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Festa Milan a Roma per il 18° scudetto. La gioia del tecnico Allegri e del presidente Berlusconi

ROMA - La festa del Milan a Roma era cominciata sabato sera al triplice fischio di Bergonzi all'Olimpico ed è andata avanti, prima, per un paio d'ore tra il campo e gli spogliatoi, e poi, per tutta la notte in hotel. Certo, non poteva esserci il clima di Milano, ma al loro rientro in albergo, Ibra e compagni, tutti con la maglia celebrativa del titolo appena conquistato («Milan is all in 18», la scritta sulla schiena), hanno trovato centinaia di tifosi rossoneri ad attenderli con tanto di sciarpe e bandiere per celebrare uno scudetto atteso sette anni.

Dopo aver festeggiato, e averci dormito sopra, Massimiliano Allegri ha cominciato a metabolizzare il successo, conquistato al suo primo anno a Milano come avevano già fatto Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Alberto Zaccheroni. «Vincere lo scudetto al primo anno sulla panchina del Milan è un risultato importante perché vincere non è mai facile, in nessuna categoria, figuriamoci in Serie A», ha detto Allegri. «Ma credo si possa dire che il nostro è un titolo meritato - ha aggiunto Allegri - soprattutto per i ragazzi che hanno fatto cose straordinarie. Un ringraziamento va poi ovviamente alla società che mi ha scelto e mi ha permesso di avere un gruppo così importante».

«È difficile scegliere delle singole immagini - confessa poi Allegri - tutta la stagione rappresenta un percorso con all'interno momenti positivi e negativi. Per noi è stato importante superare soprattutto i momenti negativi nel migliore dei modi. Certo, il derby di ritorno vinto con l'Inter e il successo di Firenze credo siano stati due momenti chiave del nostro percorso per arrivare allo scudetto». «Con Allegri ho un rapporto molto franco, ci siamo telefonati spesso prima e dopo le partite. Ogni tanto mi sono permesso di dargli dei suggerimenti, lui è sempre molto attento ai miei consigli e molto spesso li applica con ottimi risultati. È un allenatore da Milan... ».

Dopo lo scudetto, Silvio Berlusconi ha garantito che «la rosa verrà arricchita» per tornare a vincere la Champions ma il punto di partenza è un bilancio 2010 chiuso con un passivo di 70 milioni di euro che deve fare i conti con il fair play finanziario. Ciò non toglie che la dirigenza rossonera farà il possibile per arrivare a Paulo Henrique Ganso: in via Turati sono già passati i procuratori del 22enne del Santos che è l'obiettivo numero uno della campagna acquisti rossonera.

A centrocampo, poi, ci sono 4 senatori che devono decidere il loro futuro. Tre sono in scadenza di contratto: «Non so», continuano a rispondere Seedorf e Pirlo, Ambrosini resterà in rossonero mentre è sicura la partenza di Gattuso.

 

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