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Romanzo autobiografico di ARGENTINA BRUNETTI
Traduzione di Antonella Bokor

Capitolo XIII

Uno spettacolo di beneficienza per Al Capone: 1929

-- Continua dalla puntata precedente

“Benvenuti alla festa italiana in vostro onore e della vostra compagnia. Le vostre performance stanotte sono state tutte superbe e vi ringraziamo per i vostri sforzi nell’aiutarci a raccogliere denaro per il fondo delle nostre vedove ed orfani. Lasci, per favore, che la presenti qui attorno,” disse il signor Maurizi indicando la via verso il gruppo più vicino di ospiti, che attendevano impazientemente di incontrarci.

Un uomo corpulento con capelli radi, vestito con uno smoking troppo abbondante, allungò le braccia mentre ci avvicinavamo. Era circondato da quattro uomini più giovani che stavano in piedi rigidi con le loro mani dietro la schiena. Il signor Maurizi sorrise e disse: “Signor Capone, ho il piacere di presentarle Mimi Aguglia, suo marito e sua figlia.” Guardando solo Mimi, e ignorando completamente mio padre e me, Al Capone, prese la sua mano e la baciò vigorosamente, dicendo in un inglese rozzo e scorretto con un forte accento napoletano: “Signora Aguglia, è per me un onore e un piacere poterla finalmente incontrare. Sono un suo ammiratore da molti anni e voglio dirle....” All’improvviso, ci fu una grande confusione all’entrata dell’area cocktail.

Immediatamente, gli uomini attorno al signor Capone, si irrigidirono e misero la mano destra sotto il risvolto del loro cappotto. Capone li guardò e, mentre abbassava la mano sinistra, disse a bassa voce: “Calma! Calma!” Un gruppo di undici, che sembravano essere ospiti non invitati, irruppero nell’area cocktail e si stavano facendo strada verso il punto dove ci trovavamo.

Il primo uomo a capo del gruppo andò verso il signor Capone, con un foglio stretto nellla mano. Lo agitò davanti alla faccia del signor Capone e disse con un tono serio: “Alphonse Gabriel Capone, ho un mandato d’arresto per il tentato omicidio di George ‘Bugs’ Moran ed altri sei uomini tuttora non identificati questo pomeriggio al S.M.C. Cartage Company Garage di Chicago. Venga con noi senza opporre resistenza o la costringeremo con la forza.”

A quelle parole, i quattro uomini attorno a Capone fecero un balzo in avanti, ma furono fermati sul posto dalle stesse parole ripetute: “Calma, calma!” Capone rispose, con un grande sorriso compiaciuto sul volto. “Ascoltate poliziotti, io sono stato a teatro tutta la sera per vedere l’esibizione di questa amabile signora, poi sono venuto a questa festa.”

Un altro uomo apparve all’improvviso e si mise tra l’ufficiale di polizia e Al Capone, “Signor Capone, come suo avvocato, le suggerisco vivamente di non aggiungere altro e di andare tutti insieme in centro per sistemare la faccenda....D’accordo?” “Certo Sal, ma come ho detto, non ho niente da nascondere, disse Capone con superiorità. Nel frattempo, mio padre aveva afferrato mia madre e me, tenendoci vicino a lui e cercando di farci indietreggiare lentamente per allontanarci dal pericolo.

Colpi di flash arrivavano da ogni direzione, scoppiettando furiosamente con luci accecanti poiché erano stati chiamati molti fotografi per immortalare l’evento. Il signor Capone guardò mia madre e mentre stava uscendo con i poliziotti, l’avvocato e le guardie del corpo, disse: “Quello che le stavo dicendo prima di essere interrotto così bruscamente, era che non vedo l’ora di rivederla presto sul palcoscenico, buona notte, mia cara signora!” Con ciò, il famigerato Al Capone lasciò quel luogo, che era diventato ora insolitamente tranquillo.

Il silenzio fu interrotto alcuni minuti dopo da un annuncio all’altoparlante che diceva: “Signori e signore, ci dispiace informarvi che a causa di forza maggiore, i festeggiamenti di questa sera devono concludersi immediatamente. Grazie per la vostra collaborazione.” Tutti i giornali di Chicago , il giorno successivo avevano gli stessi titoli: “Al Capone arrestato al ricevimento italoamericano per l’omicidio di alcuni gangster. Un giornalista aveva dato a quegli omicidi il nome di ‘Il massacro del giorno di San Valentino’, perché era avvenuto il quattordici febbraio.

Le accuse contro Al Capone alla fine caddero perché non poterono mai provare un suo coinvolgimento diretto negli omicidi e inoltre, noi gli avevamo fornito un alibi di ferro. E pensare che mia madre aveva scelto la data personalmente! Al Capone fu infine processato e condannato a undici anni di prigione federale per evasione fiscale. Per quanto ne sappiamo, non tornò più a veder recitare mia madre.

Dopo essere arrivati a New York, venimmo a sapere da fonti attendibili, che i proventi delle nostre rappresentazioni andarono davvero alle vedove e agli orfani italoamericani, ma poiché Al Capone era il principale benefattore dell’Associazione, la precedenza venne data alle vedove e ai figli di coloro che avevano lavorato in qualcuna delle molte attività controllate da Capone a Chicago. Mio padre non perse tempo a mettersi in contatto con il signor William Fox per proporgli la sua idea di fare di mia madre la regina del mondo del cinema in spagnolo.

E cosa potevo avere a che fare io in tutto questo? Beh, anch’io ebbi qualche idea per conto mio. Capitolo XIV: Sotto contratto con la MGM: 1929 Signor Fox, com’è gentile a volerci incontrare. Sappiamo tutti quanto è occupato con i suoi film e i suoi cinema “ disse mio padre, sorseggiando il suo scotch seduto sul divano in pelle, vicino a mia madre, che beveva invece dell’acqua minerale.

Il signor Fox, che ora era diventato l’uomo più potente dell’industria cinematografica, si versò un altro drink e disse: “Sa, sono stato molto fortunato in questo settore. Ho comprato i diritti della Movietone Sound System proprio mentre il cinema parlato stava diventando popolare e poi ho fuso la mia compagnia di distribuzione con la compagnia di produzione ed ho formato gli studi Fox. Adesso siamo i leader dell’industria.

Ma per rimanere ai vertici bisogna sempre guardare avanti.” Mio padre disse: “É proprio di questo che vorrei parlarle: un nuovo progetto per lei, da prendere in considerazione. Ha mai pensato di fare dei film da distribuire in altri paesi, per esempio in Centro e Sud America? Là, c’è un pubblico potenziale di milioni di persone che venderebbero la loro casa pur di vedere un film americano nella loro lingua.”

Rendendosi conto che aveva catturato l’attenzione del signor Fox, mio padre velocemente continuò: “La nostra idea sarebbe di utilizzare Mimi come protagonista di vari lavori basati sulle opere popolari che ha recitato nei paesi di lingua spagnola. Lei sa quanto è conosciuta lì. Penso che questa combinazione sarebbe un’impresa proficua oltre al fatto che rafforzerebbe l’immagine positiva della Fox Pictures intorno al mondo.”

Il signor Fox rimase immobile con sguardo pensoso, per quello che sembrò essere un periodo molto lungo. Poi, bevve un lungo sorso di scotch e disse: “Barone, decisamente lei ha tirato fuori una proposta vincente. Lasci che ne parli a fondo con i miei collaboratori e la ricontatterò tra circa una settimana per vedere come possiamo trasformare tutto questo in realtà, prima che qualcun altro pensi di fare lo stesso.”

“Di una cosa la devo avvertire signora Aguglia, se lei è seriamente intenzionata a fare del cinema. Ho spostato i miei studi dalla costa orientale a Hollywood in California, soprattutto perchè i costi di produzione sono inferiori ed anche perché possiamo fare riprese esterne per tutto l’anno, senza doverci preoccupare del tempo.”

“Io ho iniziato questa tendenza, ed ora gli altri studi stanno facendo lo stesso. É già stata nel Sud della California?” Mia madre disse: “No, ma siamo stati nel nord del Messico e il tempo dovrebbe essere lo stesso. Penso che ci piacerà andare in California.” Mio padre fece un cenno di approvazione. Quando i miei genitori arrivarono a casa, io ero seduta sul divano del salotto e stavo leggendo il New York Times. “Ti piacerebbe andare in California?” disse mia madre sorridendo.

“Sì, a Hollywood per esser più precisi” aggiunse mio padre. “Non è ancora sicuro, ma senbra che potremo andarci per girare dei film in spagnolo per la distribuzione in tutto il Centro e Sud America.” “Dovremmo avere conferma tra un paio di settimane circa. Possiamo parlarne ancora a cena.” disse mio padre. Ero sbalordita da quelle notizie. Hollywood sarebbe stata fantastica e girarci un film sarebbe stato un vero sogno. Mentre pensavo a quello che i miei genitori mi avevano detto, lanciai un’occhiata sul fondo della pagina del giornale che tenevo sul grembo. Diceva a caratteri cubitali: attori italiani agli Studi Columbia a Long Island.

Quando lessi più attentamente, sembrava che gli studi Columbia stessero cercando uomini e donne che sapessero recitare e che sapessero parlare e leggere bene l’italiano. Poiché ora tutti i film erano parlati, era fondamentale continuare a distribuire i film americani oltreoceano, ma ora la recitazione in inglese doveva essere doppiata nelle rispettive lingue dei vari paesi. Il processo veniva allora chiamato sincronizzazione.

-- Continua alla prossima puntata

Related websites:

www.argentinabrunetti.com (The weekly "Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine”)
www.argentinabrunetti.com/it (An Italian language version of Argentina Brunetti’s Hollywood Time Machine, with particular emphasis on the Italian film industry)
www.insiciliancompany.com (A synopsis of the book in English and where to buy it plus a bio of Argy & press release)
www.incompagniasiciliana.com (The above web site translated into Italian)

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