ORIANA
FALLACI
Appartengo
alla folta schiera degli ammiratori ed estimatori della grande scrittrice
e giornalista scomparsa, divorata da quel male incurabile che ne ha
condizionato l’esistenza e, forse, anche, la sua spavalderia ed
il suo sprezzo dei pericoli cui l’avevano condotta la sua avversione
per l’islamismo.
Confesso
che molte delle lodi profuse in questi primi giorni dopo la sua morte
dai suoi colleghi e da molti uomini politici non mi convincono e, anzi,
suonano ipocrite e di circostanza, soprattutto in considerazione delle
battaglie che, da loro avversate, la Fallaci ha sempre condotto, ultimamente
concentrate e dirette ad avvisare l’Italia e l’intera Europa
dei grandi pericoli dalla progressiva islamizzazione del mondo occidentale.
Mantengo
in me il grande rincrescimento di non avere mai avuto l’opportunita’
di poterla conoscere, nonostante le mie frequentazioni newyorkesi, anche
a causa dell’isolazionismo in cui si era posta da moltissimi anni,
e, certamente, a motivo del mio scarso peso di piccolo giornalista italiano
all’estero, certamente lontano dalla sua cultura, dalla sua esperienza
e, lo ammetto, dal suo enorme coraggio.
Mentre
alcuni anni fa, anche dopo l’11 settembre 2001, quando pensavo
ad un unico ed isolato fenomeno di grande terrorismo, non credevo ad
un disegno complessivo che mirasse all’islamizzazione completa
e calcolata dell’occidente, leggendo Oriana, tutti i suoi libri
ed articoli e confrontandoli con gli avvenimenti che via via si sono
succeduti, ora sono portato veramente a ritenere che esista una strategia
di occupazione dell’Europa da parte dell’Islam piu’
intransigente, con la tacita acquiescenza del mondo mussulmano piu’
moderato.
Ma
cio’ che e’ piu’ preoccupante e’ la sottovalutazione
di questo pericolo da parte dell’Europa e dall’Italia in
particolare, dove le speculazioni politiche dei partiti dell’attuale
maggioranza, per esclusivo vantaggio del loro potere, incoraggiano tolleranze
eccessive e sproporzionate verso gli islamici che continuano ad affluire
nel nostro Paese.
Essi
si diramano poi nell’intero continente, con l’aiuto colpevole
di una parte della magistratura che riconosce ogni tipo di diritto e
di atteggiamento provocatorio od arrogante a molti mussulmani, dimenticando
quel principio civile di reciprocita’, per il quale non si capisce
perche’ noi dovremmo riconoscere diritti e permettere comportamenti,
usi e riti delle loro culture, mentre a noi, nei loro paesi, nulla e’
permesso e, anzi siamo spesso perseguitati od incriminati perche’
ci permettiamo di comportarci secondo la nostra millenaria cultura e
le regole del nostro cristianesimo.
Oriana
Fallaci, che qualcuno nel settembre 2001, dopo avere letto la sua "Rabbia
ed orgoglio", ha definito come l’unico italiano con gli "attributi",
per il suo coraggio di dire la verita’, od almeno la sua verita’
che e’ frutto delle esperienze maturate sulla sua pelle, e’
certamente un grande personaggio della nostra cultura e del nostro giornalismo,
per cui mi sembra che i suoi "colleghi", veri o presunti,
e molti degli uomini politici oggi sulla scena italiana siano di un
altro mondo: vero Santoro, Biagi & C.
Domenico
Pisano