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PIRATES OF THE CARIBBEAN: DEAD MAN’S CHEST
Epitomo della Stagione Estiva

Ed anche il Pirata ha fatto il suo bravo approdo nei teatri nazionali battendo, in grande stile, tutte le altre imbarcazioni competitive – ed anche d’ottima qualità – che l’hanno preceduto.

Alla premiere assoluta del Pirates of the Caribbean : Dead Man’s Chest al Disneyland d’Anaheim, proiettata all’aperto e con l’aggiunta d’un animato tappeto rosso di mille piedi di lunghezza, Johnny Deep ha fatto il suo ingresso trionfale distribuendo, a migliaia di fans che lo assediavano, autografi e sorrisi, senza mai perdere la pazienza. La sua benevolenza è arrivata al punto di chiedere ad alta voce chi di loro avesse una penna da sostituire alla sua, senza più inchiostro. L’attore gode a Disneyland di tanta attenzione quasi quanto il venerando Mickey Mouse.

“Più che Johnny – chiarisce il mega-produttore Jerry Bruckheimer –è quello che lui rappresenta; cioè il Pirata, a provocare ogni sorta d’eccitazione».

Ovviamente, è un interesse che porta dritto al successo.

L’industry hollywoodiana, con la seconda puntata di “Pirates of the Carribean”, la versione dello Scrigno dell’Uomo Morto, puntava su un incasso almeno pari a quello della Maledizione della Prima Luna. La previsione ha superato, però, ogni aspettativa: Dead Man’s Chest si è lasciato indietro, a molte lunghezze di distanza, tutti gli altri film in competizione estiva e che contavano di raggiungere i fatidici 300 milioni di dollari. A partire dalla Mission Impossible III con Tom Cruise, a Poisedon, a XMan:The Last Stand, a Da Vinci Code, quest’ultimo dopo avere acceso una gran fiammata che si è rivelata di paglia, a malapena ha incassato 200 milioni di dollari, per spegnere gli ardori nell’oblio delusorio del nulla.

Gli analisti, basandosi sul Pirata originale di 3 anni fa che ha realizzato la somma di 305 milioni di dollari domestici e 650.000.000 internazionali, nonchè la candidatura all’Oscar per l’attore Johnny Deep, avevano predetto che il seguito avrebbe ottenuto lo stesso, se non di più. E il “di più” si è visto dal gran opening del fine settimana; mentre l’Italia e oltre un miliardo di spettatori intorno al globo, cantavano vittoria con gli Azzurri per il ben meritato trofeo della Coppa del mondo di calcio, la Disney esultava col Pirata un incasso senza precedenti: il solo weekend ha raggiunto il primato di 135.000.000. Somma che nessun altro film, in soli due giorni di proiezione, ha mai ottenuto.

I responsabili del film, specie Bruckheimer, commentano che nessuno di loro poteva anticipare un tale strepitoso successo. “Ma – aggiunge – bisogna vedere se questa accoglienza avrà vita duratura. La morte e le tasse sono le sole due certezze che conosco nella vita ».

Mentre il guru del box-office G. Panoa, predice il futuro di Pirates of the Caribbean: Deadman’s Chest come il solo vincitore - tra tutti i suoi rivali con vantaggi di precedenza – della stagione estiva. «L’eccitamento di questo film – dice – ha raggiunto, per il momento, le vette più alte nella storia dell’intrattenimento”. E probabilmente l’ascesa non rallenterà di grado se si mettono in conto tutti gli elementi che ne stimolano la spinta. Oltre all’attore Johnny Deep come bene amato Capitano Jack Sparrow, si aggiungono Orlando Bloom e Keira Knightley, gli stessi che hanno partecipato all’originale Pirata e che concluderanno la trilogia che andrà in visione la prossima estate. Infatti, i tre episodi sono stati girati interamente nei Caraibi simultaneamente, con pochi ritocchi da completare nel terzo.

Non è stato facile per gli attori avere l’arco di due film da coprire contemporaneamente. “Si riprendeva una scena dell’attuale film al mattino, e un’altra del terzo episodio nel pomeriggio – dice Orlando Bloom (“Lord of the Ring”). – Rimontare le scene interrotte è stato emozionalmente estenuante. Ma anche una sfida creativa».

«Tu dai il meglio possibile di te stesso e vivi la verità del momento», ricalca Johnny Deep, noto per il suo libero approccio al personaggio.

I tre film sono diretti da Gore Verbinski («The Ring», «The Weather man») e prodotti da Jerry Bruckheimer, il produttore più coronato di successo d’Hollywood. I suoi film hanno incassato dall’intero mondo circa 14 miliardi di dollari, ed una raccolta di 35 candidature all’Oscar, 28 al Golden Globe e innumerevoli premi d’ogni genere. Lo Studio Disney s’appoggia alle sue scelte collaborative a piena fiducia.

“Naturalmente – spiega Bruckheimer – è un lavoro di partecipazione immaginativa di gruppo: dal regista, agli scrittori, agli attori ed anche alle centinaia di aiutanti che vi prendono parte. Tutto concorre ad un risultato che diverte, stimola, informa e che sappiamo in partenza che il pubblico amerà, per essere attratto – come del resto ognuno di noi – dalle imprese impossibili”.

Il fascino di questi supereroi sta appunto nel fatto che essi sono parte della nostra fantasia, sono fenomeni che riscattano le nostre delusioni, le nostre frustrazioni. Sono individui con poteri fuori del comune, ma sono anche come noi: soffrono e sentono i torti e le ingiustizie esattamente come noi. E vederli vittoriosi sul male appaga tutti i nostri sensi. Almeno quelli rimasti ancora alle età ingenue.

Bill Nighy, l’attore britannico per antonomasia, provvede la faccia dell’impressionante calamaro Davy Jones (generato al computer), il bruto e il malvagio del Dead Man’s Chest, con l’austerità del grande interprete. La sua forte performance e l’opinione critica e pubblica d’un attore che con la sua presenza ha salvato più d’un film, lo mettono già nella scia dell’Oscar. Salverà anche questo?

Rina Donati

 

Didascalie
1 La locandina del film
2 Johnny Depp come Captain Jack Sparrow

 

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