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Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XX

Le storie di San Francisco

-- Continua dalla puntata precedente

Capitolo XX: Le storie di San Francisco (Continua dalla puntata precedente) Come parte del nostro show alla radio, Miro ed io facevamo dellle ricerche su italiani famosi, che andavano da Marco Polo e Cristoforo Colombo a Enrico Fermi e Guglielmo Marconi e poi, i nostri attori fingevano di essere quei personaggi famosi e raccontavano le loro rispettive storie ogni sera. Curavamo anche l’adattamento per la radio di opere di Pirandello e Verga , così come di film classici come “Via col vento” e “Cime tempestose”.

Durante la stagione estiva, l’ultimo atto di ogni commedia ita- liana non veniva trasmesso ed io informavo i lettori che per poter conoscere la conclusione avrebbero dovuto venire a vedere gli attori della KROw recitare nell’ultimo atto della commedia in questione nei teatri e nelle sale in tutta l’area della Baia di San Francisco. Poi, ogni sabato e domenica, i nostri dieci attori giravano con un caravan da una cittadina all’altra e rappresentavano le commedie di un atto.

Quest’idea ebbe molto successo e diventò un evento molto popolare, molto atteso dalla comunità italomericana. Sviluppammo e aggiungemmo diverse novità nei programmi in italiano per mantenere ed attirare più ascoltatori. La prima fu un segmento chiamato “Cara Argentina” in cui leggevo delle lettere di ascoltatori che, durante il programma,.mi chiedevano consigli d’ogni tipo “Mio marito non mi apprezza più. Cosa posso fare?” “Qual’è il modo migliore per cucinare gli spaghetti con le vongole?”

Naturalmente, quel tipo di lettere di natura molto personale che troviamo oggi in ogni rivista e giornale, non venivano ancora trasmesse in quei giorni. Poi, cominciammo a scrivere qualcosa che presto sarebbe stato chiamato “Soap opera”, che lasciava sempre gli ascoltatori con il desiderio di ascoltare l’episodio successivo.

Quando venne trasmesso il mio ultimo show, prima che partissi per Los Angeles, i nostri due personaggi principali erano bloccati sul ramo di un albero da qualche parte in Africa, circondati da coccodrilli. Alcune settimane dopo, la radio ci contattò a Los Angeles, perché voleva conoscere la fine della storia, dato che avevano ricevuto diverse richieste ed alcune persone erano molto irritate perché lo show non era terminato.

Risposi rapidamente che erano arrivati alcuni leoni ed avevano cacciato via i coccodrilli. Poi, mentre i leoni stavano dormendo l’eroe e l’eroina della soap opera con calma erano scesi dall’albero ed erano fuggiti. Evidentemente, la mia conclusione alquanto zoppicante fu accettata, poiché in seguito non ricevetti più niente che chiedesse dello show. Miro ed io facevamo tutte le ricerche per la radio a casa, e scrivevamo anche i testi per il programma. Organizzavamo anche e facevamo parte del gruppo teatrale della KROw.

Oltre a questo ci occupa- vamo naturalmente anche di nostro figlio Mario e quindi eravamo decisamente occupati in quei giorni. Mia madre stava superando la sua depressione ed ogni tanto cominciava ad uscire di casa per far spese con le amiche. Ogni venerdì Miro la portava in macchina fino al molo dove mio padre pescava e lei gli portava il pranzo che consumavano insieme.

Erano capaci di stare un’ora seduti a chiacchierare mentre mio padre pescava. Quel momento settimanale tutto per loro sembrò rilassare e giovare a entrambi fino a quel mezzogiorno di venerdì 4 novembre 1940. Mia madre e mio padre erano impegnati in una conversazione riguardante il futuro di mio fratello Amleto. In quel momento, era un luogotenente della Marina italiana impegnato nella guerra europea.

L’ultima lettera che avevano ricevuto diceva che era un addetto militare che lavorava per l’Ambasciatore ita- liano in un paese africano, di cui non poteva dire il nome a causa della censura di guerra. Gli piaceva il suo incarico attuale, ma non vedeva l’ora di ricevere il coman- do di una nave. “Che Dio lo protegga!” stava dicendo mia madre a mio padre quando una limousine si fermò davanti al molo e ne uscì un uomo alto e magro con i capelli grigi e rasati. Indossava una divisa militare della Marina, molto elegante e di colore blu. Aveva in mano una grande busta.

Mentre camminava verso i miei genitori, mio padre aprì lentamen- te la sua onnipresente valigetta e la avvicinò a lui, senza dire una parola. Mia madre vide l’espressione tesa del volto di mio padre e pro- prio mentre stava per fare un com- mento, l’uomo con la busta disse: “Madame Mimi Aguglia?” Mio padre lo interruppe: “Chi è lei e perchè lo chiede?” “Mi chiamo willard Jenner. Sono l’assistente esecutivo del signor Howard Hughes. Il signor Hughes mi ha mandato espressa- mente per consegnare questa busta a Madame Aguglia e devo aspetta- re finché non ha aperto e letto il contenuto. Poi, sarò lieto di rispondere a qualsiasi domanda voglia farmi.”

Mia madre fissò l’uomo, poi disse:”Vincenzo, sento che possia- mo fidarci di quest’uomo. Se non ti dispiace, leggerò ad alta voce il contenuto della busta.” “Molto bene, Mimi.” disse mio padre con un tono di voce molto più calmo. “Prego, si sieda sulla panchina e prenda un panino e un bicchiere di vino, mentre ascoltiamo che cosa vuole il signor Hughes da mia moglie.” “Grazie signore, accetto volen- tieri il panino, ma poiché sono mormone, la mia fede non mi per- mette di consumare alcol” rispose il signor Jenner.

Quelle parole calmarono ancor di più mio padre che aprì la busta e cominciò a leggere la lettera di una pagina: Dall’Ufficio di Howard Hughes RKO Radio Pictures Hollywood, California Cara Madame Aguglia, 4 novembre 1940 La mia casa cinematografica sta per realizzare un nuovo film rivoluzionario sul fuorilegge Billy the Kid. Ho affidato le due parti di ingenue a sconosciute, ma voglio utilizzare attori ed attrici con esperienza in tutti gli altri ruoli principali. Ho già firmato un contrattto con John Houston e Thomas Mitchell per questo film.

Basandomi su quello che ho saputo da mia madre dei vostri succesi del passato sui palcoscenici inter- nazionali e dei vostri film, che ho rivisto interamente, vorrei discute- re personalmente la sua partecipa- zione nella mia nuova impresa. Uno dei miei aeroplani è ora a San Francisco pronto per portare lei e suo marito a Los Angeles con partenza domani alle sette del mat- tino. Dopo la nostra conversazione vi riporterà immediatamente a San Francisco. Per cortesia, dia la sua risposta subito al mio assistente, poiché oggi stesso dovrò organizzare molte altre cose per il film, in base a quello che lei deciderà.

Distinti saluti, Howard Hughes Mia madre guardò mio padre con la bocca spalancata, tenendo la lettera e la busta nelle sue mani, come se fosse congelata. Mio padre, dal canto suo, cominciò ad avere la sensazione, che non provava spesso, che si trattasse di un’altra occasione d’oro da non perdere. “Signor Jenner” disse mio padre con calma: ”Può scusarci per un momento mentre discutia- mo la questione in privato?” “Certamente, aspetterò nella limousine” disse il signor Jenner, mentre si allontanava sicuro della risposta.

“Quando Howard parla, tutti lo ascoltano” pensò tra sé. Mia madre disse: “Questa è una follia. Prima di tutto non abbiamo mai volato su un aeorplano prima. In secondo luogo, ho sentito che il signor Hughes è un eccentrico e che è molto difficile lavorare per lui.” “Mimi,” rispose mio padre “Ho sentito parlare del comportamento a volte folle e stravagante di Howard Hughes, ma tutto ciò non fa che aggiungere un qualcosa in più ad una persona che ha fatto la storia dell’aviazione ed ora sta per fare la stesso con l’industria cinematografica. Puoi essere parte di tutto questo. Non buttiamo via questa opportunità. “Durante il viaggio, terrò la tua mano mentre voliamo, se tu stringerai la mia .”

“Signor Jenner” disse mia madre, agitando le mani verso di lui che si trovava in piedi accanto alla limousine. Mentre si avvicinava ai miei genitori, mia madre continuò: “Può venire a prenderci domani mattina al nostro appartamento?” “É in Octavia Street, vero? Sono stato lì questa mattina e vostra figlia mi ha detto che eravate al molo. Arriverò alle cinque e mezza domani mattina”, disse il signor Jenner. Ci strinse la mano e ritornò alla limousine. Chiese poi all’autista di dirigersi alla cabina telefonica più vicina. “Missione compiuta” fu tutto ciò che il signor Jenner, sorridendo disse.

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Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

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