SUPERMAN RETURNS
Ritorno del migliore Superman in esistenza
All’inizio
ci fu l’età d’oro del racconto a fumetti (Anni trenta)
originato da Jerry Siegel, che avvalorato dall’artista Joe Shister,
resero Superman l’eroe di tutti i tempi e fonte d’ispirazione
ad innumerevoli serie radiofoniche, televisive (chi non ricorda Lois
and Clark?), a film a più riprese, 4 dei quali li ha immortalati
Christopher Reeve.
Altre
variazioni sullo stesso genere si sono susseguite (Batman, Spider Man,
Smallville), ma nessuna ha eguagliato, pur mantenendosi sulla stessa
traiettoria parabilica, la grandezza di Superman originale.L’Eroe
d’Acciaio, rivestito di super-potere rimane, e rimarrà
la figura dominante di tutte le saghe. (Da notare che Jerry Siegel –
morto a Los Angeles nel l996 – nelle sue svariate creazioni che
hanno fatto seguito al primo Superman, ha contribuito, tra l’altro,
a molteplici episodi nel giornaletto Topolino italiano di Disney).
L’attuale
« Superman Returns », è stato predetto
che sarà uno dei film più visti della stagione. Il suo
Ritorno ha avuto il più colossale opening di tutta la storia
del cinema americano: si calcola che abbia fatto scalo contemporaneamente,
in oltre 4000 teatri nazionali di circa 8.500 proiezioni.
Superman
Returns , filmato da Bryan Singer, il regista dei recenti XMen, con
l’ausilio degli scrittori Michael Dougherty e Dan Harris, ha ravvivato,
dopo circa due decadi di silenzio, la leggenda del Superman senza menomarne
minimamente l’integrità e l’efficacia originale.
Il dio caduto dal cielo in vesti umane, ma da poteri sovrumani :
proprietà quest’ultima di cui ne farà uso solo a
fini umanitari, lo innalza a supremo, a incorruttibile. Pensiero questo,
idealmente configurato e universalmente valido,che per portare in sè
un dualismo di sovrumano impegno, ha impegnato anche – e non poco
– i cineasti stessi, che per perpetuarne la formidabile figura,
non hanno esitato o lesinato nè tempo nè denaro.
Il
Superman ideato 70 anni or sono da Jerry Siegel, portava l’innocenza
del tempo non ancora sommerso dal cinismo. Di fatto, era spesso riferito
come « il più grande Boy-Scout (giovane esploratore)
del mondo”. L’essenza morale del suo essere è stata
infatti l’iniziale, migliore attrazione della sua esistenza: etica
che rimane tutt’ora a dominarne lo schermo, nonostante l’invasione
di notabili famigerati anti-eroi.
Gli
8 minuti dati da Marlon Brando alla prima rappresentazione di Superman
sul grande schermo (1978) e pagati all’attore l’estrosa
somma di circa 5 milioni di dollari, viene ora usata – in via
digitale – nel Ritorno del Superman, a determinarne la dinastia.
Che, anche in questa nuova saga, già è designata al legittimo
figlio di Clark, scoperto dal Superman solo negli ultimi minuti del
suo passaggio terreno.
Il
Superman di Bryan Singer ha più del divino che di superman. La
missione di Clark, come uomo, è visibilmente trascendentale,
sopratutto nella rinuncia a Lois (impersonata da una decisa Kate Bosworth),
la donna amata fin dagli anni giovanili, non molto dopo essere stato
adottato da una famiglia che diverrà poi la sua famiglia terrena.
A
interpretare il Ritorno del Superman è il novello attore texano
Brandon Routh, il quale sembra essere figlio diretto di Christopher
Reeve, della cui ispirante apparenza, ne ha ereditato in pieno le sembianze.
La
parte di Lex Luther, la personificazione del male puro, è retta
da un totalmente rasato Kevin Spacey, che nella sua persistenza diabolica,
fa del personaggio, un convincente perverso matricolato.
Il
film è della durata di 2 ore e 40minuti : tempo speso bene
e in ottima, stimolante compagnia ultra-super-trascendentale. I dichiarati
260 milioni di dollari spesi per il completamento del film, sono ben
riposti : ne reggono il peso e il costo senza il minimo sforzo.
Bryan Singer ha diretto « Superman Return » con
vigore e precisione. La profondità del concetto sovrumano unita
alla combinazione di immagini eterogenee più ingegnose che epidermiche,
fanno del film un superbo Superman.
Rina
Donati
Pictures:
1 .Brandon Routh come Superman
2 .Kevin Spacey come Lex Luthor, la personificazione del male puro