Inter
a valanga sul Torino, 4-0
MILANO
- L'Inter avanza senza soste, seppellendo il Torino e guadagnando terreno
sulla Roma dopo l'undicesimo successo su 15 partite. Una domenica perfetta
per i nerazzurri, che segnano 4 gol per la terza volta in questa stagione
e portano ancora una volta a segno le due punte schierate al via, Cruz
e Ibrahimovic (terzo gol per lo svedese nelle ultime tre partite), oltre
a festeggiare i centri di Jimenez e Cordoba. Novellino ha da recriminare
sul rigore dell'1-0, ma la differenza di valori è emersa in maniera
evidente nel secondo tempo.
TORO
ALL'ATTACCO - Raramente in questa stagione Julio Cesar finisce sotto
pressione come nel primo tempo disputato dai granata. Recoba? No, non
è per le giocate del grande ex, in panchina, che la capolista
arretra. Sono Rosina, Ventola e Di Michele a chiamare in causa il portiere
brasiliano, lasciato allo scoperto dall'assenza di Samuel.
L'idea
del Toro è quella di mettere pressione in mezzo al campo e piazzare
uno tra Di Michele e Ventola tra i due centrali difensivi nerazzurri.
Funziona, perché l'Inter sbanda quando viene attaccata e ringrazia,
Ventola, colpevolmente impreciso su una girata da gol assicurato, e
Comotto, che per poco non infila un traversone dalla parabola beffarda
sul palo lontano.
La
partita è bella: Sereni fa pensare a Garella con due respinte
di piede, puro istinto, su Ibra e Cesar. Ma è la moviola a far
discutere per una spinta di Natali a Cruz (da rigore) e un contatto
tra Comotto e Ibrahimovic al 39', sul quale Saccani non ha dubbi. Tra
le proteste dei granata lo svedese fa 14 (centri tra campionato e Champions)
e Mancini va al riposo in vantaggio.
L'INTER
DILAGA - L'errore più grave che un avversario può commettere
contro l'Inter è quello di mollare la presa. Il Toro si concede
pochi minuti di pausa e, puntuali, arrivano due colpi: comincia l'opera
Cruz, assistito da Chivu; rifinisce Jimenez, al quarto gol in tre settimane.
Ibra-Cruz-Jimenez, cioè gli stessi "esecutori" del
Fenerbahçe in Champions, e in generale i tre uomini che insieme
a Cambiasso hanno traghettato l'Inter attraverso un momento cruciale,
senza Figo, Materazzi e gli altri infortunati.
Mancini
mette un po' di pepe su una giornata trionfale togliendo dal campo l'ottimo
Jimenez, entrato nella ripresa, per inserire Solari. Ma la festa nerazzurra
prosegue ugualmente con il 4-0 di Cordoba, giunto a un gol dal suo record
in carriera (4, stagione 2005/06), che rende le proporzioni del crollo
granata un filo esagerate. La traversa di Natali e l'occasione fallita
da Michele avrebbero reso meno amaro il k.o. ma contro questa Inter
è davvero difficile chiudere due tempi senza imbarcare acqua
da tutte le parti.