Ferrari, quasi un romanzo. Passione, segreti e vittorie
I miti non nascono mai per caso. E non sono frutto di coincidenze, ma segni del destino. La Ferrari è nata nel 1947. Mentre il Commendatore a quasi 50 anni realizzava il sogno che sconvolgeva la sua vita e rivoluzionava quella industriale italiana, veniva al mondo Luca di Montezemolo, l'attuale presidente. Due uomini, un marchio: il Cavallino rampante. La storia della Casa di Maranello si intreccia con queste due figure. Così forti, così carismatiche. Ciascuna espressione del proprio tempo.
Il Grande Vecchio è divenuto mito quando ancora era in vita. Non si è mai mosso dalla sua fabbrica perché era il mondo che andava da lui. Capi di governo, re e principesse, sportivi ed attrici. Insomma, Maranello ombelico del mondo. Ed erano molti a scommettere che la Ferrari non sarebbe sopravvissuta al suo fondatore.
Convinzione falsa, smentita dai fatti. Luca di Montezemolo ha continuato a vendere sogni, raccogliendo l'eredità del Commendatore, ma reinterpretando il ruolo della Ferrari nel mercato delle supercar dove rimane regina e punto di riferimento. Ha accresciuto il valore del marchio, dando lustro al made in Italy e facendone la Nazionale dei motori nelle corse. Ha allargato gli orizzonti (nel 2011 con l'aggiunta dell'India, saranno 60 i Paesi dove la Ferrari sarà presente), senza mai tradire le origini.
C'è una linea di continuità che è segnata dalla ricerca e dall'innovazione. E così la Formula 1 diventa strumento di un continuo travaso tecnologico dalle monoposto alle vetture di serie. I successi nei GP sono serviti a far progredire in fretta l'auto: cambio semi-automatico, controllo di trazione, diffusore posteriore con funzione aerodinamica per generare carico nella parte inferiore della vettura, kers sono solo alcuni dei temi recenti sviluppati sulle rosse e trasferiti alle vetture di serie.
La Ferrari è la stella polare della F.1: è l'unica Casa presente fin dalla prima stagione, nel 1950, e fa da architrave all'intero sistema. Sedici mondiali (nove vinti da Ferrari, sette da Montezemolo), 215 vittorie, 205 pole, 13.247 giri in testa. I numeri parlano da soli e quando li si mette in fila sono impressionanti.
La striscia di successi dell'era di Michael Schumacher forse è irripetibile; 5 Mondiali piloti di fila e 6 costruttori (dal 1999 al 2005) indicano che c'erano sia un super-campione come il tedesco sia una squadra insuperabile, plasmata da Montezemolo e guidata da Jean Todt. L'iride di Raikkonen nel 2007 ha dato continuità al progetto anche se nel frattempo erano cambiati gli uomini.