concesso il brevetto."

Quello era anche il periodo delle innovazioni tecnologiche. Tutti rimanevano meravigliati davanti alla nuova televisione in bianco e nero, che ora trasmetteva diversi canali che mostravano dell'intrattenimento di una certa qualità. Gli studi di Hollywood così come le sue stelle ora avevano dei concorrenti del calibro di Milton Berle e Jackie Gleason, i nuovi personaggi della televisione.

L'intera industria cinematografica cominciò a preoccuparsi. Ricordo che tutta la nostra famiglia fu invitata a casa di un vicino per una cena domenicale. Loro avevano già acquistato una nuova televisione della General Electric. Dopo una cena meravigliosa, andammo tutti nel salotto e ci raccogliemmo attorno al televisore per vedere il nuovo varietà "Toast of the Town", presentato da un cronista di un giornale di New York che si chiamava Ed Sullivan.

I suoi primi ospiti furono Dean Martin e Jerry Lewis. Alla fine dello show mio padre disse: "Questi ragazzi Martin e Lewis sono veramente divertenti. Ho letto che Dean Martin è un ita- liano di Cleveland. Il suo vero nome è Dino Crocetti. Faranno presto dei film e Argentina potrebbe interpretare la parte della mamma di Dean Martin." "Ah, ah, ah" fu la mia risposta ed anche tutti i presenti risero dell'improbabile predizione di mio padre. Dopo quattro anni passati nel reparto degli studi Paramount che assegnava i ruoli agli attori, Maria Bazzano fu scelta per diventare l'assistente esecutiva di un giovane e promettente direttore. Maria fu pagata molto bene per il suo nuovo lavoro.

Il suo capo era gentile e premuroso, ma come presto venne a sapere, era un membro del partito comunista americano. Maria, essendo una fervente cattolica, fece tutto quello che poté per distoglierlo dai suoi con- vincimenti, ma senza risultato. Come parte del suo lavoro, Maria doveva pagare tutti i conti, ma rifiutò di pagare il contributo mensile al Partito Comunista.

Il suo capo si arrabbiò, ma non volle farne un gran problema, perché contava completamente su Maria che sapeva gestire molto bene i suoi affari. Dopo diverse settimane di rivolgimenti interiori, Maria diede le dimissioni, informando il suo capo che non poteva più, per coerenza verso il suo credo religioso, lavorare con lui. Il direttore, visibilmente seccato, accettò le sue dimissioni e le diede le due abituali settimane di preavviso. Con stupore, la settimana dopo che ebbe lasciato il lavoro, ricevette una visita da un agente della FBI.

Sembrava che al suo precedente capo fosse stato notificato un mandato di comparizione da parte della FBI per apparire davanti al comitato contro le attività anti-americane creato dal Senatore Joseph McCarthy. Lui e la sua famiglia avevano però già lasciato il paese e l'ex capo di Maria fu considerato dalla legge un fuggitivo.

Dopo aver riferito agli agenti della FBI tutto ciò che sapeva e aver scritto una lunga dichiarazione sui fatti, non venne intrapresa nessuna azione ulteriore. Fortunatamente, Maria fu invitata dagli uffici della Paramount a ritornare e lei accettò volentieri l'offerta. Mentre lavorava per quel direttore, Maria era in contatto con la maggior parte delle principali case di produzione di Hollywood.

Venne così a sapere che gli Studi Columbia stavano cercando un'attrice che parlasse spagnolo senza accento messicano per un ruolo importante in un nuovo film con Glenn Ford e Rita Hayword che si intitolava "Gilda". Maria mi telefonò e mi incoraggiò a fare domanda per ottenere la parte. Anche se io e Miro eravamo notevolmente occupati con "La voce d'America ", eravamo riusciti a preparare delle interviste complete che potevano essere trasmesse per tre settimane.

Se fossi stata scelta per quel ruolo, Miro poteva essere in grado di preparare altre interviste e di condurre le ricerche da solo, mentre io ero sul set. Perciò, chiamai gli studi ed andai all’audizione. Il direttore del casting, Art Lignes, che aveva una laurea in spagnolo ottenuta alla Stanford University, aveva già intervistato dieci possibili candidati e tutti avevano un forte accento messicano. Il regista del film, Charles Vidor, era accanto a lui, perché voleva che la persona scelta fosse sul set il giorno seguente.

-- Continua alla prossima puntata

Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

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