CARS:
Quando la tecnica ha per fine ultimo l'arte e l'etica
Il
pioniere dei film di disegni animati e d’effetti speciali.
al computer, John Lasseter, il regista che ha dato.
inizio e impulso all’invenzione animatronica di Toy.
Story, Toy Story 2, a cui fanno seguito altri 4 imbattibili.
hit d’animazione (Monster Inc., Finding Nemo, The.
Incredibles, Bug’s life), continua a crescere e a.
sorprendere in statura ed originalità con Cars, l’ultima.
sua automazione a livello meccanico, ma con.
emozioni ed espressioni d’incredibile familiarità.
In
ogni produzione di film animati, incluso lo stesso Pixar, lo Studio
d’Animazione per eccellenza del quale John Lasseter è fondatore
e presidente, gli esseri antropomorfici sono finora stati rappresentati
a forme umanizzate, fossero questi giocattoli (vedi: Toy Story 1 e 2)
o animali, o creature della fantasia di tutti i tempi ed elementi. In
Cars, le auto da corsa sono – e rimangono – interamente
e puramente esse stesse a produrre eccitazione e credibilita. Conquista,
quest’ultima di Lasseter, di cui può andare ben orgoglioso.
Le voci prestate alle auto da corsa sono splendidamente calibrate da
attori d’eccezionale bravura, con intonazioni ed emozioni perfettamente
coordinate alle espresssioni emotive delle auto.
A
dare voce a Doc Hudson, un irascibile vecchio Modello Hornet 51, è
Paul Newman nella funzione di giudice e guida della comunita d’una
sperduta cittadina chiamata appropriatamente, Radiator Spring; mentre
quella a Lightning McQueen, la rossa auto da corsa meno affabile di
tutto il gruppo, è trasmessa da Owen Wilson, in ineffabili toni
accattivanti, che per contrastare con la boriosa spavalderia dell’auto
stessa, produce vero diletto.
Lightning
McQueen è un altezzoso «coscritto » che crede di
non avere bisogno di nessuno, anche nella sua prima gara di reclute
al Campionato di «The Piston Cup». L’alterigia del
giovane intrepido McQueen verrà poi smorzata, nel suo viaggio
al convegno di partenza, da un’improvvisa deviazione nei deserti
Western della famosa Route 66, che lo porterà nella suddetta
Radiator Spring, dai cui modesti abitanti imparerà l’umilta
e il vero valore della vita che non risiede nel vincere, ma nel capire.
Ed anche non tarderà molto ad avere una subitanea attrazione
per Sally Carrera, un’impetuosa e vivace blu Porsche 911 sportiva
che di Radiator Spring ha fatto la sua dimora preferita. (A provvederne
la voce suadente sara l’attrice di multitalenti Bonnie Hunt).
Nel
frattempo, Lightning McQueen, nel ricongiungersi alle altre reclute
sulla pista da corsa di «Piston Cup Championship», viene
seguito dall’intera comunita di Radiator Spring con Sally in testa,
e la performance del «cadetto» ha più d’ispirato
che di tecnico. Infatti, a vincere la «Coppa del Pistone»
sarà, inaspettatamente e gioiosamente, il venerabile Hudson Hornet
51 di passata fama competitiva appunto di corse d’auto.
Ma
il Gran Premio come migliore performer se lo meriterebbe Mater, una
malandata auto a rimorchio dal cui scarcassato radiatore sporgono, a
sorriso fisso, dentoni sparpagliati e irresistibilmente ilari. A dare
voce e sensibilita a Mater è il comico Larry the Cable Guy, uno
dei più dotati attori del genere.
Portare
la storia dei veicoli a quel livello di conquista di pubblico e di critica
non è impresa da poco. Ed è assolutamente affascinante
seguire in ogni dettaglio le espressioni, i movimenti d’occhi,
di bocca, gli aspetti cosd simili a certe fisionomie caratteristiche
umane da darcene continua meraviglia.

John
Lasseter (nella foto a destra) è con l’animazione computerizzata
quello che Walt Disney è stato per i disegni animati. La sua
mente inventiva e propulsiva è elevata all’ennesima potenza.
Ed è proprio dallo Studio Disney che Lasseter, ancora in giovane
età, ottenne la borsa di studio per far parte del programma CarlArts,
sempre della Disney, e nel quale rimase per lungo tempo. Non sorprende,
perciò, se la stessa Disney ha acquistato recentemente la Pixar
al prezzo di 7 migliardi e mezzo di dollari, divenendo, così,
nel binomio Disney-Pixar, la più grande industria d’animazione
contemporanea d’Hollywood.
Il
successo del Pixar, non solo sembra avere superato quello di Steven
Spielberg, Peter Jackson e James Cameron messi insieme, ma, in più,
in tutta l’intera produzione di John Lasseter, non c’è
mai stata una diminuzione né di valore artistico, né d’interesse
emotivo e tanto meno di profitto. Il regista, nei suoi film, non ricorre
mai ai soliti elaborati cliché spettacolari. La struttura dove
svolge la sua creazione animatronica è semplice, intima ed ha
carattere immensamente collaborativo.
Per
il completamento di Cars sono occorsi 4 anni di dedizione ed intenso
lavoro da una schiera di 240 artisti. I suoi film si distinguono per
originalità ed immagini stupefacenti.
Cars, con la sua storia piena di sentimenti umani, unita ad un’affascinante
fotografia, ci riporta ad un’era ove i film venivano creati per
alleviare gli aspetti brutti della vita, e ci fa rimpiangere quanto
si abbia perduto nel rincorrere una forma d’arte che per essere
troppo realistica, produce solo negativita.
Rina
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