Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor
Capitolo XVII
I nazisti attaccano!
-- Continua dalla puntata precedente
Dal momento in cui lasciammo l’Hotel St.Francis e quella cena squisita con il professor Marconi e la sua bella moglie, mio padre non parlò più d’altro. Era certo che infine, questo “Progetto Arcobaleno” sarebbe stato la risposta a tutte le speranze e sogni dei miei genitori. Mio padre cercò per giorni di telefonare al direttore generale Megalis a Milano. Solo una volta riuscì ad ottenere un collegamento chiaro con l’Italia, ma dopo due minuti la linea cadde.
Senza scoraggiarsi, mio padre inviò sia un telegramma che una lettera, esprimendo un generale interessamento e chieden- do di sapere di più del progetto. Entro una settimana ricevette una risposta al suo telegramma. Era breve, andava dritta al dunque e immediatamente sollevò mio padre dalla sua crescente ansia.
CARO BARONE – TELEFONI A MIKE MERCURI - LUI SA TUTTO – GM. Con sorpresa di mio padre, Mike Mercuri era un uomo molto giovane e simile agli altri giovani aspiranti attori d’aspetto atletico che sembravano popolare Hollywood in quei giorni. Quando vide i suoi capelli biondi, gli occhi blu e l’abbronzatura non si apettava che sapesse parlare un ottimo italiano e che avesse, apparentemente, una profonda conoscenza dell’industria cinematografica in generale e del “Progetto Arcobaleno” in particolare.
Si incontrarono al ristorante Brown Derby su Vine Street vicino a Hollywood Boulevard per il pranzo. Era il luogo dove tutti i maggiori “players”, come venivano chiamati, dell’industria cinematografica, conducevano affari.
Mike sembrava essere ben conosciuto dal Maître d’hotel che diede loro il benvenuto e li accompagnò a un tavolo riservato nell’angolo. Senza neanche aspettare il cibo e senza tanti preamboli, Mike disse: “Signor Ferrau’, spero non le dispiaccia, ma ho già ordinato il nostro pranzo. Come entrambi sappiamo, il tempo è denaro, perciò andrò diritto al punto. Parlare con me è esattamente come parlare direttamente con il nostro direttore generale, Gianni Megalis.”
Mike continuò: “Siccome il professor Marconi vi ha già informato sulla nostra visione dell’industria cinematografica internazionale, penso che dovremmo prima di tutto concen- trarci su come lei e Madame Aguglia possiate inserirvi nei nostri piani.” Due enormi insalate Caesar furono mischiate e servite al nostro tavolo e venne versato del vino Prosecco Valdobbiano importato.
“Pensavo che avrebbe gradito questa entrée particolare” disse Mike. “Molti non lo sanno, ma l’insalata Caesar fu inventata circa quindici anni fa da Caesar Cardini, un ristoratore italiano a Tijuana in Messico. “Ma adesso, torniamo agli affari” Mike alzò il suo bicchiere di vino. “Al progetto Arcobaleno e alla vostra futura collaborazione.”
Mio padre alzò il bicchiere, ma non disse nulla. Mike continuò a parlare tra un boccone di insalata e un sorso di vino fresco. “Abbiamo tanto biso- gno di produttori con esperienza e maturi quanto di attori e attrici. Ed è per questo che lei e Madame Aguglia sareste un perfetto accoppiamento. Lei potrebbe produrre una serie di film con sua moglie nella parte principale. Per questo lavoro “Arcobaleno” vi pagherebbe cinquecento dollari alla settimana ciascuno, più il viaggio in prima classe per e da Milano e le spese d’alloggiamento durante la vostra permanenza.
Il contratto sarebbe per due anni con la possibilità di negoziare una percentuale dei profitti netti sui film dopo il primo anno.” “É un’offerta molto generosa, ma che film dovremo produrre?” chiese mio padre, in un certo modo perplesso e ancora un po’ sospettoso. “Spetta a voi proporre il materiale scenico ed il soggetto che naturalmente saranno soggetti all’approvazione finale del consiglio direttivo dell’ “Arcobaleno” Oh..., ed anche all’approvazione finale della censura del governo italiano.”
“Le sopracciglie di mio padre si inarcarono mentre chiedeva: “La censura del Governo? Da quando?” Percependo nella domanda di mio padre l’ovvia ostilità dell’artista, Mike rispose con tono calmo, “Barone, lei sa bene che c’è stata censura sui film di Hollywood per parecchi anni con l’Ufficio Hayes e le regole del Codice di Produzione.
L’Italia è cambiata sotto molti aspetti, incluso il controllo di quello che viene offerto al pubblico. Ora, si vuole essere sicuri che tutti i film realizzati promuovano messaggi positivi e non incitino e provochino il pubblico. Vedendo che mio padre sembrava ben lontano dall’essere convinto, Mike continuò: “Le vostre opere classiche di Pirandello e Verga sono ancora molto popolari in Italia perché fondamentalmente instilllano valori positivi e promuovono il bene sul male, la virtù, il patriottismo e l’armonia familiare.
Questo è quello che vuole anche il Governo italiano. E mi creda, fino ad ora con nessuno dei manoscritti che abbiamo proposto abbiamo avuto dei problemi con la censura governativa.” “E per i costi di produzione e la scelta degli attori e del personale? Che limitazioni avrò?” chiese mio padre con un tono più neutrale.
“Ancora, l’“Arcobaleno” lascerà questo a lei, sempre però dietro approvazione e revisione del nostro consiglio. Con investitori come il professor Marconi che la raccomanda, una persona con la sua esperienza e talento non dovrebbe avere problemi a fare approvare la sue proposte al consiglio, e con il loro benestare il finanziamento è assicurato” concluse Mike. “Avrò l’autorizzazione di produrre spettacoli per la mia Compagnia teatrale durante la durata del contratto?” chiese mio padre.
“Naturalmente, questo porterà solo ulteriore pubblicità alle future produzioni dell’ “Arcobaleno”. Sono quasi sicuro che il Consiglio potrebbe anche essere favorevolmente disposto a finanziare la sua compagnia in tali imprese” rispose Mike, percependo che mio padre stava cominciando a convincersi.
Quello era più di quanto mio padre si sarebbe immaginato Dovette trattenersi dall’accettare la proposta su due piedi. “Grazie, signor Mercuri. Discuterò la faccenda con madame Aguglia, e poi rifletterò seriamente su ogni singolo aspetto della sua proposta. Per il fine settimana avrà la mia risposta” rispose mio padre, si alzò dal tavolo, strinse la mano di Mike e frettolosamente lasciò il Brown Derby.
Non vedeva l’ora di arrivare a casa per raccontare a mia madre del loro colpo di fortuna e, naturalmente, per dirle chi aveva inventato la Caesar salad.Mia madre gli fece ripetere l’intera proposta almeno due volte. “Suona tutto così meravigliosamente bene, disse con un sospiro, “Tranne che per un problema. Dovremo lasciare di nuovo Argentina, perché so che lei non vuole più seguirci attorno al mondo”.
“Ma Mimi, considera l’altra faccia della medaglia. Potremo finalmente rivedere i nostri figli. L’Accademia dell’esercito di Modena e l’Accademia Navale di Livorno sono a mezza giornata di treno da Milano” rispose mio padre. “Lo so, ma volevo semplicemnte averli tutti con me, anche solo per un breve periodo” disse mia madre. Era già preparata per la mia cosiddetta “diserzione” dalla compagnia e sapeva che l’ora era vicina, dalle nostre numerose discussioni sull’argomento.
Ero determinata a rimanere a San Francisco e a continuare la mia carriera nel teatro locale e possibilmente anche alla radio. Non vedevo nessun futuro per me in un’Europa che si stava preparando ad una guerra ed ero preoccupata che i miei genitori dovessero affrontare un altro viaggio rischioso sull’Atlantico in tempi così inquieti.
Entrambi i miei genitori mi rassicurarono che poiché l’America aveva tutta l’intenzione di mantenere la sua neutralità durante ogni eventuale conflitto europeo, le sue navi non avrebbero corso pericoli. Mia madre e mio padre in realtà attendevano con ansia il loro viaggio sull’oceano che li avrebbe portati da San Francisco a sud in America Centrale e attraverso l’appena costruito Canale di Panama, nel Mar dei Caraibi e poi infine attraverso l’Atlantico fino a Genova.
Mio padre pensò a lungo ed intensamente all’offerta dell’ “Arcobaleno” e al suo incontro con Mike Mercuri al Brown Derby. Aveva letto che il ristorante era stato aperto lo stesso giorno del “Massacro del giorno di San Valentino” il giorno in cui incon- trammo Al Capone. Era un segno buono o cattivo? Ma offerte come quelle fatte dalla “Rainbow”, non avvenivano spesso nella vita e sia per lui che per Mimi stavano passando gli anni.
Sì, era venuto il momento di prendere l’occasione al volo, disse a se stesso a voce alta. Si ricordò poi di essersi dimenticato di raccontare a mia madre l’aneddoto sulla sua insalata preferita. “Mimi, ho altre buone notizie da darti” disse arrampicandosi su per le scale verso la camera da letto. Come previsto, mio padre non perse tempo a contattare Mike Mercuri alla fine della settimana.
I contratti furono discussi nei detta- gli e tutto sembrò essere a vantaggio dei miei genitori, perciò firma- rono immediatamente. Poi, mio padre cominciò a dedicarsi completamente a far rinascere la sua vecchia compagnia teatrale a Milano. Questo richiese una settimana di continue telefonate oltroceano e telegrammi per assicurarsi che tutti gli artisti e la manodopera necessari fossero disponibili al loro arrivo in Italia.
Persino il Teatro Nazionale spe- rava di ottenere dalla compagnia del barone un impegno di almeno un mese. E, come previsto, per mio padre fu relativamente facile convincere il consiglio direttivo della “Arcobaleno”, attraverso Mike, di approvare il finanziamento del cento per cento delle spese della compagnia per il loro primo ingaggio di un mese a Milano, prima di cominciare gli impegni con il cinema.
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Related websites:
www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)