Al Foro Italico di Roma tutto pronto per il torneo dei record
L’ultima volta accadde nel giurassico 1978, la bellezza di 33 anni fa. Adriano Panatta perse 6-3 al quinto una poetica, drammatica e indimenticabile finale contro Borg, mentre in campo femminile la ceca Marsikova fece fuori la romena Ruzici in due set.
Poi il Foro Italico divise uomini e donne e così Roma si allontanò dai tornei più importanti del mondo, gli Slam, anche se nessuno ha le statue di marmo che fanno da sentinelle all’impianto, nessuno ha 7 mila metri quadrati di travertino bianco e nessun torneo è Roma perché nessuno ha una terra rossa capace di raccontare storie lunghe 2.764 anni. Ora si torna al passato: «Sarà l’edizione dei record - dice il presidente del Coni Gianni Petrucci - uomini e donne insieme, i biglietti andati a ruba, gli sponsor, le Tv e tutti i giocatori più forti».
E in effetti nel torneo maschile, dei grandi manca solo l’ex grande argentino Nalbandian, mentre per il resto ci sono tutti, ma proprio tutti. «Abbiamo un centrale con una visibilità straordinaria e il parco del Foro Italico è stato completamente rivisto, è una meraviglia che speriamo possa servirci anche in chiave olimpica Roma 2020» dice il segretario Lello Pagnozzi. Ecco, più che una presentazione è una festa. Del resto, negli ultimi anni il tennis è lo sport che in Italia è cresciuto di più in percentuale.