Non solo Italia. Le altre grandi deluse del Mondiale
BRASILE - Carlos Dunga e tutta la commissione tecnica sono stati esonerati dalla Federcalcio brasiliana (Cbf). «Con l'eliminazione del Brasile dai mondiali in Sudafrica si è chiuso il ciclo di lavoro che ha avuto inizio nell'agosto del 2006. Tutta la commissione tecnica della Seleçao è stata esonerata», ha annunciato la Cbf nel suo sito. La nuova commissione tecnica sarà annunciata a fine mese.
In mattinata Dunga aveva lasciato intendere di essere disposto a prolungare il contratto e rimanere alla guida della nazionale. Anche dopo l'eliminazione con l'Olanda, Dunga è stato infatti accolto in patria dai tifosi con applausi, invece che con la temuta contestazione riservata a Felipe Melo. Pronto per subentrare è Felipe Scolari, già campione del mondo nel 2002. Quando l'aereo della Tam con a bordo la Seleçao è atterrato a Rio ci sono stati momenti di assoluta tensione per Felipe Melo, a lungo insultato e contestato dai presenti. Ad un certo punto il centrocampista della Juve, atteso dal padre, è apparso anche spaventato.
Per farlo uscire dallo scalo sono dovuti intervenire gli uomini della sicurezza. Applaudito a lungo, invece, il portiere Julio Cesar. «Sono molto emozionato e ringrazio la tifoseria brasiliana. Se non altro la Seleçao ha dimostrato di avere amore per la maglia». Il portiere dell'Inter, assieme al difensore della Roma Juan, è stato uno dei pochi ad essere applauditi. «Voglio ringraziare tutti i nostri tifosi per l'appoggio che ci hanno dato in questi ultimi tre anni e mezzo», ha detto Julio Cesar, poi è salito in macchina e si è gettato nelle braccia della madre scoppiando in un pianto dirotto. «Siamo tutti delusi ma chi ci è rimasto particolarmente male è Julio Cesar», ha spiegato Thiago Silva.
ARGENTINA - «Il mio ciclo con l'Argentina è finito». Diego Armando Maradona ha deciso che lascerà la guida della nazio- nale dopo l'eliminazione ai quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010. Maradona lo ha dichiarato nella notte di domenica al quotidiano «Cronica», tornando a casa, anche se la sua rinuncia al ruolo di ct non è stata ancora confermata ufficialmente. «Ho dato tutto quello che avevo ed ho detto tutto quello che dovevo dire», ha aggiunto Diego che ha parlato con l'inviato del quotidiano argentino vicino la sua casa di Ezeiza. «Adesso voglio godermi la mia famiglia», ha concluso Maradona che alla domanda su quale fosse il suo umore dopo la disfatta mondiale ha aggiunto: «non sono depresso».
Il grande deluso per l’Argentina è senza dubbio Lionel Messi, avrà bisogno di tempo per ritrovarsi dopo la sfortunata avventura sudafricana. È triste Leo e - dal suo blog - dice: «Mi sento veramente male. Non abbiamo giocato bene contro la Germania e dobbiamo ricominciare dacca- po. Grazie per il vostro appoggio. Non abbiamo rispettato le aspettative di molta gente». Adesso Messi vuole tornare a casa, in Spagna, e smaltire la delusione. Per lui un mondiale davvero infelice dove all'inizio ha fatto vedere sprazzi di grande gioco ma poi si è perso strada facendo. Anche per lui lacrime e disperazione: il campione è stato consolato e sostenuto da Diego Maradona.
INGHILTERRA - «Ci siamo chiesti per quale motivo Capello avesse mandato il suo gemello assolutamente impreparato per allenare l'Inghilterra ai Mondiali». Il malumore per il flop ai Mondiali di Sudafrica 2010 è ancora vivo e la stampa inglese continua a ricamare sul fallimento della spedizione gui- data da Fabio Capello (il tecnico è stato comunque confermato dalla Federcalcio inglese).
Ad una settimana dalla netta sconfitta contro i tedeschi, il domenicale News of the World prova ad assestare un duro colpo alla figura del manager pubblicando le anonime rivelazioni di alcuni giocatori protagonisti dell'avventura. Ne esce il ritratto di un Capello paranoico e superstizioso, incapace di gestire la situazione. «Tutti abbiamo accettato l'approccio del tecnico durante le qualificazioni, perchè tutto ciò che diceva e faceva ci ha portato al successo.
In molti ci siamo domandati perchè avesse dimenticato questi principi quando siamo arrivati in Sudafrica. Tutto quello che avevamo fatto è stato buttato dalla finestra -racconta un calciatore-. Siamo arrivati al punto che alcuni di noi si sono domandati per quale motivo Fabio avesse mandato il suo gemello incompetente». Nel ritiro di Rustenburg la tensione avrebbe raggiunto livelli altissimi. I giocatori, a quanto pare, hanno dovuto seguire un protocollo sin troppo rigido: niente servizio in camera, dieta ferrea e lunghi periodi di isolamento nelle rispettive camere.
C'è chi insinua, inoltre, che la scelta di giocare con la maglia rossa contro la Germania sarebbe stata solo un gesto scaramantico: Capello ha voluto a tutti i costi riproporre la casacca che aveva portato fortuna nella gara vinta 1-0 con la Slovenia. Il tecnico, a sentire un altro giocatore, avrebbe perso il controllo anche da un punto di vista tattico. «Durante le qualificazioni, tutti eravamo impressionati dalla sua attenzione ai dettagli. Sapevamo tutto degli avversari: come giocavano, come si sistemavano, come preferivano difendere e attaccare. Avevamo dvd, analizzavamo tutto e prepa- ravamo le gare con grande intensità».
E in Sudafrica? «Quest'attenzione mancava. Nei meeting guardavamo un dvd sul- l'ultima partita giocata e passavamo avanti: non contava come giocavano i nostri rivali, noi era- vamo bloccati sul solito 4-4-2 anche se nessuno riteneva che fosse il modulo giusto».