Pelé, il re del calcio compie 70 anni. Una vita da record
Ha festeggiato il 23 ottobre il suo compleanno numero 70 trascorrendolo come gli altri 69: in casa. Forse non ha ripensato ai 1281 gol in 1363 partite di calcio disputate, alle sei volte che ne fece cinque in 90 minuti di match, le 30 che ne fece quattro, le 92 che ne fece tre. É stato il calcio, è ancora il calcio. Lo chiamavano O Rei, il Re. Edson Arantes do Nascimento nasce a Tres Coracoes, Tre Cuori, nella zona mineraria di Minas Gerais. Il papà si chiama Dondinho, gioca (centravanti) nell'Atletico San Lorenzo, la mamma Celeste.
A 11 anni è nelle giovanili del Baurù, poi passa al Santos e vince tutto. Pelé è stato il più bravo di tutti. Pelé sapeva fare tutto. Nessuno ha preso il suo posto e nessuno, forse, lo prenderà. Il calciatore Pelé è un mostro: coordinazione e velocità, potenza e ritmo, sincronismo e precisione. Poi, ancora, dribbling e palleggio. Acrobazia e colpo di testa. Finta e tiro in corsa, da fermo e in caduta. E visione di gioco. E gol, gol, gol. Assist e rovesciate e sforbiciate. Insomma, tutto: il massimo del futebol.
Il difensore svedese Sigge Parling che lo vide giocare (più che affrontò) nella finale mondiale di Svezia ’ 58 ha confessato poi: avevo voglia di applaudire. Un giorno a Lagos (Nigeria), era il 1967, furono dichiarati due giorni di tregua nella guerra del Biafra per consentire a tutti i combattenti di vedere l’ amichevole in cui era impegnato. Un giorno, in Colombia, venne espulso: il pubblico invase il campo e pretese il suo ritorno e l’espulsione dell’arbitro: le ottenne. In questi giorni il mondo lo ha celebrato. Le tv, i siti online, le agenzie ricordano i suoi gol e i suoi record. Unico giocatore della storia ad aver vinto tre Mondiali (1958, 1962 e 1970). Unico a fare le cose uniche. É l'atleta più famoso del mondo. Auguri Pelé.