Archive

Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XVII

I nazisti attaccano!

-- Continua dalla puntata precedente

L’approvazione era naturalmente soggetta all’accettazione di tutte le clausole del contratto da parte di entrambe le parti. Il 7 marzo 1937, ci fu un altro commosso addio, questa volta al molo numero 32 di San Francisco, poiché i miei genitori si avventurarono per cercar fortuna e per assicurarsi un futuro migliore.

Li salutai finché non riuscii più a vedere la nave che venne avvolta in una nuvola di nebbia mentre passava sotto il quasi completato Golden Gate e nel mare aperto dell’Oceano Pacifico. Dopo un viaggio in prima classe decisamente gradevole, i miei genitori arrivarono nel Porto di Genova tre settimane più tardi. Secondo mia madre, fu come quella luna di miele che non avevano mai avuto.

Danzarono sul ponte della nave sotto le stelle, pranzarono alla tavola del capitano, visita- rono rinomati porti dei Caraibi e semplicemnte si rilassarono, qualcosa a cui non erano decisamente abituati. Da Genova, presero il treno per Milano, dove furono ricevuti dal signor Piero Del Monte, il direttore delle relazioni con la stampa dell’ “Arcobaleno”, un giovane uomo che sembrò molto agitato.

Non appena ebbe stretto le loro mani, furono circondati da circa venti giornalisti e fotografi, che urlavano domande e che contem- poraneamente chiedevano a mia madre di mettersi in posa per delle foto. “Nessun commento per ora,” gridò il signor Del Monte, con le sue mani per aria. “Abbiamo fatto pubblicare delle note informative per tutti voi. Madame Aguglia terrà presto un ricevimento per la stampa e vi posso assicurare che sarete personalmente invitati a partecipare”.

Mentre urlava, il signor Del Monte stava spingendo letteralmente i miei genitori in una limousine che li stava aspettando. “Scusatemi per la stampa. Sembrano diventare ogni giorno più scortesi ed aggressivi. É una relazione d’amore e d’odio. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per sopravvivere e prosperare. Entrambe le parti lo sanno molto bene,” sorrise il giovane uomo completamente sudato ed esausto, mentre sprofondava nel sedile per dirigersi verso la nostra nuova residenza, fornitaci dall’ “Arcobaleno”.

Il nostro baga- glio, fummo informati, sarebbe stato portato da un camion speciale e in breve tempo, direttamente alla nostra villa. Dopo un viaggio di quaranta minuti per la campagna che circondava Milano, la limousine girò in un lungo vialetto di ghiaia fiancheggiato da cipressi che conduceva ad una villa a due piani in stucco bianco con un tetto di tegole rosse con molti camini, che stavano tutti funzionando a piena capacità.

Attorno alla villa c’erano un piccolo frutteto, un orto e un fieni- le con diversi cavalli e una mucca. Il fieno era ben ammucchiato dentro ed attorno al fienile. “Arcobaleno” spera che vi piacerà vivere qui.” Villa Palma ha cinque camere da letto e il bagno interno. La proprietà è più di venti ettari e siete liberi di portare fuori i cavalli quando lo volete. Il personale della proprietà si prende cura sia della casa che del terreno.

Enzo e la sua limousine saranno a vostra disposizione durante tutta la vostra permanenza qui. Lui e il resto del personale vivono nella casetta dietro la villa.” Allineato sul portico della villa c’era il personale che consisteva nel fratello di Enzo, Enrico il maggiordomo, sua moglie Alma la cuoca ed i suoi sei figli ormai cresciuti che pulivano e si prendevano cura della proprietà.

Dopo aver fatto le presentazioni, il signor Del Monte augurò ogni bene ai miei genitori e fissò un appuntamento con mio padre perché si recasse a Milano due giorni più tardi per incontrare il signor Gianni Megalis, “Per parlare dell’”Arcobaleno” così si espresse lui. Mia madre guardò mio padre e disse: “Questo, Vincenzo, è veramente un gran inizio!” Puntualmente, alle nove del mattino mio padre apparve davanti alla scrivania della segretaria del signor Megalis.

L’insieme di uffici era situato nell’edificio più alto di Milano. Dalla sola mobilia e dai dettagli, si poteva intuire che un grande arredatore di interni doveva aver apportato il suo contributo nella combinazione dei marmi raffinati, del legno costoso, delle sete, del satin e della pelle ed anche dei dipinti ad olio mirabilmente incorniciati. Prego, entri qui a destra barone, il direttore generale la sta aspettando con ansia, sorrise la segretaria indicando la direzione.

Questo atteggiamento, comparato con gli almeno dieci minuti a cui si era abituati ad aspettare in Italia, era decisamente un’indicatore di future buone notizie, pensò mio padre. La stanza non fu una delusione, con i suoi alti soffitti, le sedie e le poltrone di pelle nera, i candelieri veneziani e pareti con pannelli in quercia che evidenziavano le cor- nici dorate di fotografie dei più famosi divi del cinema europeo.

Il direttore generale dell’”Arcobaleno”, Gianni Megalis era l’esempio del moderno dirigente italiano contemporaneo: alto, eccezionalmente ben vestito e con un pòdi grigiore alle tempie. Si alzò da dietro la sua massiccia scrivania e diede il benvenuto a mio padre con la mano tesa. “Prego, si sieda vicino al tavolino dal caffé” disse Il signor Megalis, mentre offriva a mio padre una tazza di espresso fumante appena portato dalla segretaria, e quello che, sembrava essere, un sigaro cubano.

Dopo aver chiesto come lui e Madame Aguglia si trovassero a Villa Palma, i due uomini finirono il loro caffé, e accesero il sigaro. Mentre espiravano una nuvola di fumo blu, il signor Megalis cominciò a parlare di affari. “Come lei sa, stiamo per fare la storia, caro barone. “Arcobaleno” ha i suoi finanziatori così come il sostegno da parte del governo, ed ora siamo pronti a proseguire con la fase di produzione. Ho atteso con grande interesse le sue idee su un primo progetto” disse il signor Megalis tra una fumata e l’altra.

“Basandomi su quel che ho saputo dal signor Mercuri riguardo a quello che l’Arcobaleno” sta cercando e quello che è permesso ed incoraggiato nella nuova Italia in questi giorni, ho deciso di intraprendere delle ricerche estensive. Sono sicuro che lei è a conoscenza del fatto che parecchi anni fa Mussolini inaugurò l’Accademia italiana”, con il fine di coordinare e dirigere la cultura italiana per aumentare globalmente l’influenza italiana.

“Anche molte delle potenze mondiali si stanno muovendo in quella direzione o lo hanno già fatto. Gli Stati Uniti stanno fon- dando un Ufficio di Propaganda, concentrandosi sulla realizzazione di film patriottici per la pubblicavisione,” continuò mio padre mentre metteva un manoscritto sulla scrivania del signor Megalis. “Pertanto, per la mia prima produzione, mi pacerebbe proporre l’adattamento cinematografico dell’opera classica di Pirandello “Così è se vi pare”.

Non solo Madame Aguglia l’ha resa popolare attorno al mondo, ma è anche stata tradotta e prodotta all’estero con successo per anni. Pirandello è nel consiglio direttivo dell’Accademia italiana.E con mia sorpresa, anche se sono sicuro non vostra, Guglielmo Marconi è il Presidente dell’Accademia.” “Sono fiducioso,” concluse mio padre, “Che con l’unione dell’approvazione dell’Accademia, della fama di Madame Aguglia nei teatri di tutto il mondo e della popolarità delle opere di Pirandello, il successo della nostra impresa è assicurato.”

Mio padre mise poi, vicino al manoscritto, una cartellina voluminosa stracolma di fogli che descrivevano i punti principali del mano-scritto, consigliavano gli attori appropriati, il regista ed i tecnici, e includevano un bilancio preventivo di produzione. ”Per cortesia, riveda le mie proposte e poi potremo discutere i dettagli quando lo desidera.”

“Nel frattempo, durante il processo di revisione ed approvazione del nostro primo film, Madame Aguglia ed io saremo felici di cominciare il nostro progetto teatrale, aggiunse mio padre. “Francamente barone, questo è più di quanto sperassi” disse Gianni Megalis con un sorriso, mentre andava verso il mobiletto dove teneva il suo brandy migliore.” E sono felice di poterla informare ufficialmente che il Consiglio non solo ha approvato il finanziamento del suo progetto teatrale, ma la incoraggia anche a cominciare la produzione senza indugio.”

“Un brindisi ad un radioso futuro con la “Arcobaleno” per lei e per Madame Aguglia” disse il direttore generale mentre teneva in alto il suo bicchiere di brandy. “Ad un radioso futuro con la “Arcobaleno!” Rispose mio padre, alzando il suo bicchiere verso il signor Megalis. Ma, in qualche modo, il barone Ferrau’ sentiva dentro di sé, che quello era un momento di tranquillità prima dell’arrivo della tempesta.

Era una sensazione che aveva già provato diverse volte nella vita e solo prima di eventi che non voleva ricordare. La Nuova Compagnia Teatrale italiana debuttò al Teatro Nazionale il 20 maggio 1937 con il classico “Nica” di Nino Martoglio. Come nella maggior parte delle città intorno al mondo, anche in Italia alla fine degli anni trenta, le persone di ogni estrazione sociale erano molto preoccupate per il loro futuro.

Qualsiasi occasione che faceva dimenticare i loro problemi per un paio d’ore, era accolta a braccia aperte e ciò causò una rivoluzione in tutti i campi dell’intrattenimento. Non soltanto gli spettacoli teatrali raggiungevano un record di pubblico, ma anche i film di ogni tipo, i concerti, le partite di calcio ed altri eventi sportivi. Il giorno che seguì la prima del loro spettacolo, i critici dei giornali di Milano elogiarono il trionfale ritorno di Mimi Aguglia, anche più di quanto avessero fatto nella sua precedente tournée europea. Commenti del tipo “un’interpretazione matura, “un’attrice incantevole” e “la prima donna del teatro italiano” abbondarono.

-- Continua alla prossima puntata

Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

___________________________________________________________________________________

10631 Vinedale Street, Sun Valley, CA 91352 - Phone (818) 767-3413 - Fax: (818) 767-1410